Le auto elettriche più antiche sono sul punto di generare un business da milioni di euro, e la chiave sta proprio nelle loro batterie usate.

31/10/2026 20:30
Aggiornato a
31/10/2026 20:30
I primi veicoli elettrici arrivati sul mercato più di un decennio fa stanno iniziando a creare un’opportunità commerciale che fino ad ora era poco considerata. Le loro batterie, anche quando i veicoli smettono di essere utilizzati, possono mantenere un notevole valore economico. E tutto indica che la loro compravendita, riutilizzo e riciclo diventeranno un’attività sempre più importante per l’industria automobilistica.
È quanto afferma Felix Wagner, CEO e co-fondatore di Circunomics, un’azienda tedesca specializzata nella gestione del ciclo di vita delle batterie. In dichiarazioni a Automotive News, il dirigente sostiene che il mercato delle batterie usate per auto elettriche potrebbe rappresentare tra il 10 e il 20% del mercato totale di batterie per questi veicoli nei prossimi 5 anni. Una previsione che indica un cambiamento significativo nel modo in cui viene gestito uno dei componenti più importanti di un’auto elettrica.

Le batterie dei primi Nissan LEAF e Renault ZOE aprono un nuovo mercato
L’origine di questo settore risiede nell’invecchiamento della prima generazione di auto elettriche prodotte su larga scala. Modelli come il Nissan LEAF e il Renault ZOE sono in circolazione sulle strade europee da anni, e alcune delle prime unità stanno già raggiungendo i 15 anni di età. Man mano che questi veicoli arrivano alla fine della loro vita utile o superano il periodo di garanzia delle batterie, aumenta la quantità di componenti disponibili per la riutilizzazione.
Wagner ritiene che questo fenomeno stia permettendo a un’attività finora marginale di iniziare ad acquisire una dimensione commerciale molto più ampia. “Il mercato dei ricambi per batterie di veicoli elettrici sta finalmente decollando”, afferma il responsabile di Circumomics. Le sue previsioni indicano che, tra il 2030 e il 2032, una quantità crescente di batterie usate arriverà sul mercato indipendente, dove potranno essere acquistate da officine, aziende specializzate e altri operatori.
Tuttavia, non tutte le batterie avranno lo stesso destino, poiché il loro stato di conservazione, le caratteristiche tecniche e le possibilità di riutilizzo determineranno se potranno continuare ad essere utilizzate nei veicoli, trasformarsi in sistemi di accumulo energetico o finire direttamente in impianti di riciclo.

Fino al 60% delle batterie riutilizzabili potrebbe essere impiegato per immagazzinare elettricità
Secondo le stime di Wagner, tra il 50 e il 60% delle batterie idonee a una seconda vita potrebbe essere utilizzato in sistemi di immagazzinamento energetico statici. Queste strutture permettono di accumulare elettricità da utilizzare in seguito, un’applicazione particolarmente interessante per integrare le fonti rinnovabili. D’altra parte, circa il 30% delle batterie usate verrebbe destinato direttamente al riciclo, mentre il resto potrebbe trovare una seconda opportunità all’interno dello stesso settore automobilistico.
Uno degli ostacoli principali è l’enorme diversità di batterie disponibili. “Un’officina smonta una Tesla al mattino, una Renault nel pomeriggio e forse un’altra marca il giorno successivo”, spiega Wagner. Questa varietà rende difficile il loro utilizzo in grandi impianti di stoccaggio, i cui operatori hanno bisogno di quantità ingenti di moduli identici e con caratteristiche simili. Infatti, sottolinea anche che queste aziende potrebbero aver bisogno di forniture annuali di 10, 50 o addirittura 100 MWh dello stesso tipo di modulo. Una uniformità che il mercato indipendente fatica a garantire, ma che apre opportunità per altri utilizzi e per la commercializzazione di ricambi.
I produttori accumulano batterie inutilizzate che costano centinaia di milioni di euro
La crescita di questo mercato non dipende soltanto dalle auto elettriche più vecchie. Wagner avverte che numerosi produttori accumulano anche batterie nuove nei loro magazzini, poiché hanno assunto o acquistato capacità superiori a quelle di cui avevano effettivamente bisogno. Il problema è che questi componenti si degradano con il passare del tempo, anche se rimangono immagazzinati.

Secondo Wagner, questa situazione sta causando costi di centinaia di milioni di euro per l’intera industria. Inoltre, il mercato delle batterie rimane condizionato da un eccesso di offerta. I produttori cinesi stanno ampliando la loro capacità produttiva a un ritmo superiore alla crescita della domanda, il che contribuisce a ridurre i prezzi per kWh e aumenta la pressione sui produttori.
In questo contesto, Circunomics ritiene che una gestione adeguata delle batterie usate e degli eccedenzi di produzione possa diventare una nuova fonte di reddito. L’obiettivo non è soltanto recuperare materiali preziosi, ma anche sfruttare componenti che conservano ancora capacità di accumulo prima di inviarli al riciclo. Per i proprietari di auto elettriche, lo sviluppo di questo mercato potrebbe avere anche conseguenze positive a lungo termine. Una maggiore disponibilità di batterie e moduli riutilizzati permetterebbe di ampliare le opzioni di riparazione dei veicoli più vecchi, sebbene la loro fattibilità economica dipenda dallo stato, dalla compatibilità e dal prezzo di ciascun componente.