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Le auto elettriche evitano il consumo di 200 milioni di barili di petrolio durante la crisi di Ormuz

Le auto elettriche evitano il consumo di 200 milioni di barili di petrolio durante la crisi di Ormuz

C’è un aspetto importante riguardo al titolo originale: il calcolo complessivo include anche gli ibridi ricaricabili. Tuttavia, le auto elettriche a batteria rappresentano l’82,5% del valore del petrolio evitato. Il resto è rappresentato dagli ibridi ricaricabili, che continuano a utilizzare carburante e il cui utilizzo elettrico dipende da quanto vengono ricaricati e dal modo in cui vengono guidate.

Anche in questo caso non si tratta di un risparmio netto effettivo per i conducenti. Ember calcola il valore del greggio che viene risparmiato grazie al suo utilizzo; non sottrae da questa cifra i costi legati all’elettricità né quelli per l’acquisto delle auto. Quello che misura è invece una minore necessità di petrolio, un dato particolarmente rilevante per le economie che devono acquistarlo all’estero.

L’auto elettrica è anche una questione di sicurezza energetica

Le auto elettriche evitano di consumare 200 milioni di barili di petrolio durante la crisi di Ormuz

La Cina concentra la maggior parte del risparmio stimato, mentre Germania e Francia spiccano all’interno dell’Unione Europea. La Danimarca offre un altro esempio interessante: in termini annuali, il petrolio risparmiato grazie alla sua flotta di auto elettriche equivale già al 13% del consumo nazionale di petrolio greggio. Questo confronto permette di comprendere come un cambiamento nei veicoli possa avere conseguenze sull’equilibrio energetico di un intero paese.

Questo è uno dei vantaggi dell’elettrificazione che spesso viene trascurato. Il dibattito si concentra sull’autonomia, sui caricabatterie o sulle emissioni, ma sostituire il carburante con l’elettricità modifica anche la vulnerabilità alle crisi internazionali. Un paese può ampliare la propria produzione di energia elettrica; aumentare la produzione di petrolio risulta invece molto più difficile se non dispone di giacimenti.

Questo non rende l’elettricità immune alle fluttuazioni dei prezzi né elimina tutte le dipendenze industriali. Tuttavia permette di diversificare l’approvvigionamento e sfruttare le risorse locali. Per la Spagna, il messaggio è chiaro: combinare i trasporti elettrici con la produzione da fonti rinnovabili offre un modo per ridurre il bisogno di importare continuamente carburante.

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Nel frattempo, il mercato mondiale continua a svilupparsi. Le vendite di auto elettriche a batteria sono aumentate del 11% su base annua da gennaio ad agosto 2026, mentre quelle di auto ibride ricaricabili sono diminuite del 12% e quelle a combustione interna del 6%. La quota mondiale delle auto elettriche è passata dal 16% all’18%, secondo le stime di Ember.

La crescita risulta ancora più marcata escludendo Cina e Stati Uniti: negli altri mercati, le vendite di veicoli elettrici sono aumentate di circa il 45%. Ciò indica un’espansione sempre più diffusa, con nuovi paesi che assumono un ruolo crescente sia nell’acquisto che nella produzione.

Gli Stati Uniti offrono un contrasto. Dopo il ritiro degli incentivi federali nel 2025, i veicoli elettrici hanno rappresentato il 6% delle vendite di veicoli leggeri nei primi otto mesi del 2026. Dei 56 paesi analizzati da Ember, 49 registravano una quota superiore, e 15 l’hanno superata per la prima volta quest’anno, tra cui India, Brasile, Italia, Malesia e Nuova Zelanda.

L’insegnamento va oltre chi si trova in cima alle classifiche. Le decisioni prese prima di una crisi determinano l’entità dei danni che potrà causare in seguito. Una flotta elettrica richiede anni per crescere, ma ogni nuovo veicolo riduce, durante il suo utilizzo, la necessità di acquistare benzina o diesel. Aspettare che il prezzo del petrolio aumenti di nuovo per intervenire significa arrivare in ritardo.

Convertito in euro, il valore del greggio evitato in quei sei mesi ammonta a circa 17.900 milioni di euro, di cui circa 12.500 milioni spettano alla Cina e 2.800 milioni all’UE. Si tratta di conversioni indicative basate sul tasso di riferimento della BCE del 23 ottobre. Oltre alla cifra, l’argomento è semplice: il barile che non devi acquistare non potrà nemmeno aumentarti il costo del prossimo viaggio.