Li Auto lancerà l’i6 in Europa nel quarto trimestre del 2026. Per il Medio Oriente invierà un generatore a combustione interna.

Li Auto ha annunciato l’inizio delle vendite dell’elettrico Li i6 in Europa nel quarto trimestre del 2026, mentre già a settembre arriverà a Dubai con il modello Li L9. Il piano è semplice: l’Europa riceverà veicoli a batteria, mentre il Medio Oriente e l’Asia Centrale otterranno auto dotate di range extender.
Il debutto del Li i6 avverrà durante il Paris Motor Show di ottobre 2026. Per i guidatori europei si tratta dell’informazione più importante, anche se per ora l’azienda non ha indicato i paesi interessati nella prima fase, né i prezzi, né i canali di vendita. Quindi c’è una direzione, ma ancora senza una mappa precisa.
L’Europa sceglie i BEV, Dubai sceglie l’L9
Li Auto afferma chiaramente che adotterà strategie di prodotto diverse in base alla regione. In Europa hanno la priorità i veicoli a batteria, quindi per primo arriverà il Li i6. È una mossa interessante, visto che fino ad ora il marchio era associato principalmente a grandi SUV EREV, piuttosto che a un ingresso tradizionale nel mercato europeo degli veicoli elettrici.
Nel Medio Oriente e in Asia Centrale l’azienda punta sulla serie L, ovvero SUV dotati di sistema range extender. Il nuovo Li L9 è già arrivato a luglio in Kazakistan e Uzbekistan, mentre a settembre 2026 dovrebbe entrare nel mercato di Dubai, segnando l’inizio ufficiale delle vendite di Li Auto nel Medio Oriente.
In Kazakistan il produttore ha inoltre stretto una partnership strategica con il gruppo Allur. L’obiettivo è l’adattamento locale e l’assemblaggio dei modelli attuali. In breve: non solo esportazione, ma anche il tentativo di stabilire una presenza più vicina ai clienti.
L’azienda ha i fondi necessari, ma i risultati in Cina non sono più così buoni
Li Auto intende col tempo creare all’estero un sistema completo che includa ricerca e sviluppo, sviluppo del prodotto, produzione, vendite e assistenza. Sulla carta suona ambizioso. In pratica, al momento le cose più importanti sono le omologazioni, la rete di assistenza post-vendita e il riconoscimento del marchio, perché senza questi elementi l’ingresso in Europa si limita a una conferenza e a qualche auto di dimostrazione.
L’azienda sottolinea inoltre che agirà con cautela a causa della geopolitica e delle normative locali. È giusto, visto che un produttore cinese che entra in Europa nel 2026 non opera più in un contesto così favorevole come alcuni anni fa.
Anche il contesto finanziario è importante. Nel secondo trimestre del 2026 Li Auto ha consegnato 98.330 auto, il che rappresenta una diminuzione del 11,5% rispetto all’anno precedente. L’azienda ha inoltre registrato una perdita netta di 1,7 miliardi di yuan, con ricavi pari a 25,7 miliardi di yuan, ovvero del 15,1% in meno rispetto all’anno precedente.
Dal altro lato, alla fine di giugno disponeva di 87,5 miliardi di yuan in contanti. Una riserva del genere basta tranquillamente per finanziare nuovi modelli, lo sviluppo tecnologico e l’espansione all’estero. La domanda non è tanto se ne hanno i mezzi, ma piuttosto se un cliente premium europeo sarà disposto ad acquistare un marchio che qui praticamente non conosce ancora.
Oggi le vendite di Li Auto sono divise più o meno equamente: il 50 percento riguarda i modelli EREV e il 50 percento quelli BEV. L’azienda prevede che nella seconda metà dell’anno la quota di veicoli a batteria aumenterà con il lancio di nuovi modelli, tra cui il Li i9.
Per l’Europa questa strategia è chiara: Li Auto non cerca di venderci un veicolo ibrido con generatore, ma punta direttamente ai full EV. La domanda per voi è: un marchio premium cinese, senza prezzo indicato e senza rete di vendita, ha oggi in Europa davvero delle possibilità reali?
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