Il Giappone offre fino a 7.300 € per acquistare un’auto elettrica, ma a una condizione.


Il Giappone offre un sostegno generoso per accelerare le vendite di auto elettriche. Ad esempio, una Toyota bZ4X beneficia di un incentivo equivalente a circa 7.300 euro. Tuttavia, i beneficiari devono mantenere il veicolo per quattro anni, altrimenti dovranno restituire l’intera somma o una parte di essa.
Un sostegno con un periodo di validità di quattro anni
Da alcuni mesi il governo giapponese ha deciso di intervenire con forza per far scendere i prezzi delle auto elettriche. Nel caso del Toyota bZ4X, l’aiuto può arrivare all’equivalente di 7.300 €, ovvero circa 1,3 milioni di yen. Una somma sufficientemente importante per modificare il posizionamento di prezzo del SUV e sostenere le sue vendite sul mercato nazionale. Tuttavia, attenzione: Tokyo richiede un controvalore...
A partire dalla data di immatricolazione, il veicolo è soggetto a un periodo di restrizione di quattro anni. Con questa nuova regola, le autorità giapponesi vogliono evitare che un acquirente benefici di aiuti pubblici per poi rivendere immediatamente l’auto, eventualmente ottenendo un plusvalore alla fine.
Rivenderla sì, ma bisogna restituire i soldi
Va precisato comunque che non si tratta di un divieto totale di rivendita. Infatti, il proprietario può cedere la propria auto prima della scadenza dei quattro anni, ma deve ottenere in anticipo l’autorizzazione del centro incaricato di gestire il programma. Una richiesta presentata dopo la transazione non è accettabile. Inoltre, una parte dell’aiuto deve essere restituita in modo proporzionale in base al periodo rimanente.
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Per ottenere un sussidio massimo, una rivendita dopo un anno comporterebbe ad esempio il rimborso di circa il 75% dell importo ricevuto (5.500 €). La percentuale scende al 50% dopo due anni e al 25% dopo tre anni. Le autorità del paese precisano che una vendita effettuata senza autorizzazione può portare al rimborso integrale.
Anche una donazione può essere considerata una cessione
Inoltre, il regime prevede una definizione molto ampia di “cessione”. Non si tratta soltanto di vendite: rientrano in questa categoria anche il recupero da parte di un concessionario, il trasferimento a un familiare, una donazione, la locazione o addirittura l’uso dell’auto come garanzia per un prestito. Lo stesso vale per la rottamazione… È impossibile ingannare il sistema!
Sono previste delle eccezioni, in particolare quando un veicolo viene distrutto da una catastrofe naturale o in un incidente per cui il proprietario non è responsabile. Tuttavia, è comunque necessaria una procedura amministrativa. Il Giappone adotta quindi una strategia chiara: il bonus è generoso, ma deve servire a favorire in modo duraturo l’uso delle auto elettriche, non operazioni opportuniste.