Le regole dei monopattini elettrici cambieranno a ottobre e gli utenti si oppongono alla DGT: “A noi impongono queste regole, mentre alle biciclette no”.

06/09/2026 14:00
Aggiornato a
06/09/2026 14:00
Gli utenti di monopattini elettrici dovranno assumersi nuove responsabilità a partire dal 1° ottobre prossimo, ma il rafforzamento delle normative ha nuovamente acceso un dibattito che le associazioni del settore sollevano da tempo. La questione non riguarda tanto misure come il casco o l’età minima, che godono del sostegno di gran parte dei soggetti coinvolti, quanto piuttosto le differenze che persistono rispetto alle biciclette.
Pol Solà, presidente dell’Associació d’Usuaris per la Mobilitat Personal (AUMP), ritiene che il nuovo Regolamento Generale di Circulazione applichi nuovamente criteri diversi ai veicoli che condividono gran parte dello spazio urbano. “È incomprensibile che la DGT ci obblighi a circolare in sicurezza noi, ma non le biciclette”, afferma, facendo riferimento in particolare all’obbligo di casco per tutti gli utenti della mobilità personale.

Casco obbligatorio per tutti e 15 anni come nuova soglia di accesso
La riforma stabilisce per la prima volta un’età minima comune in tutta la Spagna per guidare un veicolo di mobilità personale: 15 anni. Fino ad ora questo limite poteva variare in base alle ordinanze comunali. La DGT giustifica questa età come adeguata per affrontare i rischi legati alla guida di questi veicoli, mentre l’AUMP introduce un altro fattore: una buona parte dei monopattini commercializzati è progettata fisicamente per gli adulti.
Solà sottolinea che molti modelli sono praticamente monoposto e che anche quelli con manubrio regolabile non sono progettati per utenti minori. L’associazione ritiene quindi che esista una limitazione nei veicoli attuali, sebbene metta in dubbio la necessità di tale restrizione qualora in futuro comparissero VMP veramente adatti ai bambini, soprattutto considerando che le biciclette non hanno un’età minima equivalente.
L’altra grande novità sarà il casco. Il nuovo articolo 118 obbliga tutti i conducenti di VMP a utilizzare un casco omologato o certificato, correttamente allacciato, senza fare distinzioni tra strade urbane e interurbane. La situazione è diversa per le biciclette: il casco rimane obbligatorio in generale su strada e per i minorenni di 16 anni su qualsiasi tipo di strada, oltre a determinate obbligazioni aggiuntive per coloro che lavorano professionalmente in bicicletta.
È proprio questa differenza a suscitare le critiche dell’AUMP. Solà afferma che l’associazione da anni raccomandava volontariamente l’uso del casco e non mette in dubbio la sua utilità, ma ritiene incoerente richiederlo sempre ai veicoli il cui limite di velocità massima è legalmente fissato a 25 km/h, mentre la normativa prevede un regime diverso per le biciclette.
La riforma modifica anche i luoghi e i modi in cui è possibile utilizzare i monopattini
Il nuovo regolamento prevede inoltre una piccola apertura per i spostamenti al di fuori della città. I VMP continueranno a non poter utilizzare autostrade, strade extraurbane o vie interurbane tradizionali, ma potranno circolare su corsie ciclabili, piste ciclistiche, sentieri pedonali e altre strade dove è vietato il transito dei veicoli a motore, salvo indicazione contraria in un segnale stradale.
Per l’AUMP, questa possibilità risolve in parte il problema normativo, ma non quello infrastrutturale. Solà ricorda che esistono ancora numerosi comuni senza collegamenti ciclabili tra loro, pertanto consentire legalmente tali spostamenti ha un impatto limitato se non è presente una rete continua che permetta di effettuarli in sicurezza.
Cambiano anche i requisiti legati alla visibilità. Tra il tramonto e l’alba, o quando le condizioni riducono notevolmente la visibilità, i conducenti dovranno utilizzare almeno un elemento luminoso o riflettente visibile da 150 metri. La norma, pertanto, non obbliga gli utenti privati a indossare specificamente un giubbotto: esso sarà obbligatorio su ogni tipo di strada per coloro che svolgono professionalmente la propria attività utilizzando un VMP.
Anche durante il giorno le luci saranno obbligatorie, ma ci sarà un anno di tempo di transizione.

I monopattini dovranno inoltre circolare con il proprio sistema di illuminazione acceso. L’obbligo entrerà in vigore con l’entrata in force del regolamento quando si circolerà di notte, mentre durante il giorno è previsto un periodo transitorio di un anno. Nella pratica, l’illuminazione diurna sarà obbligatoria a partire dal 1° ottobre 2027.
Dall’AUMP non si prevedono grandi problemi per adattarsi a questo requisito, poiché la maggior parte dei VMP attuali è già dotata di luci di serie. L’associazione mantiene però la sua critica riguardo all’approccio generale della riforma: condivide le misure volte ad aumentare la protezione degli utenti, ma ritiene che la normativa continui a stabilire obblighi diversi rispetto alle biciclette, nonostante entrambi i mezzi facciano parte delle politiche di mobilità urbana e di riduzione del traffico motorizzato.