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Le marche cinesi raddoppiano le loro vendite in Europa e Chery supera BYD e MG

Le marche cinesi raddoppiano le loro vendite in Europa e Chery supera BYD e MG

L’espansione dei produttori cinesi in Europa continua a accelerare. L’arrivo di nuove marche, un’offerta sempre più ampia e la crescita dei modelli ibridi ricaricabili stanno cambiando la distribuzione delle vendite. Settembre ha registrato un altro record per questi produttori e una variazione nella loro classifica commerciale, anche se è necessario distinguere tra gruppi e marche per interpretare correttamente i risultati.

La sua quota è salita al 14,6%, rispetto al precedente massimo del 11,7% registrato ad agosto. Ciò corrisponde approssimativamente a un veicolo nuovo su sette immatricolati nel mercato analizzato. Si tratta di quasi tre punti percentuali in più in appena un mese, anche se sarà necessario osservare i risultati futuri per verificare quanto di questo aumento si consolidi.

Alcuni modelli Omoda e Jaecoo presentano problemi durante il caricamento a casa

Il grande protagonista è Chery, con 56.552 immatricolazioni e una crescita del 187%. L’insieme dei marchi raggruppati sotto la sua attività commerciale riesce a superare BYD, che registra 49.374 unità e cresce del 102%, mentre MG rimane indietro con 41.707 immatricolazioni. Il confronto presenta un aspetto importante: Chery compare come gruppo, mentre i suoi due concorrenti vengono indicati come marchi individuali.

Nel periodo da gennaio a settembre, i dati citati portano Chery a 283.075 immatricolazioni, il 253% in più rispetto all’anno precedente, con un vantaggio di appena 1.091 unità su BYD. La differenza è abbastanza ridotta da mantenere aperta la competizione. Piuttosto che un dominio consolidato, i numeri evidenziano una concorrenza sempre più intensa tra gli stessi produttori cinesi per farsi spazio in Europa.

Gli ibridi ricaricabili spingono la crescita, ma anche quelli elettrici accelerano

Abbiamo provato il Changan Deepal S05 PHEV, uno degli ibridi ricaricabili più interessanti sul mercato

Gli ibridi ricaricabili (PHEV) costituiscono una parte fondamentale di questo progresso. A settembre i produttori cinesi ne hanno registrati 73.952, con un aumento annuo del 175%. Su tutto il volume di vendite cinesi citato, rappresentano circa il 38%. Questa percentuale descrive la distribuzione delle loro stesse vendite; non va confusa con la loro quota sul mercato europeo complessivo degli ibridi ricaricabili.

Anche le auto elettriche (BEV) hanno registrato una crescita molto forte: 68.091 unità e un aumento del 112%. La loro quota nelle immatricolazioni cinesi è intorno al 35%, leggermente inferiore a quella delle auto ibride ricaricabili. Insieme, queste due tecnologie rappresentano quasi tre quarti del volume totale, il che dimostra fino a che punto i modelli ricaricabili stiano sostenendo questa espansione.

Il fatto che le auto ibride ricaricabili vendano di più delle auto elettriche in questo segmento non permette da solo di concludere che i produttori cinesi siano incapaci di competere con Tesla o con le marche europee. Per valutare questa questione sarebbe necessario confrontare la loro quota nel segmento delle auto elettriche, l’evoluzione di ciascun concorrente e i mercati in cui operano. I dati disponibili mostrano comunque che riescono a trovare acquirenti per entrambe le tecnologie.

Proviamo il ‘Range Rover di Temu’, il Jaecoo 7 SHS che sta ottenendo un grande successo di vendite in Europa

Uno degli esempi citati nelle informazioni è il Jaecoo 7, con 15.470 immatricolazioni in Europa a settembre. Questo SUV è diventato un modello fondamentale per l’espansione di Chery e dimostra la capacità delle nuove marche di guadagnare rapidamente visibilità. In ogni caso, i risultati commerciali di un gruppo che possiede diverse marche non devono essere attribuiti a un singolo veicolo.

Questo progresso coincide inoltre con un cambiamento importante nelle relazioni commerciali tra Bruxelles e Pechino. Secondo quanto riportato da Reuters il 12 ottobre, le due parti hanno concordato di limitare le importazioni di veicoli ibridi provenienti dalla Cina a 350.000 unità all’anno, con un aumento massimo del 6% ogni anno per una durata di quattro anni. Secondo le informazioni disponibili, l’entrata in vigore di tali restrizioni potrebbe avvenire all’inizio di dicembre, quindi non si tratta più soltanto di negoziazioni in corso per l’esercizio finanziario successivo.

Anche in questo caso è necessario distinguere i diversi ambiti: una restrizione imposta dall’Unione Europea non equivale a una misura applicabile a tutti i mercati europei. Il Regno Unito, ad esempio, è escluso da tale quadro comunitario. Pertanto, le quote di importazione e i registri europei non possono essere confrontati direttamente senza verificare innanzitutto quali paesi e quali categorie sono inclusi in ciascuna statistica.

La prospettiva di nuove restrizioni potrebbe spingere i produttori ad accelerare le spedizioni, ma ciò non dimostra che tutto il crescita di settembre sia dovuta a questo fattore. Le auto esportate, quelle ancora in transito e quelle infine immatricolate sono concetti diversi. Senza dati dettagliati sulle scorte e sulle consegne, attribuire questo record esclusivamente a un accumulo preventivo andrebbe oltre quanto consentito dai dati disponibili.

Nel corso dei primi nove mesi, secondo i dati di L’Automobile Magazine, il volume complessivo delle immatricolazioni è stato di 1,12 milioni, con una quota del 10,5%, rispetto al 5,5% dell’anno precedente. La pressione sulle marche tradizionali è evidente: sempre più alternative competono per gli stessi acquirenti. La prossima sfida per i produttori cinesi sarà mantenere questo progresso grazie a una rete commerciale e di assistenza post-vendita in grado di supportare la crescita.