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I marchi cinesi stabiliscono un altro record in Europa, avvicinandosi ormai al 12% del mercato.

I marchi cinesi stabiliscono un altro record in Europa, avvicinandosi ormai al 12% del mercato.

I marchi cinesi stanno accelerando la loro espansione in Europa a un ritmo che solo pochi anni fa sembrava difficile da immaginare. Ad agosto si è registrato un nuovo massimo per i produttori provenienti dalla Cina, in un mercato europeo che ha mantenuto anch’esso una dinamica positiva. Ma al di là delle cifre totali, c’è un cambiamento particolarmente significativo nella classifica dei marchi che da anni competono nel continente.

A agosto, i marchi cinesi hanno registrato 97.639 automobili in Europa, il 111% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il mercato nel suo complesso è cresciuto del 4,6%, raggiungendo le 835.409 unità, tanto che la quota dei marchi cinesi ha toccato il 11,7%, un nuovo record. I dati di Dataforce coprono l’Unione Europea, il Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svizzera.

Crescita particolarmente intensa tra alcuni dei produttori arrivati più di recente. BYD ha aumentato le sue vendite del 131%, raggiungendo le 26.103 unità, mentre il Gruppo Chery, che comprende marchi come Chery, Jaecoo, Omoda, Jetour, Lepas ed Ebro, ha raggiunto le 24.332 unità dopo una crescita straordinaria del 210%. Queste due aziende hanno concentrato circa il 60% dell’aumento registrato dai marchi cinesi nel corso del mese.

I marchi cinesi battono un altro record in Europa e sono già vicini al 12% del mercato

Il terzo posto è andato a SAIC, proprietaria di MG, che ha registrato 21.132 unità, il 32% in più. Si tratta di un cambiamento significativo in una classifica che MG dominava sin dal suo arrivo sul mercato europeo nel 2011. BYD aveva già terminato in testa a maggio e luglio, e ora lo fa di nuovo ad agosto, mentre anche Chery è riuscita a superare MG nei dati mensili.

Se si considerano gli otto primi mesi dell’anno, BYD è anche in testa alla classifica tra i marchi cinesi con 232.600 unità, il 144% in più. MG occupa il secondo posto con 229.638 unità, seguita da molto vicino da Chery, con 226.534 unità e una crescita cumulata del 274%. In totale, i marchi cinesi hanno venduto 913.703 unità in Europa fino ad agosto, portando la loro quota cumulata al 9,9%, rispetto al 5,2% dello stesso periodo dell’anno precedente.

I veicoli ibridi ricaricabili cambiano tutto in Europa

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Uno dei fattori chiave di questa crescita è rappresentato da una tecnologia che fino ad ora ha ricevuto meno attenzione rispetto alle auto elettriche. I produttori cinesi stanno aumentando notevolmente le vendite di veicoli ibridi ricaricabili, una categoria che attualmente beneficia di un regime tariffario diverso rispetto ai modelli elettrici prodotti in Cina.

A agosto, i marchi cinesi hanno venduto in Europa 33.384 veicoli ibridi ricaricabili, circa il triplo rispetto all’anno precedente. La loro quota sul mercato europeo di questo tipo di veicoli ha raggiunto il 34%, dieci punti in più rispetto all’anno prima. Si tratta di un progresso particolarmente significativo, poiché permette ai produttori cinesi di affermarsi con modelli che, per il momento, non sono soggetti ai dazi compensativi aggiuntivi applicati alle auto elettriche prodotte in Cina.

Le auto elettriche mantengono un peso ancora maggiore nelle vendite dei marchi cinesi. Ad agosto ne sono state immatricolate 36.301 unità, praticamente il doppio rispetto all’anno precedente, sebbene la loro quota sul mercato delle auto elettriche dei marchi cinesi sia scesa dal 39% al 37%. La differenza rispetto ai veicoli ibridi ricaricabili, quindi, non è più particolarmente elevata.

Le marche cinesi stabiliscono un altro record in Europa e sono già vicine al 12% del mercato

Ecco una caratteristica importante del mercato europeo: dall’anno 2024 l’Unione Europea applica dazi aggiuntivi sulle auto elettriche prodotte in Cina, con tassi che arrivano fino al 35,3% a seconda del produttore. Per BYD il tasso è del 17%, per Geely del 18,8% e per SAIC del 35,3%, oltre al dazio convenzionale del 10%.

Gli ibridi ricaricabili, invece, per il momento sono esclusi da queste misure specifiche. Ciò ha creato una situazione in cui un produttore cinese può utilizzare questa tecnologia come strumento per rafforzare la propria presenza in Europa, mentre le auto elettriche prodotte in Cina devono affrontare oneri tariffari aggiuntivi.

I dati di agosto mostrano fino a che punto questa strategia stia funzionando. La crescita dei PHEV cinesi è abbastanza rapida da spingere Bruxelles a valutare se modificare il trattamento riservato a questi veicoli. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Unione Europea ha chiesto alla Cina di limitare volontariamente le esportazioni di veicoli ibridi a circa il 15% del mercato europeo, rispetto a una quota attualmente superiore al 30%.

Geely E5

Cina, dal canto suo, ha rifiutato l’idea di limitare volontariamente le proprie esportazioni e ha sottolineato che qualsiasi accordo dovrebbe rispettare le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Il governo cinese ha inoltre richiesto che le relazioni commerciali rimangano aperte e basate su regole internazionali.

Mentre questo dibattito prosegue, i modelli concreti iniziano a riflettere il cambiamento. Il BYD Seal U è stato il modello di un marchio cinese più venduto in Europa ad agosto, con 7.789 unità e la posizione 21 nella classifica generale del mercato. Il MG ZS ha occupato la posizione 26 con 6.966 unità, mentre il BYD Atto 2 ha raggiunto la posizione 43 con 5.603 immatricolazioni.

Anche il Seal U e l’Atto 2 si sono classificati come i modelli ibridi collegabili di marchi cinesi con il maggior numero di immatricolazioni sia ad agosto che nell’arco dei primi otto mesi dell’anno. Nel secondo periodo, il Seal U ha raggiunto 65.934 unità mentre l’Atto 2 ne ha totalizzate 53.764.

byd seal u

Il risultato è un mercato europeo in cui i marchi cinesi non competono più soltanto per farsi spazio. Ad agosto hanno rappresentato quasi uno su otto automobili immatricolate nei mercati analizzati da Dataforce, mentre BYD, Chery e MG si contendono posizioni che fino a poco tempo fa sembravano molto più stabili. E, con l’aumento esponenziale degli ibridi ricaricabili, la battaglia commerciale può assumere una nuova dimensione se l’Unione Europea deciderà di modificare le regole attuali.