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Le energie rinnovabili affrontano il loro primo rallentamento globale in 5 anni e gli esperti indicano la causa principale.

Le energie rinnovabili affrontano il loro primo rallentamento globale in 5 anni e gli esperti indicano la causa principale.

L’espansione mondiale delle energie rinnovabili potrebbe registrare nel 2026 il primo rallentamento nel ritmo di installazione di nuova capacità produttiva in cinque anni. È quanto ha avvertito Francesco La Camera, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), secondo cui la crescita delle installazioni solari ed eoliche sta incontrando un ostacolo sempre più significativo: la capacità insufficiente delle reti elettriche per trasportare e distribuire tutta l’elettricità che possono produrre.

Le dichiarazioni, rilasciate durante la Settimana Internazionale dell’Energia di Singapore e riportate da Reuters, arrivano dopo diversi record mondiali consecutivi. Tuttavia, il responsabile dell’organizzazione internazionale ritiene che i progressi nella generazione di energia rinnovabile non siano accompagnati da investimenti sufficienti nelle infrastrutture necessarie per utilizzare tale energia. La Cina, il più grande mercato mondiale di energie rinnovabili, è diventata l’esempio più evidente di questa situazione.

Il problema assume una dimensione particolarmente evidente se si considera ciò che è accaduto nel primo semestre del 2026. Secondo i dati raccolti da Reuters, la Cina ha dovuto limitare l’utilizzo di una quantità di energia rinnovabile potenziale equivalente al consumo annuale di un paese come il Messico. Una situazione che dimostra fino a che punto le limitazioni della rete possono ostacolare lo sviluppo di nuove installazioni, anche quando esiste la capacità di produrre più energia pulita.

energia eolica

Le reti elettriche stanno frenando la crescita delle energie rinnovabili

Francesco La Camera ha identificato con chiarezza l’ostacolo principale che minaccia la crescita mondiale delle energie rinnovabili. In dichiarazioni a Reuters, il direttore generale di IRENA ha spiegato che la capacità di generazione sta aumentando più rapidamente rispetto alle infrastrutture incaricate di trasportare e distribuire l’elettricità.

«La causa principale per cui quest’anno non si raggiungerà un nuovo record di impianti è il disallineamento tra la capacità di generazione e quella per distribuire e trasportare l’elettricità», ha affermato il responsabile dell’organizzazione internazionale. Le sue parole indicano direttamente un problema che riguarda sia le nuove centrali solari ed eoliche sia il funzionamento dei sistemi elettrici in cui devono essere integrate.

Negli ultimi anni, numerosi paesi hanno effettuato importanti investimenti per ampliare la produzione di energia elettrica rinnovabile. Tuttavia, l’installazione di più pannelli solari o turbine eoliche non garantisce che tutta l’energia prodotta possa essere utilizzata. È inoltre necessario disporre di linee elettriche, sottostazioni e sistemi in grado di gestire una generazione che varia a seconda del sole e del vento.

Torri ad alta tensione

Quando queste infrastrutture non dispongono di capacità sufficiente, gli operatori possono essere costretti a limitare la produzione di determinate centrali. Questo fenomeno, conosciuto a livello internazionale come curtailment o riduzione della produzione rinnovabile, può verificarsi a causa di restrizioni tecniche, congestioni nella rete o difficoltà nel bilanciare la generazione con la domanda di elettricità.

Il risultato è una paradosso: esistono centrali in grado di produrre elettricità pulita, ma una parte della loro produzione potenziale non viene sfruttata. Oltre a ridurre i ricavi dei produttori, queste limitazioni possono rendere meno attraenti nuovi investimenti se non vengono apportate migliorie alle reti e altre soluzioni flessibili, come la conservazione energetica.

Il direttore generale di IRENA sottolinea inoltre le barriere commerciali come un altro dei fattori che complicano l’espansione del settore. Tuttavia, ritiene che il disallineamento tra la capacità di generazione e le infrastrutture elettriche costituisca il problema principale per raggiungere un nuovo record mondiale nel 2026.

La Cina spreca una quantità di energia equivalente al consumo annuale del Messico

La Cina è il paese che meglio riflette le dimensioni di questo problema. Negli ultimi anni ha guidato l’installazione di nuove energie rinnovabili a livello mondiale, promuovendo enormi progetti solari ed eolici e diventando uno dei principali motori della transizione energetica internazionale.

Tuttavia, questa crescita sta anche mettendo in luce importanti limitazioni. In alcune regioni, lo sviluppo della capacità rinnovabile è avanzato più rapidamente rispetto alle reti elettriche e alle infrastrutture necessarie per trasportare l’energia verso i principali centri di consumo.

Parco solare

Le conseguenze vanno oltre le singole installazioni. Quando una rete elettrica incontra limitazioni, i nuovi progetti possono riscontrare difficoltà di connessione, ritardi amministrativi o costi più elevati per integrare la propria produzione. Pertanto, ampliare la potenza installata non è più sufficiente per garantire che le energie rinnovabili continuino a crescere allo stesso ritmo.

La Camera ritiene che il rallentamento della Cina avrà conseguenze dirette sui dati mondiali. «Non credo che l’aumento della capacità in altre parti del mondo quest’anno possa compensare il rallentamento della Cina», ha affermato in dichiarazioni riportate da Reuters.

Il problema non riguarda soltanto il gigante asiatico. Paesi come l’Australia e il Giappone stanno incontrando difficoltà nell’adattare le loro reti elettriche alla crescita delle installazioni rinnovabili, soprattutto in aree dove i nuovi progetti si concentrano lontano dai principali centri di domanda.

Il mondo potrebbe installare meno energie rinnovabili nel 2026

L’avvertimento di IRENA arriva dopo un anno storico per le energie rinnovabili. Secondo le sue statistiche ufficiali, nel 2025 sono stati installati 692.000 MW di nuova capacità solare, eolica, idroelettrica e di altre tecnologie rinnovabili, portando la capacità mondiale a 5.149 GW. Questa cifra rappresenta una crescita del 15,5% rispetto all’anno precedente, mentre le energie rinnovabili hanno rappresentato l’85,6% di tutta la nuova capacità elettrica integrata nel sistema mondiale.

La crescita è stata particolarmente intensa negli ultimi anni, passando da circa 302 GW di nuova capacità nel 2022 a 493 GW nel 2023 e 584 GW nel 2024, prima di raggiungere il record del 2025. Tuttavia, Francesco La Camera, direttore generale di IRENA, ritiene che questa serie di massimi possa interrompersi nel 2026. Sebbene non abbia fornito una previsione precisa, avverte che le nuove installazioni saranno probabilmente inferiori a quelle registrate l’anno precedente.

Questo non significa che la capacità rinnovabile mondiale diminuirà, ma che potrebbe crescere a un ritmo più lento. Il problema principale è che le reti di trasporto e distribuzione dell’elettricità non stanno progredendo allo stesso ritmo delle installazioni solari ed eoliche. Questa situazione rende difficile sfruttare tutta l’elettricità disponibile e può causare restrizioni nella produzione, ritardi nei nuovi progetti e costi più elevati per gli operatori energetici.

Di fronte a questa situazione, IRENA ritiene fondamentale modernizzare le infrastrutture elettriche e ampliare i sistemi di accumulo grazie a batterie e centrali idroelettriche reversibili. Queste tecnologie possono agevolare l’utilizzo degli eccessi di energia rinnovabile, ma non sostituiscono gli investimenti necessari nelle reti. Paesi come la Cina, che hanno guidato l’espansione mondiale delle energie pulite, stanno già affrontando queste limitazioni, le quali potrebbero influenzare la crescita del settore nei prossimi anni.