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Le batterie a stato solido e semisolido per biciclette stanno iniziando a diventare realtà: ecco le differenze rispetto a quelle al litio-ione

Le batterie a stato solido e semisolido per biciclette stanno iniziando a diventare realtà: ecco le differenze rispetto a quelle al litio-ione

18/10/2026 17:30

Aggiornato a

18/10/2026 17:30

Ne parliamo in questo articolo: Giant stava dando gli ultimi ritocchi a una bicicletta elettrica dotata di una batteria a stato semisolido. Ha fornito molti dettagli al riguardo, anche se è vero che è già passato mezzo anno e non abbiamo più avuto notizie su questo lancio.

Di tanto in tanto compaiono notizie su nuovi sviluppi in questo campo, ma ora sembra che l’azienda cinese T&D, fondata da Sunny He insieme ad alcuni designer di Bafang e acquistata da Gallop Electric alla fine del 2024, stia per lanciare una batteria a stato solido. Per ora sappiamo molto sulla versione semisolida, un po’ meno su quella “solida”, ma ciò che si sa di essa è promettente.

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Cosa migliorano queste batterie rispetto a quelle agli ioni di litio?

Le batterie agli ioni di litio, quelle che conosciamo per essere installate nelle biciclette elettriche attuali, offrono prestazioni davvero sorprendenti. La densità energetica è in costante miglioramento anno dopo anno, con le batterie più avanzate che raggiungono valori intorno ai 210-220 Wh/kg. Ciò significa che una batteria con capacità di 800 Wh pesa approssimativamente 3,6-3,8 kg.

I cicli di carica di una batteria agli ioni di litio, a seconda del produttore, si aggirano intorno ai 500-600 cicli, mantenendo l’80% della sua capacità iniziale; tuttavia esistono alcuni produttori (pochi) che portano questo numero fino a 1.000 cicli di carica completi.

Evoluzione delle batterie in movimento

In modo molto sintetico, possiamo dire che una batteria agli ioni di litio basa il proprio “potere” su delle cellule (le famose 21700) che contengono una sorta di liquido (organico, non acquoso): questo trasporta gli ioni all’interno della cellula; il suo elevato potere infiammabile rappresenta il principale svantaggio di questo tipo di batterie.

Da qui derivano quei pochissimi incendi di cui si parla sulla stampa e che mettono in cattiva luce le biciclette elettriche. Il surriscaldamento, soprattutto durante la ricarica della batteria, è infatti il problema principale delle batterie agli ioni di litio. Inoltre, in caso di urto, quel liquido (infiammabile) può fuoriuscire.

Passiamo alle batterie semisolidi: queste utilizzano un elettrolita composto da un gel (in piccole quantità) e da un materiale solido, che può essere ceramico, vetro o un tipo di polimero. La loro resistenza alle alte temperature è maggiore, poiché riescono a sopportare temperature fino a 300º. La densità energetica è più elevata, con valori che raggiungono i 280-300 Wh/kg; quindi, in una batteria con capacità di 800 Wh, il peso sarebbe di circa 2,8 kg. Infine, per quanto riguarda i cicli di carica, possono arrivare perfettamente a 1.200 cicli, mantenendo un rendimento ottimale fino al 70-80% della loro capacità.

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In ultimo, quelle solide: rappresentano una grande sfida, non solo per l’industria ciclistica ma in generale. Il vantaggio di queste batterie è che l’elettrolita è completamente solido, quindi in caso di possibili perforazioni non c’è rischio che fuoriesca alcun liquido, evitando così il pericolo di incendio. D’altra parte, la loro densità energetica è ancora maggiore: si parla di circa 350-400 Wh/kg, il che significa che una batteria da 800 Wh peserebbe circa 2,1 kg. Anche i cicli di carica sono più elevati, arrivando a 1.500 cicli. Le cariche complete per questo tipo di batterie richiederanno circa 20 o 30 minuti.

E ora, cosa succede?

Giant ha già mostrato segnali di voler lanciare batterie semisolidificate. Il marchio Lemmo Bikes offre già sul mercato la Lemmo 3, un eCargo dotato di una batteria semisolidificata da 960 Wh, con un’autonomia dichiarata di fino a 180 km.... Probabilmente questa lista aumenterà presto.

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Per quanto riguarda T&D: essi affermano che i loro processi di produzione si basano su soluzioni già esistenti, con una lunga esperienza alle spalle. Pertanto, la commercializzazione di queste batterie non dovrebbe comportare costi aggiuntivi. Al momento, dichiarano di essere nella fase di ottenimento delle certificazioni necessarie per i mercati europeo e statunitense, oltre che cinese, naturalmente.