La UE alla Cina: mettete un freno alla vendita di ibride

La UE alla Cina: mettete un freno volontario all’esportazione di auto ibride in Europa. In caso contrario, dazi come per le elettriche. Chi è interessato ad auto di questo tipo farebbe bene ad affrettarsi…?
La UE alla Cina: l’alternativa sono altri dazi

Quel che è successo negli ultimi due anni è noto. A Bruxelles si pensava che la forza della Cina fosse soprattutto nelle auto elettriche. E così sono scattati dazi (di diversa misura, costruttore per costruttore) per contenere l’avanzata. Nessun problema per i costruttori del grande Paese asiatico, che a quel punto hanno dirottato sull’ibrido le esportazioni nel vecchio continente. Con grande successo, anche in Italia. Tra le plug-in, per esempio, ci sono 6 modelli cinesi tra i 10 più venduti nei primi 8 mesi del 2026 (fonte: Unrae). E anche nelle full e mild hybrid la presenza cinese è molto significativa. Ecco dunque che l’Unione Europea ha chiesto a Pechino di limitare volontariamente l’export di questi veicoli, scrive il Financial Times.
Ne arrivano 50 mila al mese

L’obiettivo sarebbe di contenere gli ibridi cinesi entro il 15% di quota del mercato europeo, rispetto a più di un terzo attuale. La richiesta è sul tavolo dei negoziati che Bruxelles e Pechino stanno avendo in queste settimane. Per ora si tratta di una proposta, ma uno dei funzionari europei consultati dal Financial Times chiarisce che senza un’intesa la UE è disposta ad agire. Presumibilmente aggiungendo un dazio alla tariffa ordinaria di importazione dalla Cina, pari al 10%. L’articolo fornisce due cifre che danno un’idea dell’entità del problema. Nell’ottobre 2024, l’Unione europea ha importato circa 3.800 auto ibride dalla Cina, nel luglio 2026 si è passati a circa 50.000 unità.
LEGGI anche: “20.000 km in Xpeng G6: sono entrato nel futuro”/ VIDEO
Articolo Precedente
Schlein a Meloni: 14 miliardi su clima ed energia in 5 proposte