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La polizia ha scoperto come 80 proprietari di Tesla abbiano attivato una funzione vietata: rischiano pene fino a 2 anni di carcere.

La polizia ha scoperto come 80 proprietari di Tesla abbiano attivato una funzione vietata: rischiano pene fino a 2 anni di carcere.

03/11/2026 12:30

Aggiornato a

03/11/2026 12:30

Un’indagine della Polizia Metropolitana di Seul ha messo sotto osservazione 80 proprietari di Tesla che presumibilmente hanno utilizzato dispositivi non autorizzati per attivare il sistema Full Self-Driving (FSD), la tecnologia avanzata di assistenza alla guida del marchio statunitense. Gli agenti hanno inviato i loro casi alla Procura per eventuali violazioni della legislazione sudcoreana e hanno sequestrato 21 dispositivi utilizzati per eludere le restrizioni del produttore.

Il caso ha origine dalle limitazioni che riguardano determinati modelli Tesla venduti in Corea del Sud. Mentre il FSD supervisionato è autorizzato su alcuni veicoli prodotti negli Stati Uniti, i Model 3 e Model Y provenienti dalla Cina non possono utilizzarlo legalmente. Per eludere queste restrizioni, alcuni proprietari hanno ricorso a dispositivi acquistati in Cina ed Europa, mentre altri hanno deciso di produrli da soli. La legislazione prevede pene fino a due anni di prigione o multe fino a 20 milioni di won, anche se al momento non ci sono ancora condanne giudiziarie.

Tra i 80 proprietari indagati c’è anche un lavoratore del settore informatico che, secondo la Polizia, ha sviluppato da solo uno di questi dispositivi. Per farlo, ha utilizzato informazioni tecniche sui sistemi elettronici di Tesla e codice disponibile pubblicamente. Il caso dimostra che alcuni conducenti non si sono limitati ad acquistare dispositivi già pronti, ma hanno cercato soluzioni proprie per eludere le restrizioni del produttore e attivare funzioni non autorizzate nei loro veicoli.

Secondo le voci, il 30 giugno in Spagna potrebbe entrare in funzione il FSD supervisionato.

Le indagini hanno inoltre rivelato che alcuni proprietari condividevano informazioni attraverso forum e comunità su Internet. In questi spazi non solo scambiavano istruzioni per attivare il sistema FSD nei loro veicoli, ma anche procedure per impedire che venissero registrate determinate modifiche. Gli agenti hanno raccolto pubblicazioni e diversi materiali digitali che hanno permesso loro di ricostruire come avvenivano queste pratiche e fino a che punto si fossero diffuse.

Perché a alcuni Tesla è vietato utilizzare il FSD

Per comprendere l’origine di questa situazione è necessario rivolgersi alla legislazione della Corea del Sud. Tesla ha iniziato a offrire il proprio sistema Full Self-Driving supervisionato in quel paese alla fine del 2025, sebbene il suo utilizzo non sia consentito in tutti i veicoli del marchio. I Model S, Model X e Cybertruck prodotti negli Stati Uniti possono beneficiare di alcune disposizioni dell’accordo commerciale tra i due paesi, che prevede il riconoscimento di determinati standard statunitensi di sicurezza.

Tuttavia, la situazione è diversa per i Model 3 e Model Y prodotti nelle fabbriche cinesi. Queste automobili non dispongono dell’autorizzazione necessaria per utilizzare il FSD sul territorio sudcoreano, anche se alcuni dei loro componenti sono compatibili con le funzioni del sistema. Questa differenza riguarda un numero considerevole di automobilisti, poiché entrambi i modelli rappresentano una parte molto importante delle vendite Tesla nel paese.

Tesla Model 3 Tesla Model Y

In effetti, i dati forniti dallo stesso produttore alle autorità permettono di farsi un’idea dell’entità del problema. Alla fine di settembre c’erano 238.968 veicoli Tesla registrati in Corea del Sud, di cui 183.407 corrispondevano a unità dei modelli Model 3 e Model Y prodotte in Cina. In altre parole, una grande parte del parco automobilistico del marchio non poteva accedere legalmente a queste funzioni di guida assistita.

In ogni caso, c’è una questione importante da chiarire. Nonostante la sua denominazione commerciale, il Full Self-Driving supervisionato non permette all’auto di circolare in modo completamente autonomo senza la supervisione di una persona. Si tratta di una tecnologia avanzata di assistenza in grado di intervenire in diverse situazioni di guida, ma che richiede che il conducente rimanga attento e pronto ad assumere il controllo in ogni momento. I dispositivi analizzati permettevano di accedere a funzioni che per alcune Tesla in Corea del Sud non erano ancora autorizzate.

Fino a 2 anni di prigione mentre Tesla cerca una soluzione

Le possibili conseguenze giudiziarie spiegano l’importanza acquisita da questa indagine. La normativa sudcoreana vieta di apportare modifiche non autorizzate ai programmi informatici dei veicoli qualora tali modifiche possano comprometterne la sicurezza. Chi viola tali disposizioni rischia pene che possono arrivare fino a due anni di prigione o multe fino a 20 milioni di won. Tuttavia, si tratta delle sanzioni massime previste dalla legge, non delle condanne già inflitte ai 80 proprietari indagati.

tesla cuestionario usar fsd conduccion autonoma supervisada europa 1

Le autorità hanno inoltre avvertito dei pericoli che possono derivare dall’attivazione di funzioni di guida tramite dispositivi diversi da quelli previsti dai procedimenti autorizzati dal produttore. Tra le possibili conseguenze vengono menzionati errori nell’interpretazione dell’ambiente circostante o reazioni inaspettate dell’auto di fronte a determinate situazioni di traffico. Per il momento, la Polizia non ha segnalato incidenti direttamente collegati a queste modifiche, sebbene sottolinei i rischi che possono rappresentare per la sicurezza stradale.

Anche Tesla non è rimasta fuori da questa situazione. Il produttore statunitense aveva già iniziato a disattivare a distanza alcune delle funzioni attivate tramite dispositivi esterni non autorizzati, sebbene tali azioni non siano riuscite a porre fine a tutti i tentativi di eludere le restrizioni. Le indagini della polizia hanno ora permesso di comprendere meglio l’entità di queste pratiche, sia tra coloro che utilizzavano i dispositivi sia tra coloro che condividevano informazioni per effettuare le modifiche.