La DGT ha modificato le regole e il settore delle gru reagisce con durezza: “Non sappiamo se torneremo a casa”.

25/09/2026 14:30
Aggiornato a
25/09/2026 14:30
Lavorare per diversi minuti accanto a veicoli che continuano a viaggiare ad alta velocità rimane uno dei principali rischi per i professionisti del soccorso stradale. Le ultime modifiche introdotte dalla DGT nel Regolamento Generale di Circolazione prevedono nuove obbligazioni per coloro che devono intervenire sulla strada, ma il settore ritiene che la protezione disponibile sia ancora insufficiente.
L’Alianza Nacional de Auxilio en Carretera ha chiesto, per questo motivo, un piano specifico per questi lavoratori, che preveda una maggiore sorveglianza, miglioramenti nelle infrastrutture e una coordinazione più stretta tra i diversi servizi che intervengono in caso di emergenza. L’organizzazione sostiene che la normativa non affronti ancora in modo sufficiente un’attività che costringe i suoi professionisti a lavorare direttamente sulla strada o a pochi metri dal traffico.

La nuova normativa obbliga a spostarsi di lato e a ridurre la velocità quando si passa accanto a una gru
L’aggiornamento del Regolamento Generale di Circolazione prevede effettivamente una misura direttamente legata a queste interventi. I veicoli che superano un altro veicolo fermo a causa di un incidente, di un guasto, per operazioni di soccorso, manutenzione o regolamentazione del traffico devono mantenere almeno 1,5 metri di distanza laterale e ridurre la loro velocità di almeno 20 km/h rispetto al limite stabilito in quel tratto.
Tuttavia, l’Alleanza ritiene che questo cambiamento non risponda a tutte le esigenze del settore. La sua critica emerge mentre la DGT potenzia altri sistemi destinati a proteggere i lavoratori che operano sulle strade, tra cui i coni collegati utilizzati nei cantieri e nelle attività di manutenzione, in grado di inviare la propria posizione al sistema di traffico collegato per avvisare i veicoli in avvicinamento.
È proprio questa differenza a causare il malcontento dei professionisti che operano le gru. Il portavoce dell’organizzazione, Xavier Martí, afferma che gli operatori rimangono “al caso della fortuna” ogni volta che devono abbandonare il veicolo per assistere un conducente, e chiede che vengano adottate misure di protezione specifiche simili a quelle previste per altri lavoratori esposti al traffico.
Il settore mette in discussione anche il modo in cui vengono registrati gli incidenti
Oltre alle lamentele riguardanti la normativa, c’è anche preoccupazione per le statistiche sugli incidenti. L’Alleanza sostiene che esistano differenze tra gli investimenti e i decessi registrati ufficialmente e i casi segnalati dalle aziende e dai media negli ultimi anni, per cui chiede un sistema che permetta di conoscere con maggiore precisione quanti professionisti subiscano incidenti mentre svolgono servizi di assistenza.
Anche la DGT riconosce che queste operazioni comportano rischi sia per i lavoratori che per gli altri utenti della strada. La regolamentazione specifica per l’assistenza stradale obbliga, tra le altre misure, a comunicare telematicamente la posizione del veicolo fermo, ad utilizzare segnalazioni specifiche e a intervenire evitando sempre che sia possibile il lato più vicino al flusso di circolazione.
Maggiore informazione per il conducente e maggiore protezione durante le interventi

L’Alleanza chiede inoltre campagne di educazione stradale che spieghino come comportarsi quando si avvicina a una gru impegnata in un intervento. La richiesta prevede principalmente di ridurre la velocità con sufficiente anticipo, aumentare la distanza laterale e cambiare corsia ogni volta che le condizioni della strada lo consentano.
La digitalizzazione permette già di individuare molte di queste situazioni prima ancora di raggiungere il luogo dell’incidente. DGT 3.0 integra informazioni provenienti da balise V16, coni di segnalazione e veicoli di soccorso su strada; inoltre, la stessa Direzione Generale del Traffico ha registrato milioni di comunicazioni relative a gru in funzione nel 2025. Ora il settore chiede che questa capacità di prevedere i pericoli venga affiancata da misure aggiuntive destinate direttamente a coloro che devono lavorare al di fuori del veicolo.