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La Cina avvia una graduale riduzione degli incentivi sulle EV

La Cina avvia una graduale riduzione degli incentivi sulle EV

La Cina sta iniziando a ridurre progressivamente alcuni degli incentivi fiscali che per oltre un decennio hanno sostenuto la diffusione dei veicoli a nuova energia. Dal 1° settembre, per esempio, le batterie al litio sono soggette a un’imposta sui consumi del 2%, destinata a raddoppiare nel giro di un anno.

Si tratta di un ulteriore tassello di un processo di ridimensionamento degli incentivi che coinvolgerà anche la tassazione sull’acquisto e quella annuale sui veicoli.

Cina incentivi

La prima stretta, ma solo sulle batterie al litio

La misura più recente riguarda batterie primarie al litio e batterie ricaricabili agli ioni di litio, che dal 1° settembre 2026 entrano nel perimetro dell’imposta sui consumi con un’aliquota del 2%. Dal settembre 2027 l’aliquota salirà al 4%, in linea con quella ordinaria applicata alle batterie.

Si chiude così una fase di trattamento fiscale particolarmente favorevole per le batterie al litio, che ha accompagnato la crescita dell’industria cinese delle auto elettriche e dell’accumulo energetico.

L’impatto diretto sul prezzo di una vettura, tuttavia, va dimensionato. Prendendo come riferimento una batteria da 60 kWh, le stime riportate indicano un aumento del costo di circa 438 yuan, pari a poco più di 60 euro, con l’aliquota del 2%.

La stessa normativa mantiene invece esenti fino alla fine del 2028 batterie al sodio, batterie allo stato solido e celle per veicoli a celle a combustibile. Una scelta di politica industriale: il fisco diventa uno strumento per accompagnare tecnologie considerate strategiche per la prossima fase dell’elettrificazione.

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Da gennaio l’esenzione sull’acquisto è già finita

La stretta sulle batterie arriva dopo una prima modifica importante al sistema di incentivi. Dal 1° gennaio 2026 l’esenzione dall’imposta sull’acquisto dei veicoli a nuova energia è stata sostituita da una riduzione del 50%.

Il cambiamento non significa però la fine del sostegno fiscale alle auto elettriche. Anche nel nuovo regime rimane un vantaggio rispetto alle vetture con motore endotermico, mentre la dimensione dell’incentivo diminuisce progressivamente con l’aumento della penetrazione delle NEV.

È importante sottolineare inoltre che queste agevolazioni non sono riservate ai costruttori cinesi. Ne possono beneficiare anche i veicoli prodotti in Cina da marchi internazionali come Tesla, Volkswagen e Toyota.

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Nel 2027 cambia anche la tassa annuale

Un ulteriore passaggio è previsto poi dal 1° gennaio 2027, quando verranno ridimensionate ulteriormente le agevolazioni relative alla tassa sui veicoli e sulle imbarcazioni.

Verrà meno la riduzione del 50% prevista per i veicoli efficienti e saranno eliminate alcune esenzioni per elettriche, ibride plug-in, range extender e veicoli commerciali a celle a combustibile.

Il vantaggio cinese non è solo nel listino

Guardare soltanto agli incentivi all’acquisto rischia però di sottovalutare la peculiarità del sistema cinese. Il vantaggio competitivo delle auto elettriche in Cina è sostenuto anche da un ecosistema nel quale infrastrutture di ricarica, rete elettrica e servizi di battery swap hanno raggiunto una scala difficilmente paragonabile a quella europea.

C’è poi un elemento fiscale particolare: i veicoli che non utilizzano benzina o diesel non contribuiscono allo stesso modo al finanziamento della manutenzione stradale urbana legata ai carburanti.

Sono quindi diversi i livelli di sostegno che hanno accompagnato la diffusione delle NEV, e non tutti sono classificabili come un semplice “bonus sull’auto”.

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Pechino prepara il mercato alla fase successiva

La riduzione progressiva degli incentivi va letta anche alla luce della maturazione del mercato cinese dell’auto elettrica. Dopo anni di crescita sostenuta da politiche industriali, fiscali e infrastrutturali, il governo sta iniziando a spostare il peso del sistema dal sostegno diretto alla domanda verso un mercato nel quale le tecnologie elettriche sono già ampiamente diffuse.

Per l’Europa il dato è interessante soprattutto per un altro motivo. Le auto cinesi che arrivano sul mercato europeo non beneficiano automaticamente degli incentivi fiscali cinesi: quelle misure riguardano il mercato e la produzione in Cina. Allo stesso tempo, il progressivo ridimensionamento degli aiuti non cancella i vantaggi industriali costruiti negli anni lungo la filiera delle batterie, della componentistica e delle infrastrutture.

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Fonte: VaiElettrico