Il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima senza una parola sui depositi locali di energia e sugli elettricisti. Dobbiamo pagare e aspettare.

Il Ministero dell’Energia si è vantato di aver adottato il Piano Nazionale aggiornato per l’Energia e il Clima (KPEiK). Un lettore attento noterà che non vi è alcuna menzione del storage locale di energia, né delle auto elettriche come potenziali strumenti per stabilizzare la rete. Si parla invece ampiamente del fatto che noi [come contribuenti] dovremo spendere molti soldi e doverne essere soddisfatti.
KPEiK = spese, spese, spese
Come indica l’introduzione, “l’aggiornamento del KPEiK (…) definisce la direzione dei cambiamenti nell’energetica polacca nei prossimi 15 anni”. Abbiamo presentato il documento alla Commissione Europea con quasi due anni di ritardo; in definitiva non c’erano motivi per affrettarsi, visto che nelle regioni che ci forniscono combustibili fossili sono in corso guerre. Per i governanti è importante “l’elettrificazione dell’economia, l’aumento della quota delle energie rinnovabili, lo sviluppo dell’energia nucleare, la modernizzazione delle reti di trasmissione e distribuzione entro il 2040”, e naturalmente non è mancata nemmeno una menzione alla Strategia Polacca per l’Idrogeno.

Orlen ha messo in servizio un’altra stazione di rifornimento ad idrogeno, questa volta a Pile. Il numero di punti di distribuzione per il rifornimento si avvicina gradualmente al numero di auto a idrogeno in circolazione nel nostro paese Solo nel 2024 Orlen ha ricevuto dall’Unione Europea un finanziamento a fondo perduto per un importo di 62 milioni di euro (~260 milioni di zł) (c) Orlen
I numeri? Entro il 2030 la capacità installata nel sistema energetico nazionale dovrebbe aumentare fino a 90 GW. 90 GW corrispondono alla potenza necessaria per 9.000.000 di auto elettriche che si caricano contemporaneamente con una potenza di circa 10 kW. Oppure corrispondono alla quantità di energia che 9.000.000 di auto elettriche possono produrre durante la notte. In Polonia non ne abbiamo così tante: sulle nostre strade circolano appena centinaia di migliaia, per di più la stragrande maggioranza non dispone ancora della funzione V2G, ovvero della possibilità di interagire con la rete elettrica. Quando saranno disponibili, le persone potranno finanziare da sole i propri mezzi di trasporto e, allo stesso tempo, contribuire al sistema energetico.
Nella produzione di energia, la quota delle energie rinnovabili nell’energetica dovrà aumentare entro quattro anni al 51,6-53,2 percento, mentre nel settore termico al 31,6-36,5 percento. Le principali fonti saranno le centrali eoliche, la fotovoltaica e i gas rinnovabili; il gas naturale svolgerà invece un ruolo di stabilizzatore. Per l’energia nucleare prevediamo di investire 223 miliardi di zloty, per le centrali eoliche marine 274 miliardi di zloty e per le turbine terrestri 210 miliardi di zloty. Vogliamo investire nelle reti di trasmissione e nei serbatoi di energia, ma soprattutto a livello di produttori e distributori di energia piuttosto che delle persone comuni.
In qualità di governo, non pensiamo affatto a incoraggiare le persone ad installare serbatoi domestici di energia, nonostante ai prezzi odierni il loro contributo all’energia nazionale potrebbe essere significativo, soprattutto con il supporto alla fotovoltaica su balcone. In generale, [in qualità di governo] non vediamo nemmeno il potenziale legato al V2G; forse aspettiamo che qualcuno venga a venderci una soluzione pronta. Eppure il V2G è come “andare nel bosco a tagliare legna da ardere”, una soluzione che dimostra ingegnosità. Naturalmente senza distruggere le foreste.
Note della redazione di Elektrowozu: questa strategia sembra derivare dall’idea che qualcuno abbia detto “dobbiamo implementare le energie rinnovabili su scala controllata per non destabilizzare il sistema”. Di fronte all’osservazione secondo cui sarebbe sufficiente permettere alle persone di immagazzinare energia immediatamente, evitando così il problema della destabilizzazione, la risposta poteva essere solo una: “in quel caso smetteremmo di controllare il sistema e di trarne profitto”. Pertanto, in qualità di cittadini, dovremmo essere saggi e pensare al nostro portafoglio…
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