La commissione ENVI del PE chiede limiti più bassi per il CO2. L’obiettivo per il 2035 scende al 95%

La Commissione per la Protezione dell’Ambiente (ENVI) del Parlamento Europeo, il 4 novembre, ha sostenuto l’allentamento dei limiti di CO2 per le nuove auto private e commerciali. A favore della proposta, che fa parte del pacchetto automobilistico dell’Unione, hanno votato 48 deputati, 30 si sono opposti e due si sono astenuti. In precedenza avevano votato allo stesso modo le commissioni per l’industria e i trasporti. Pertanto, molti indizi suggeriscono che, nel voto di dicembre di tutto il Parlamento, verrà approvato il allentamento del divieto effettivo di immatricolazione di nuove auto a combustione interna a partire dal 2035.
95% invece di 100%, e in pratica addirittura l’87,5%
Il progetto è stato preparato dai negoziatori di tre fazioni della cosiddetta piattaforma di centro: la EPP di stampo cattolico, la S&D socialdemocratica e la Renew Europe liberale. Prevede che entro il 2035 i produttori riducano le emissioni di CO2 delle flotte di auto nuove del 95% rispetto al 2021, e non del 100%. Potranno inoltre ottenere uno sconto fino a 7,5 punti percentuali se utilizzeranno acciaio a bassa emissione prodotto in Europa nelle loro auto. Nel caso peggiore, l’obiettivo scende quindi al 87,5%.
Per i furgoni i tagli sono più significativi. Per il 2030 è proposto un obiettivo del 35% (la Commissione Europea ne voleva uno del 40%, mentre le normative attuali prevedono il 50%), mentre per il 2035 è previsto l’80% invece del 100%, con anche in questo caso la possibilità di uno sconto per l’uso di acciaio verde. Le stesse fazioni ammettono che dopo il 2035 rimarrà spazio per la registrazione di nuove auto private e furgoni a combustione interna e ibride. Per l’industria si tratta di un via libera per continuare a progettare motori a combustione interna.
La maggior parte dei membri di ENVI desidera inoltre che l’acciaio verde possa essere conteggiato già dall’entrata in vigore delle nuove normative entro la fine del 2034, con un aumento massimo del 3 punti percentuali.
Massimiliano Salini, deputato europeo italiano dell’EPP, afferma: “La possibilità di utilizzare auto a motore termico senza obbligo di compensazione rimarrà valida, preservando la libertà tecnologica e ripristinando le prospettive per l’intera catena di approvvigionamento”. Aggiunge che i deputati europei considereranno anche auto a zero emissioni quelle che funzionano esclusivamente con carburanti rinnovabili in conformità con la direttiva UE RED.
Tre commissioni a favore, davanti a noi il voto plenare e il Consiglio
La commissione per l’industria (ITRE) ha votato il 22 ottobre: 49 deputati a favore, 27 contrari e 5 astenuti. Nella commissione per i trasporti (TRAN) i risultati sono stati 27 a favore, 18 contrari e un voto di astensione. Secondo il “Handelsblatt”, in ITRE tutti i deputati del PPE, del S&D e di Renew hanno sostenuto la proposta, mentre in queste due commissioni non è stata confermata una simile unità. La TRAN aveva inizialmente previsto di votare il 5 ottobre, ma ha posticipato la data di due settimane e mezza perché la coalizione di centro aveva bisogno di più tempo per raggiungere un accordo.
Il compromesso dei deputati europei è più morbido rispetto alla proposta della Commissione Europea per la fine del 2025. Bruxelles voleva un obiettivo del 90% (ovvero 11 g di CO2/km invece di zero), ma gli altri 10% dovrebbero essere interamente compensati da acciaio verde e combustibili ecologici. La versione parlamentare dell’obbligo di compensazione totale non prevede ciò.
Anche le capitali hanno la loro posizione. All’inizio di ottobre si parlava persino di una riduzione del 80% dei CO2, ma alla fine Friedrich Merz ed Emmanuel Macron hanno concordato l’obiettivo del 90% senza compensazioni. Secondo “Spiegel”, questo accordo dovrebbe determinare il voto nel Consiglio dell’UE. La Francia, finora contraria all’allentamento delle normative, riceve in cambio il sostegno tedesco per i requisiti di “Buy European”. La Germania e altri sei paesi, tutti con una percentuale relativamente bassa di veicoli elettrici nelle vendite, avevano chiesto obiettivi più blandi, sebbene la Germania stessa abbia registrato il 37% di veicoli elettrici a ottobre.
Al Parlamento basta una semplice maggioranza. Il Consiglio vota solo dopo e ha bisogno di una maggioranza qualificata, ovvero del sostegno di almeno 15 paesi che rappresentino il 65% della popolazione dell’UE, quindi le disposizioni potrebbero ancora cambiare. Il voto plenario è previsto per dicembre.
Fonte: Electrive
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