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Kawasaki va oltre le moto elettriche: il suo nuovo motore a idrogeno per aerei ha già superato i test operativi

Kawasaki va oltre le moto elettriche: il suo nuovo motore a idrogeno per aerei ha già superato i test operativi

24/10/2026 12:00

Aggiornato a

24/10/2026 12:00

Kawasaki è conosciuta in tutto il mondo per le sue motociclette, ma l’attività del gruppo giapponese va ben oltre le due ruote. L’azienda lavora anche su motori aeronautici e tecnologie energetiche, e ha appena compiuto un nuovo passo in uno dei suoi progetti più ambiziosi: lo sviluppo di motori per aerei in grado di funzionare con idrogeno.

Kawasaki Heavy Industries ha annunciato di aver completato con successo i test operativi di un piccolo motore aeronautico dotato di una nuova camera di combustione ad idrogeno, progettata per ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx).

motore kawasaki a idrogeno 21

Un comportamento ottimale in tutte le fasi

L’essai è stato condotto presso il Centro di Test dei Razzi di Noshiro, appartenente all’Agenzia Giapponese per l’esplorazione aerospaziale (JAXA), nella prefettura di Akita. Durante i test, il motore ha funzionato utilizzando l’idrogeno come unico combustibile e ha completato diverse fasi di funzionamento. Kawasaki ha confermato che è stata ottenuta una combustione stabile e la generazione di spinta, dalla partenza e dall’aumento delle rotazioni fino al funzionamento continuo equivalente a un volo a velocità di crociera, passando per le accelerazioni, le decelerazioni e l’arresto del motore.

Il risultato rappresenta un importante passo avanti per il programma di sviluppo delle tecnologie per l’aviazione alimentata ad idrogeno, ma è importante ricordare che non si tratta ancora di un motore certificato per essere installato su aerei commerciali né di un velivolo pronto per entrare in servizio: si tratta di un motore sperimentale di piccole dimensioni, utilizzato per verificare tecnologie che in seguito dovranno essere integrate e testate all’interno di un sistema aeronautico completo.

La principale novità risiede nella sua camera di combustione, dove l’azienda ha adattato all’aviazione la propria tecnologia micromix, sviluppata inizialmente per turbine a gas destinate alla generazione elettrica. Questo sistema distribuisce la combustione dell’idrogeno tra numerose fiamme minuscole, invece di concentrarla in aree più grandi. In questo modo si cerca di evitare la formazione di regioni a temperature molto elevate, che favoriscono la produzione di NOx.

Limitare la produzione di NOx

Questi gas inquinanti rappresentano uno dei problemi tecnici legati alla combustione dell’idrogeno, poiché, sebbene l’uso di questo combustibile consenta di evitare le emissioni dirette di anidride carbonica associate alla combustione del cherosene, le alte temperature della fiamma possono generare ossidi di azoto a partire dall’azoto e dall’ossigeno presenti nell’aria. Pertanto, lo sviluppo di un motore a idrogeno non consiste soltanto nel sostituire un combustibile con un altro: è necessario anche controllare la combustione, garantire la stabilità del motore e rispettare i requisiti ambientali dell’aviazione.

Il progetto fa parte del programma di sviluppo di aerei di nuova generazione finanziato tramite il Fondo per l’Innovazione Verde dell’Organizzazione giapponese per lo Sviluppo di Nuove Energie e Tecnologie Industriali (NEDO). Il periodo di sviluppo delle tecnologie essenziali va dal 2021 al 2030 e Kawasaki prevede di effettuare test su terra per verificare la fattibilità e le prestazioni del sistema integrato in un aereo.

Non è il suo primo tentativo in questo campo: l’azienda aveva già provato nel 2024 un piccolo motore aeronautico alimentato interamente ad idrogeno e ha inoltre lavorato alla realizzazione di serbatoi per conservare l’idrogeno liquido. Il nuovo test aggiunge un ulteriore elemento chiave a questa linea di sviluppo, ovvero una soluzione di combustione progettata per ridurre i NOx durante il funzionamento.