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Una notizia negativa per l’UE: questi ibridi inquinano quasi quanto il diesel.

Una notizia negativa per l’UE: questi ibridi inquinano quasi quanto il diesel.

Nel processo di elettrificazione dei trasporti che stiamo vivendo nell’UE negli ultimi anni, sembrava che un tipo di auto ibride fosse il ponte perfetto tra le automobili a benzina o diesel, che inquinano l’aria delle nostre città, e l’auto elettrica sempre più diffusa. Ma un recente rapporto sui dati dell’UE ha rappresentato una grossa delusione.

Dopo aver analizzato le emissioni di ben 220.000 di queste auto ibride, che già rappresentano quasi il 10% delle vendite totali di automobili in Europa, l’UE chiarisce che, sebbene le loro emissioni “omologate” siano in media di 24 g di CO₂/km, in condizioni reali queste auto emettono in media 145 g di CO₂/km. In altre parole, inquinano quasi sei volte di più. E cosa ancora peggiore, inquinano soltanto del 14% in meno rispetto alle automobili a benzina o diesel.

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Un “jarro d’acqua fredda” per gli ibridi collegabili, che inquinano a causa del modo in cui vengono utilizzati

Parliamo, naturalmente, degli ibridi collegabili – BYD e Toyota dominano le vendite in Spagna – e i dati dell’UE riguardo a queste auto e a quelle a benzina e diesel immatricolate nel 2024 – appena pubblicati due anni dopo – non lasciano spazio a dubbi.

Ma c’è di più: uno studio di Transport & Environment rende la situazione ancora più chiara, come un enorme “jarro d’acqua fredda” per coloro che credevano che gli ibridi collegabili fossero il ponte perfetto prima di passare alle auto elettriche.

Come abbiamo già sottolineato in precedenza, gli ibridi ricaricabili venduti nell’UE nel 2024 dichiaravano un livello di emissioni omologato medio di 24 g di CO₂/km, mentre in realtà, in condizioni di utilizzo effettivo, emettevano in media 145 g di CO₂/km: quasi sei volte di più.

Ma il peggio è che, rispetto a un’auto a benzina o diesel – indipendentemente dal tipo di carburante, secondo i dati dell’UE emettono in media 169 g di CO₂/km in condizioni reali – gli ibridi ricaricabili nel 2024 emettevano appena il 14% in meno.

Grafico T&E: questi ibridi contaminano quasi quanto un’auto a diesel

Il motivo della posizione critica dell’UE riguardo all’inquinamento causato da questi veicoli ibridi – una controversia in corso da anni – deriva soprattutto dal modo in cui vengono utilizzati questi veicoli ibridi ricaricabili.

Se vengono utilizzati caricandoli regolarmente, gran parte del loro funzionamento avviene grazie all’energia elettrica, ma molti dei loro proprietari li ricaricano raramente e li usano come qualsiasi auto a benzina o diesel. In questo caso sono quasi peggiori, poiché il peso della batteria li rende più pesanti e può addirittura farli consumare di più e inquinare di più.

Un altro problema è la formula adottata dall’UE per misurare l’inquinamento di questi veicoli ibridi, che si basa su quanto vengono definiti “fattori di utilità”, ovvero quale percentuale del loro utilizzo avviene con energia elettrica al 100%.

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Quei fattori di utilità non sono reali, ovvero non corrispondono all’uso effettivo che i loro proprietari fanno degli auto ibridi ricaricabili. Inoltre, secondo Lucien Mathieu, direttore del dipartimento automobilistico di Transport & Environment (T&E): “Gli auto ibridi ricaricabili rappresentano una delle più grandi frodi ecologiche del settore automobilistico. Vengono commercializzati come una ‘soluzione verde’, ma in pratica comportano un elevato impatto ambientale”.

Inoltre, Mathieu spiega che “i fattori di utilità sono stati originariamente progettati per far coincidere le emissioni ufficiali [omologate] con quelle che si verificano nel mondo reale; rappresentano la formulazione di politiche basate su evidenze concrete.

L’UE già lotta affinché questi ibridi inquinino molto meno

Tuttavia Bruxelles non è stupida e conosce da anni il problema degli ibridi ricaricabili. Pertanto, l’UE si è data l’obiettivo di aggiornare i fattori di utilità utilizzati dall’industria, modificando il modo in cui vengono calcolate le loro emissioni ufficiali per adottare ipotesi più realistiche su quanto questi ibridi funzionino in modalità elettrica, al fine di ridurre progressivamente il divario tra l’inquinamento teorico e quello reale, molto più simile a quello di un’auto a benzina o diesel.

Commissione Europea

Pertanto, l’UE sotto la guida della Commissione Europea ha già apportato modifiche ai fattori di utilità nel 2025, che saranno ulteriormente rafforzati nel 2027… a meno che questo studio non acceleri il processo. E attenzione: tale rafforzamento, che aumenterà le emissioni degli ibridi ricaricabili o PHEV, influenzerà il raggiungimento degli obiettivi europei per le emissioni di CO₂ dei modelli prodotti dai vari costruttori.

Attualmente, come indicato da T&E, all’interno dell’UE sono in corso negoziazioni “riguardanti la revisione degli standard di CO₂ dei veicoli”. Pertanto, il Consiglio dell’UE prevede di tenere un dibattito su questo tema già il prossimo 12 ottobre, mentre il Parlamento europeo effettuerà una votazione sulle possibili misure a novembre.