Jaguar-Land Rover annuncia un piano per ridurre 4.000 posti di lavoro dopo aver subito una perdita di 230.000.000 € in un solo anno

10/09/2026 16:00
Aggiornato a
10/09/2026 16:00
Aggiungi veicoli ibridi ed elettrici come fonte preferita di Google gratuitamente.
Mantieniti aggiornato con le ultime notizie di attualità.
Attiva ora
La profonda trasformazione del settore automobilistico continua a richiedere ampi aggiustamenti strutturali ed economici da parte dei produttori storici. Jaguar-Land Rover (JLR), appartenente al gruppo indiano Tata, ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il licenziamento di 4.000 dipendenti nel Regno Unito nei prossimi due anni. L’obiettivo è ottenere un risparmio operativo di 1.700 milioni di sterline, equivalenti a 1.980 milioni di euro, cercando che i licenziamenti siano volontari e minimizzando l’impatto diretto sulle catene di montaggio.
Questa decisione arriva in un momento di forte pressione industriale dovuta alla intensa concorrenza con i marchi cinesi a basso costo e alle esigenze legate alla transizione verso i sistemi di propulsione elettrica. A questo scenario si aggiunge l’applicazione di dazi del 10% sulle importazioni di automobili negli Stati Uniti, un mercato commerciale fondamentale che assorbe il 29% delle vendite totali del gruppo britannico, nonché le conseguenze finanziarie di un grave attacco informatico avvenuto a ottobre, che ha causato una perdita stimata in 2.210 milioni di euro.
Caduta delle vendite annuali e riaggiustamento del limite produttivo

Il bilancio dell’esercizio fiscale 2025-26 riflette il peggioramento dei volumi commerciali dell’azienda. Le immatricolazioni a livello mondiale sono diminuite del 18%, fermandosi a 352.389 unità, il che ha causato una flessione del 21% nelle entrate nette, pari a 22.900 milioni di sterline (circa 26.650 milioni di euro). Queste cifre hanno portato a una perdita netta dopo tasse di 200 milioni di sterline (230 milioni di euro), a fronte dei profitti superiori a 2.000 milioni di euro registrati nel periodo precedente.
Per fermare questa fuga di risorse, la dirigenza guidata dal nuovo amministratore delegato, P. B. Balaji, cerca di ridurre la complessità industriale e di abbassare il punto di equilibrio operativo delle proprie linee di produzione fino a portarlo intorno alle 300.000 unità all’anno. Con questa misura si intende garantire la sostenibilità industriale senza dover fare affidamento su una saturazione continua delle quattro fabbriche britanniche, situate nelle West Midlands e nel Merseyside.
Offensiva con cinque modelli nuovi e investimenti in piattaforme elettrificate

Pur nonostante il piano di contenimento dei costi e il rifiuto del governo britannico di intervenire con un salvataggio pubblico per l’azienda, il produttore mantiene invariato il proprio piano di aggiornamenti meccanici per i prossimi dodici mesi, periodo durante il quale prevede di lanciare sul mercato cinque nuovi prodotti al fine di ripristinare un tasso di crescita a due cifre; tra questi figurano il nuovo Range Rover Electric e il futuro Range Rover GT, oltre al lancio definitivo del Jaguar Type 01. Nel frattempo, in Cina, Land Rover ha ripreso l’uso del nome Freelander, creando una gamma parallela in collaborazione con il Gruppo Chery. Il Freelander 8 è il loro primo prodotto.
I risparmi ottenuti grazie a questo aggiustamento del modello economico serviranno a sostenere un programma di investimenti massicci compreso tra 15.000 e 18.000 milioni di sterline (che raggiunge i 21.000 milioni di euro nel limite superiore) nei prossimi cinque anni. Questi fondi saranno destinati in priorità all’adattamento delle loro piattaforme motrici per ospitare motori elettrici puri, alla modernizzazione dei processi di produzione avanzata e alla digitalizzazione dei loro sistemi, al fine di rivitalizzare la gamma di veicoli fuoristrada e di lusso.