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Isolamento e auto elettrica: come liberare potenza per la propria colonnina di ricarica

Isolamento e auto elettrica: come liberare potenza per la propria colonnina di ricarica
Uomo che collega un’auto elettrica bianca a una presa di ricarica murale, accanto al contatore elettrico, in un garage

Il riscaldamento elettrico e la ricarica di un’auto elettrica spesso competono per la stessa potenza del contatore, nello stesso momento della giornata. Isolare la propria casa o cambiare abbonamento: esistono entrambe le soluzioni, ma non soddisfano lo stesso bisogno né lo stesso budget.

Presa di ricarica e contatore elettrico: una scelta da prendere in considerazione

Molte famiglie dotate di riscaldamento elettrico incontrano problemi quando installano una colonnina di ricarica. Il loro contatore raggiunge già il limite di potenza alla sera. Aggiungere una colonnina da 7 kW è semplicemente impossibile senza modifiche alla potenza prevista nel contratto di fornitura di elettricità.

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Come funziona la potenza contrattata (kVA) e perché il riscaldamento elettrico la satura in inverno

La potenza contrattata, espressa in kVA, determina la quantità massima di elettricità utilizzabile nello stesso momento. In Francia prevalevano due livelli: 6 kVA per un alloggio standard senza riscaldamento elettrico o per un piccolo appartamento con riscaldamento elettrico, 9 kVA per una piccola casa interamente elettrificata. Alcuni alloggi raggiungono i 12 kVA, mentre il limite massimo per un privato è di 36 kVA.

Il riscaldamento elettrico cambia la situazione. In inverno, radiatori, scaldabagno o pompe di calore possono funzionare contemporaneamente verso la fine della giornata. Questo periodo coincide proprio con l’orario in cui la maggior parte dei proprietari di auto elettriche collega il proprio veicolo.

Il sintomo classico: si interrompe la corrente non appena si collega la presa alla sera.

Questo scenario si ripete in molte abitazioni: il riscaldamento viene acceso, parte anche l’impianto di riscaldamento dell’acqua, e verso le 19 o 20 ore si collega anche l’auto. Il contatore si disconnette, interrompendo l’elettricità in tutta la casa.

Di conseguenza, l’abitazione interessata ha a disposizione due soluzioni, che però non sono sempre equivalenti. Aumentare la potenza contratta risolve immediatamente il problema, a fronte di un abbonamento mensile leggermente più alto (qualche euro). Isolare l’abitazione può ridurre i consumi simultanei legati al riscaldamento, ma solo se il progetto è giustificato anche per altri motivi.

Spostarsi su un abbonamento più elevato: quanto costa davvero

Infografica del prezzo regolamentato dell’elettricità EDF opzione Base per le potenze 6, 9 e 12 kVA nel 2026

Differenze di prezzo tra le fasce (6/9/12 kVA)

Passare da 6 a 9 kVA fa aumentare la fattura annuale da 190,32 € a 238,56 €, per un differenza di circa 48 € all’anno. Per le abitazioni più grandi, un abbonamento da 12 kVA costa 285,12 € all’anno.

Un altro aspetto da considerare prima di cambiare potenza è il fatto che le autorità competenti hanno abolito l’opzione Base per le potenze comprese tra 9 e 36 kVA. Pertanto, un nucleo familiare che passa da 6 a 9 kVA è obbligato ad abbonarsi all’opzione Heures creuses o Tempo, non potendo più rimanere in Base.

Potenza abbinata

Prezzo annuale

Prezzo mensile

6 kVA

190,32 €

15,86 €

9 kVA

238,56 €

19,88 €

12 kVA

285,12 €

23,76 €

Questa somma sembra modesta presa singolarmente. Tuttavia, aumenta ogni anno senza limiti di tempo, a differenza di un investimento occasionale. In dieci anni, la differenza tra 6 e 9 kVA raggiunge circa 482 €.

Il prezzo del kWh, invece, rimane quasi identico tra le diverse fasce (0,2001 €/kWh per 6 kVA, 0,1985 €/kWh al di sopra). Solo la quota fissa dell’abbonamento aumenta effettivamente con la potenza richiesta.

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L’isolamento dell’abitazione non influisce sulla consumazione dell’auto elettrica stessa. Tuttavia, quando questo intervento è già giustificato per altri motivi, riduce anche la potenza richiesta dal riscaldamento proprio nel momento in cui l’auto si ricarica.

Nello specifico, una casa ben isolata trattiene il calore o il freddo per più tempo. I radiatori funzionano meno spesso e, soprattutto, a un’intensità inferiore nello stesso momento. È questa riduzione simultanea del carico, e non la diminuzione complessiva del consumo nell’arco dell’anno, a creare margini aggiuntivi per la presa di ricarica.

Meno consumo per il riscaldamento, minor rischio di interruzione simultanea

Un radiatore elettrico viene dimensionato in base alla superficie e al livello di isolamento della stanza. Una stanza mal isolata richiede una potenza maggiore in modo istantaneo per mantenere la stessa temperatura. L’isolamento influisce quindi direttamente sul picco di potenza, non solo sulla bolletta annuale.

Orientativi prima/dopo l’isolamento (soffitti, pareti)

Per una stanza di 30 m², la potenza del riscaldatore necessaria varia da 1.500 W con una buona isolazione a 3.000 W con un’isolazione deteriorata.

Caso concreto numerico: isolare per risparmiare, evitare la bolletta extra

Due possibili soluzioni

Primo approccio: passare a un abbonamento da 9 kVA. Costo: 48 € in più all’anno, senza limiti di durata e senza alcun impatto sulla bolletta del riscaldamento.

Secondo approccio: isolare il sottotetto tramite soffiaggio. Per questa superficie, l’investimento si aggira tra 1.600 e 2.000 €.

Per questo profilo, il consumo di riscaldamento è di circa 8.800 kWh all’anno. Al prezzo di riferimento regolamentato (opzione Base 6 kVA, 20,01 centesimi di euro/kWh), ciò corrisponde a una bolletta annuale del riscaldamento di circa 1.761 €. Isolare il sottotetto, che rappresenta dal 25 al 30% delle perdite di calore, permette di ridurre la bolletta in proporzioni simili: un risparmio annuo di circa 440-528 €.

Categoria

Senza isolamento (abbonamento 9 kVA)

Con isolamento (rimane a 6 kVA)

Bolletta annuale del riscaldamento

≈ 1.761 €

≈ 1.233–1.321 €

Abbonamento annuale

238,56 €

190,32 €

Costo totale annuo

≈ 1.999,56 €

≈ 1.423,32 a 1.511,32 €

Risparmio annuo

≈ 488 a 576 €

Investimento iniziale

0 €

1.600 a 2.000 €

Ritorno sull’investimento

≈ 3 a 4 anni

Il messaggio è chiaro: l’isolamento non ha senso solo per risparmiare 48 € di abbonamento. Ha senso perché riduce la bolletta del riscaldamento, anno dopo anno. L’abbonamento evitato rappresenta soltanto un vantaggio aggiuntivo, non la ragione principale per isolare.

Al contrario, una famiglia che non ha in corso progetti di isolamento non ha alcun motivo per intraprenderli soltanto per risparmiare sull’abbonamento elettrico. In questo caso, passare a 9 kVA rimane la soluzione più rapida e meno costosa a breve termine.

Contatore Linky che mostra il messaggio ‘Potenza superata’ e una potenza massima di 9 kVA

I segnali che devono allertare

Il segnale più evidente rimane la stessa interruzione della corrente. Sul contatore Linky, lo schermo visualizza il messaggio “PUISS DEPASSEE”. Ciò indica che il consumo istantaneo ha superato la potenza concordata nel contratto.

A differenza dei vecchi contatori, che tolleravano fino al 15% di superamento, il Linky interrompe immediatamente la corrente senza alcuna tolleranza. Molte famiglie scoprono questo problema solo dopo l’installazione, senza che le loro abitudini siano cambiate.

Per verificare la propria situazione ancora prima di installare una presa, lo spazio clienti Enedis mostra la potenza massima raggiunta ogni giorno. Il contatore Linky permette inoltre una lettura diretta: premendo il pulsante “+” si visualizza immediatamente la potenza apparente, in kVA.

Quando rivolgersi a un professionista invece di isolare da soli

Basta semplicemente richiedere un cambiamento di potenza al fornitore se le interruzioni di corrente avvengono solo occasionalmente. Questa procedura è gratuita o a basso costo e viene eseguita entro 24 ore con un contatore Linky.

L’isolamento, invece, richiede un audit energetico preliminare. Un professionista RGE individua i veri punti di perdita nell’abitazione (soffitti, muri, infissi) prima di avviare i lavori. Senza questa diagnosi, c’è il rischio di investire in un punto che non rappresenta il problema principale.

Un ultimo elemento utile: se la interruzione avviene soltanto in inverno, alla sera, e scompare per il resto dell’anno, quasi sempre la causa è il riscaldamento. Questo contesto indica chiaramente la necessità di un isolamento, piuttosto che di una semplice modifica dell’abbonamento, per chi cerca una soluzione duratura anziché un intervento temporaneo.

Il punto fondamentale da ricordare: l’isolamento, un doppio vantaggio per i proprietari di auto elettriche

Isolare l’abitazione rimane innanzitutto un gesto di riqualificazione energetica. Il primo vantaggio è senza dubbio la riduzione della bolletta del riscaldamento, anno dopo anno.

Per i proprietari di auto elettriche che si trovano ad affrontare interruzioni di corrente, questo stesso intervento offre un secondo vantaggio: libera energia e può evitare un abbonamento elettrico più costoso.

Isolare soltanto per questo secondo vantaggio non ha senso: l’investimento supera di gran lunga il risparmio ottenibile soltanto con l’abbonamento. Tuttavia, per un nucleo familiare che prevede già interventi di isolamento, la compatibilità con la ricarica di un’auto elettrica merita di essere presa in considerazione.

Prima di scegliere tra cambiare abbonamento e procedere con l’isolamento, un diagnosi rimane la mossa migliore. Un audit energetico o una semplice lettura della potenza sul portale clienti di Enedis permettono di valutare oggettivamente la situazione, invece di agire a caso.

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