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In Francia il cibo si consegna con le chiatte elettriche

In  Francia il cibo si consegna con le chiatte elettriche

L’elettrico sta dando nuova linfa alla logistica fluviale. Le chiatte a propulsione elettrica sono già state adottate da grandi marchi, da Heineken a Nike, ma si rivelano adatte anche alla distribuzione locale e di piccola scala. Una conferma arriva dalla Francia. Un progetto pilota che, dopo sei mesi di attività, è stato analizzato e promosso a pieni voti. I risultati sono riportati in un documento redatto da Weenav, produttore di motori elettrici, e quindi potenzialmente non del tutto neutrale. Tuttavia, le conclusioni sono state validate da River Connect, l’azienda che ha gestito il trasporto fluviale, elemento che contribuisce a rafforzarne la credibilità.

L’esperienza nel cuore di Tolosa: propulsione elettrica alimentata dalle rinnovabili di Engie

Vediamo più da vicino questo progetto dopo i primi sei mesi di attività. Dall’inizio del 2026 una chiatta, ricavata dal recupero di un’imbarcazione per il trasporto di ostriche, naviga sul Canal du Midi e sul Canale Laterale della Garonna, nel cuore di Tolosa, città di circa 500 mila abitanti. Il suo compito è rifornire negozi e ristoranti del centro con prodotti alimentari provenienti dal mercato ortofrutticolo all’ingrosso.

La novità rispetto al passato è la propulsione elettrica, affidata al fuoribordo Kronos 80 di Weenav. La gestione del servizio è invece nelle mani di River Connect, startup specializzata nella logistica fluviale urbana. L’opportunità di seguire modelli già esistenti a Lione, Strasburgo e Parigi per rafforzare il ruolo di Tolosa nelle iniziative di logistica urbana sostenibile.

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Sul proprio sito Weenav ha intervistato il fondatore di River Connect, Florent Cambournac, per approfondire le ragioni della scelta a zero emissioni. Prima di puntare sulla propulsione elettrica, l’azienda aveva già abbandonato i tradizionali battelli fluviali di grandi dimensioni, giudicati «lenti da caricare e complessi da manovrare», preferendo una flotta di chiatte per ostriche opportunamente riadattate al trasporto merci.

L’elettrificazione ha rappresentato il passo successivo. Non solo per quanto riguarda motore e batterie: l’energia utilizzata per la ricarica proviene infatti da un contratto di fornitura di elettricità da fonti rinnovabili stipulato con Engie.

Tre viaggi settimanali e fino a 6,3 tonnellate di carico

River Connect è tra le primissime aziende ad aver installato un motore elettrico su una chiatta da carico in alluminio. Un lavoro non semplice visto che l’installazione ha richiesto ricerche approfondite – è stato coinvolto lo studio di architettura navale Armor X – per validare il posizionamento della batteria, le dimensioni del motore, il cablaggio e la sicurezza antincendio. Su quest’ultimo tema si è scelto di installare le batterie in un vano chiuso, dotato di un sistema antincendio ad attivazione automatica di tipo Novec.

Chiatte

Cosa vuol dire? Il sistema rileva autonomamente un principio d’incendio tramite sensori o rilevatori. Senza intervento umano, rilascia il fluido Novec nell’area protetta. Si spegne l’incendio assorbendo il calore e interrompendo la combustione. A differenza dell’acqua o della schiuma, non bagna e non danneggia apparecchiature elettriche, elettroniche o batterie.

River Connect effettua tre viaggi di andata e ritorno settimanali di 20 chilometri, trasportando fino a 6,3 tonnellate di merci. Attualmente il carico a bordo arriva fino a 1,5 tonnellate.

La batteria è piccola, solo 66,56 kWh

«Il motore funziona come un classico motore fuoribordo e risponde non appena si aziona la maniglia di comando. In folle si spegne: nessun rumore né scarico, un’esperienza di guida molto piacevole». Questa l’esperienza di Florent Cambournac che conferma come il passaggio all’elettrico sia fluida. Un altro elemento positivo è l’assenza di rumore. «Non è semplicemente una questione di comfort. È un requisito esplicito di Toulouse Métropole nelle specifiche operative».

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Vediamo i dati tecnici. A iniziare dalla batteria che ha una capacità da 66,56 kWh, come quelle installate in auto di media potenza, «più che sufficiente per coprire senza problemi un intero percorso di andata e ritorno di 2 x 10 km». Per la ricarica «due cavi paralleli da 22 kW collegati a una presa da 380 V consentono di raggiungere almeno il 50% della carica in meno di un’ora e mezza, tempo sufficiente per effettuare i percorsi di andata e ritorno senza intoppi».

Florent Cambournac dopo il test di sei mesi considera il motore elettrico «un componente essenziale per soddisfare le esigenze dei clienti. Meno manutenzione, niente cambi d’olio, niente rifornimento o rischio di perdite, niente odori». I prossimi traguardi sono lo sviluppo del servizio verso Nantes e Reims.

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