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Idrogeno perdente? Diamogli il tempo di avanzare…

Idrogeno perdente? Diamogli il tempo di avanzare…

Idrogeno perdente rispetto all’elettrico? Diamo il tempo a questa tecnologia di progredire anche nelle auto, scrive un lettore in risposta al nostro articolo. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Idrogeno perdente? Perché lo preferisco all’elettrico

“Gentile Mauro, seguo da oltre due anni l’evoluzione degli investimenti europei sull’idrogeno. In linea di principio è sacrosanto e strategico cercare di produrre idrogeno verde per due motivi: 1) Usarlo come accumulo di energia per ritrasformarlo al bisogno in energia elettrica. 2) Usarlo come combustibile per il suo altissimo potere calorifico. Io, a differenza di lei ho sempre avversato le auto a batteria per due motivi: 1) Dipendenza dal monopolio cinese. 2) Finta assenza di emissioni: qualcuno da qualche parte deve immettere in rete energia elettrica, ancora in gran parte prodotta con petrolio e gas. I progressi dell’elettrico sono stati più veloci dei progressi sull’idrogeno. Ma il contribuente ha comunque finanziato decine di migliaia di colonnine elettriche a bassa potenza che oggi si vogliono considerare lente. E si vuole ricominciare a installarne di alta potenza. Dunque diamo il tempo all’idrogeno di avanzare, crearsi un’offerta e una domanda man mano che il prezzo si avvicina ai 3 €/kg. Poi valuteremo se le auto, sempre elettriche, avranno motivo di portarsi a spasso 200 kg o più di batterie. Il cui materiale è estratto da poveri schiavi di cui non parliamo. Ing. Marco Fortini

Auto non se ne vendono, perché finanziare i distributori?

idrogeno perdente

Risponde Mauro Tedeschini. Diamo il tempo all’idrogeno di avanzare, certo. Ma quello che abbiamo sollevato è un problema che riguarda l’oggi. Con 103,5 milioni di soldi pubblici (PNRR) stanziati per finanziare una rete di rifornimento che non si sa a chi potreà servire. Dato che di auto a idrogeno non se ne vendono. E che la diffusione resterà nulla fintanto che un rifornimento costa molto, molto di più di una ricarica o di un pieno di benzina. Oltretutto l’investimento per costruire una stazione di idrogeno è molto oneroso. Per Bolzano Gianfranco Pizzuto parla di 12,6 milioni di euro. Una stazione di ricarica ad alta potenza, secondo le stime fattee a suo tempo da Free to X, non supera i 5-600 mila euro. Anche meno per i Tesla Supercharger. Qualche città, come Bolzano e Bologna, ha una flotta di bus a idrogeno: basteranno a tenere in piedi una stazione di rifornimento? È quel che vorremmo vedere, senza pregiudizi.

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