L’Ungheria è diventata la fabbrica di batterie d’Europa, ma le dimissioni di Orbán rivelano gravi problemi ambientali.

Ad esempio, lo stabilimento di Semcorp dedicato alla produzione di separatori a Debrecen è chiuso da cinque mesi, dopo che sono state rilevate tossine nel suolo durante dei test effettuati nelle vicinanze dell’impianto. Questa fabbrica è una delle poche del suo genere situate al di fuori della Cina e fornisce separatori a gruppi rinomati come LG Energy Solution o CATL.
Semcorp afferma che la lettura che ha causato la chiusura dello stabilimento sia stata un errore di laboratorio; per questo motivo sono state effettuate numerose perforazioni nella zona per analizzare il suolo e le acque sotterranee (con un costo di circa 500.000 dollari), al fine di dimostrare alle autorità il rispetto delle normative ambientali del paese.
Nonostante, sotto il governo di Orbán, l’Ungheria sia riuscita ad attirare oltre 20.000 milioni di dollari in investimenti per impianti di batterie e componenti, il governo ha fatto finta di non vedere il mancato rispetto delle normative ambientali. Magyar intende imporre multe molto elevate alle grandi aziende che le violano, il che rappresenta un cambiamento di rotta di 180º rispetto al suo predecessore.

Ungheria è uno dei centri nevralgici europei per la produzione di batterie
Oltre alla sospensione della produzione nello stabilimento di Semcorp, sono state anche inflitte multe a SK On e interrotta parte della produzione in uno stabilimento del produttore sudcoreano di cattodi EcoPro. L’obiettivo del nuovo governo è attirare investimenti di alto valore, invece di limitarsi a costruire impianti di assemblaggio come fino ad ora. “Un centro di ricerca e sviluppo vale cento volte di più di uno degli stabilimenti di batterie che ci sono stati portati”.
L’ascesa delle auto elettriche in Europa sta portando enormi vantaggi all’industria ungherese: a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti dovuto alla guerra in Iran, la domanda di VE batteria (Battery Electric Vehicles) è in forte crescita da mesi in paesi come Germania e Francia. Lo stabilimento BMW di Debrecen produce attualmente l’acclamato iX3 in tre turni, mentre CATL ha avviato nelle vicinanze una delle più grandi fabbriche di batterie del Vecchio Continente.

La Spagna è un altro dei paesi che trae vantaggio dagli investimenti cinesi nel settore delle auto elettriche: gruppi come Chery, Geely, Leapmotor o SAIC producono già (o lo faranno presto) veicoli di questo tipo nelle fabbriche spagnole; a ciò bisogna aggiungere progetti come la gigafabbrica di batterie di CATL a Figueruelas (Zaragoza).
Fonte | The Japan Times