Honda trasforma l’asfalto in un caricatore da 150 kW: il Giappone ha già fissato una data per provarlo su un’autostrada con camion da 20 tonnellate.

30/10/2026 09:30
Aggiornato a
30/10/2026 09:30
Honda ha annunciato un nuovo progresso nello sviluppo di sistemi di ricarica wireless per veicoli elettrici. La compagnia giapponese, in collaborazione con Taisei Corporation e Taisei Rotec, ha completato lo sviluppo della tecnologia di base per un’infrastruttura in grado di fornire energia ai veicoli mentre sono in movimento. Il progetto entrerà in una nuova fase nel 2027, quando sono previsti i primi test su strade aperte al traffico.
La proposta mira a ridurre la dipendenza dalle stazioni di ricarica convenzionali, soprattutto nel trasporto di merci, dove le fermate per ricaricare l’autonomia possono influenzare i tempi di operazione. Sebbene la tecnologia sia ancora in fase sperimentale, Honda sta lavorando con potenze fino a 150 kW per unità trasmittente, una cifra che permetterebbe di fornire quantità significative di energia senza la necessità di fermare il veicolo.

Una strada che trasmette elettricità senza contatto fisico
Il funzionamento si basa sulla trasmissione wireless di energia tramite accoppiamento magnetico, nota come DWPT. Per raggiungere questo obiettivo, l’infrastruttura prevede dispositivi trasmittenti installati sotto l’asfalto che generano un campo magnetico in grado di trasferire elettricità a un ricevitore situato nella parte inferiore del veicolo. In questo modo, l’energia può passare dalla strada all’automobile mentre questa è in movimento, senza l’uso di cavi o connettori fisici.
Una delle principali novità tecniche riguarda il design dei trasmettitori. Honda è riuscita a integrare l’inverter e la bobina di carica in un’unica unità, mentre la distribuzione elettrica tra i dispositivi avviene tramite corrente continua. Secondo l’azienda, questa configurazione permette di ridurre il numero di componenti e semplificare le connessioni necessarie per installare il sistema.
Anche la costruzione di queste strade non richiederebbe necessariamente di smantellare completamente il manto stradale esistente. Taisei Rotec sta sviluppando procedure che consentirebbero di posizionare i trasmettitori fresando determinate sezioni del pavimento, sfruttando persino le operazioni di manutenzione abituali. Il sistema viene completato da un’infrastruttura di alimentazione terrestre sviluppata da Taisei e da ricevitori progettati da Honda R&D.
I primi test su strada sono previsti per il 2027
Prima di introdurre questa tecnologia su un’autostrada, le tre aziende dovranno superare una serie di prove di resistenza e funzionamento. Alla fine del 2026 inizierà la costruzione di un nuovo tracciato sperimentale presso le strutture T-FIELD/TAMRA, dove verrà simulato un usura equivalente a un milione di cicli di carico delle ruote, utilizzando un valore di riferimento di 49 kN per ruota per valutare la resistenza dei dispositivi interrati.

I test analizzeranno inoltre il comportamento del sistema di fronte a veicoli pesanti, con masse brute vicine alle 20 tonnellate, nonché la sua capacità di fornire energia a velocità elevate. Un altro aspetto importante sarà verificare che il campo elettromagnetico rimanga entro i limiti stabiliti e che l’infrastruttura mantenga il proprio funzionamento dopo aver sopportato un traffico intenso.
Il passo successivo avverrà durante l’anno fiscale giapponese 2027, che inizia il 1° aprile di quell’anno. Honda parteciperà a un progetto promosso da East Nippon Expressway per testare la ricarica dinamica sull’autostrada di Tateyama, situata nella prefettura di Chiba. I veicoli commerciali saranno inizialmente i principali destinatari di questa tecnologia, anche se Honda prevede anche il suo utilizzo nelle auto private.
Per il momento, l’iniziativa non ha una data di commercializzazione e non esiste una stima pubblica dei costi necessari per adeguare ogni chilometro di strada. I risultati dei prossimi test determineranno la sua fattibilità tecnica ed economica. Il Giappone si unisce così alle ricerche in corso anche in Europa, con progetti sperimentali in Francia e in Germania che mirano a ridurre le esigenze di stoccaggio energetico e le fermate per la ricarica durante i viaggi.