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Fino a 875 km secondo il ciclo CLTC e un interno più lussuoso: BYD prepara il successore del Seal 07

Fino a 875 km secondo il ciclo CLTC e un interno più lussuoso: BYD prepara il successore del Seal 07

BYD continua a rinnovare la sua gamma di berline a un ritmo difficile da seguire. Ora tocca al Seal 07, la cui seconda generazione ha appena presentato ufficialmente un abitacolo progettato per migliorare il comfort e sfruttare al meglio lo spazio. L’aggiornamento porterà anche una carrozzeria più grande e nuove opzioni meccaniche, in un mercato cinese dove ogni nuovo lancio costringe i concorrenti a reagire.

Il nuovo Seal 07 adotta un’evoluzione del linguaggio di design della famiglia Ocean, con fari divisi che disegnano forme ondulate e un retro caratterizzato da una striscia luminosa orizzontale. Le maniglie delle porte sono parzialmente nascoste, mentre la versione elettrica presentata include un sensore LiDAR sul tetto. La sua presenza non permette di confermare che tutti i livelli di allestimento dispongano degli stessi sistemi di assistenza.

La carrozzeria raggiunge i 5,08 metri di lunghezza, 1,96 metri di larghezza e 1,50 metri di altezza, con una distanza tra assi di 2,96 metri. Rispetto al Seal 07 EV precedente, aumenta di 8,5 centimetri in lunghezza e 5 centimetri in larghezza, mentre l’altezza cresce di 6 centimetri. Un cambiamento che lo rende una berlina di dimensioni considerevoli e che dovrebbe favorire soprattutto lo spazio dei posti posteriori.

La velocità dei produttori cinesi inizia a preoccupare: BYD non aspetta nemmeno sei mesi per preparare una nuova versione del Seal 07

All’interno, la BYD ha riorganizzato la console centrale con una modifica piuttosto pratica: scompare il selettore in vetro e la selezione delle marce passa a una leva situata nella colonna di direzione. Lo spazio liberato permette di posizionare due superfici inclinate per caricare i telefoni in modo wireless, oltre a due portabicchieri e diversi comandi fisici con finitura metallica. La console mantiene un design flottante, con uno spazio di stoccaggio al di sotto.

L’autista dispone di un volante a tre razze appiattito nella parte inferiore e di una strumentazione digitale separata dal display centrale. Nella parte superiore del cruscotto si trova inoltre il vano per il sistema di proiezione delle informazioni sul parabrezza. BYD combina così una grande superficie tattile con alcuni comandi fisici, anche se mancano ancora dettagli sulle funzioni che potranno essere gestite direttamente da questi ultimi.

Uno degli elementi più accattivanti dell’equipaggiamento mostrato è il sistema audio Devialet con 20 altoparlanti, abbinato a griglie metalliche incise al laser sui pannelli delle porte. I sedili anteriori dispongono di riscaldamento, ventilazione e massaggio pneumatico, mentre le immagini evidenziano dei sedili allungati e dei rivestimenti posteriori sagomati per migliorare il supporto. Bisognerà attendere l’annuncio della gamma definitiva per sapere quali elementi saranno di serie.

BYD Seal 07: due versioni elettriche

Fino a 875 km CLTC e un interno più lussuoso: BYD prepara il successore del Seal 07

La documentazione di omologazione cinese indica due configurazioni elettriche con motore posteriore. La prima sviluppa 245 kW (333 CV) mentre la più potente raggiunge i 300 kW (408 CV). Entrambe presentano una velocità massima dichiarata di 240 km/h, sebbene al momento non siano stati specificati i loro tempi di accelerazione. La proposta mantiene quindi la trazione posteriore come base di questa nuova gamma elettrica.

La versione di ingresso combina il proprio motore con una batteria LFP da 76,74 kWh, garantendo un’autonomia fino a 775 km secondo il ciclo CLTC; secondo le nostre stime, potrebbe attestarsi intorno ai 674 km nel ciclo WLTP. Al di sopra vi è la variante dotata di batteria LFP da 88,68 kWh, con un’autonomia fino a 875 km secondo il ciclo CLTC; secondo le nostre stime, ciò corrisponderebbe approssimativamente a 761 km nel ciclo WLTP.

Per ora, le informazioni pubblicate su questa seconda generazione non specificano le potenze né i tempi di ricarica. Non permettono nemmeno di trasferire automaticamente le prestazioni di carica del modello precedente a quello nuovo. È uno dei dati ancora mancanti per valutare fino a che punto la maggiore autonomia sia accompagnata da pause sufficientemente brevi nei viaggi lunghi.