Fino a 680€ in più all’anno in benzina: secondo T&E, gli ibridi ricaricabili consumano molto di più rispetto a quanto promesso.

18/10/2026 15:00
Aggiornato a
18/10/2026 15:00
Gli auto ibride ricaricabili da anni vengono presentate come un’alternativa in grado di combinare i vantaggi della mobilità elettrica con l’autonomia di un motore a combustione interna. In teoria, molti di questi veicoli promettono consumi di benzina estremamente ridotti e emissioni di CO2 molto inferiori rispetto a un’auto convenzionale. Tuttavia, la realtà del loro utilizzo quotidiano sembra piuttosto diversa. Un nuovo rapporto di Transport & Environment (T&E) mette nuovamente in discussione i dati ufficiali di questi modelli e avverte che gli automobilisti potrebbero dover pagare molto di più per il carburante di quanto inizialmente previsto.
L’organizzazione ecologista europea ha analizzato gli ultimi dati disponibili sulle emissioni reali raccolti dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, relativi ai veicoli immatricolati nel 2024. La sua conclusione è netta: i veicoli ibridi ricaricabili emettono, in media, quasi 6 volte più CO2 rispetto a quanto indicato dalle loro cifre ufficiali di omologazione. Inoltre, questa differenza non sta diminuendo con l’arrivo di nuovi modelli, anzi è aumentata rispetto al 2023, quando le emissioni reali erano circa 5 volte superiori a quelle dichiarate.

I veicoli ibridi ricaricabili emettono 6 volte più CO2 rispetto a quanto dichiarato
Una delle principali spiegazioni risiede nell’uso efficace dei loro motori elettrici. Il rapporto indica che questi automobilisti percorrono soltanto il 27% dei chilometri in modalità completamente elettrica, una percentuale notevolmente inferiore a quella prevista dal calcolo di omologazione. Anche quando viaggiano in una modalità che consente l’utilizzo dell’energia della batteria, il motore a combustione continua a funzionare per circa un terzo della distanza percorsa. Pertanto, disporre di una batteria ricaricabile non garantisce che il veicolo viaggi esclusivamente a energia elettrica per tutti i chilometri di autonomia elettrica annunciati.
Questa differenza ha anche conseguenze economiche. Secondo i calcoli di T&E, il conducente medio di un veicolo ibrido ricaricabile immatricolato nel 2024 potrebbe dover affrontare circa 680 euro in più all’anno in termini di costo del carburante rispetto a quanto si potrebbe prevedere dalle cifre ufficiali. L’organizzazione avverte che questo sovraccosto mette in discussione uno degli argomenti commerciali principali di questi veicoli, soprattutto per coloro che li acquistano attratti da consumi omologati molto bassi.

L’Europa vuole correggere le cifre ufficiali
L’origine di buona parte di questa discrepanza risiede nel cosiddetto ‘fattore di utilità’, il parametro utilizzato per stimare quale proporzione dei spostamenti di un veicolo ibrido ricaricabile avviene con l’elettricità. L’Unione Europea ha già introdotto una prima correzione nel 2025 e 2026, e prevede un’altra aggiornamento a partire da novembre 2026. Tuttavia, secondo T&E, la Germania sta esercitando pressioni per congelare questo nuovo aggiustamento all’interno delle negoziazioni europee sulla regolamentazione delle emissioni. L’organizzazione stima che mantenere le regole attuali significherebbe continuare a sottostimare le emissioni reali di questi veicoli del 56%.
Pertanto, Transport & Environment chiede che l’Unione Europea mantenga le prossime modifiche e obblighi i produttori a fornire dati più rappresentativi dell’uso reale. L’organizzazione ritiene che aumentare l’autonomia elettrica, migliorare l’efficienza dei motori e ridurre il peso dei veicoli permetterebbe di sviluppare ibridi ricaricabili notevolmente più efficienti. Il suo avvertimento è chiaro: senza cambiamenti nelle regole di omologazione, i consumatori continueranno a prendere decisioni d’acquisto basate su consumi ed emissioni che, in media, si discostano notevolmente da quelli registrati su strada.