Google Maps considera Ceuta e Melilla “territori in disputa” tra Marocco e Spagna: l’UE valuta sanzioni.

21/10/2026 19:00
Aggiornato a
21/10/2026 19:00
Il modo in cui Google Maps rappresenta i confini di Ceuta e Melilla con il Marocco è arrivato al Parlamento Europeo. La Commissione per le petizioni ha deciso di continuare a esaminare un’istanza che chiede di verificare se le linee discontinue utilizzate da Google possano far pensare che queste due città spagnole siano territori in disputa. Il passo successivo sarà analizzare se tale rappresentazione possa entrare in conflitto con gli obblighi delle grandi piattaforme previsti dalla Legge sui servizi digitali. Al momento non è stata ancora applicata alcuna multa né avviato alcun procedimento sanzionatorio contro Google per questa questione.
La questione potrebbe sembrare semplicemente cartografica, ma riguarda una piattaforma utilizzata quotidianamente da milioni di utenti per spostarsi, pianificare itinerari e consultare strade e confini.

E proprio la documentazione di Google spiega il motivo per cui questa rappresentazione ha scatenato polemiche.
Cosa significa una linea discontinua su Google Maps
Google Maps distingue graficamente diversi tipi di frontiere internazionali. Le frontiere ritenute non contese vengono mostrate con una linea continua. Al contrario, Google indica che le frontiere oggetto di disputa vengono rappresentate con linee grigie discontinue, segnalando che i territori coinvolti non concordano sulla posizione esatta del confine.
L’azienda utilizza anche linee tratteggiate per determinati confini provvisori o derivanti da trattati che non considera definitivamente stabiliti.
È proprio questa simbologia che compare sui confini terrestri di Ceuta e Melilla con il Marocco. La richiesta presentata al Parlamento europeo, registrata come 2284/2026, sostiene che tale rappresentazione possa generare una percezione errata sulla situazione giuridica delle due città e sui confini esterni dell’Unione Europea.

Non significa che Google verrà multata
Questo è il aspetto più importante. La decisione presa dalla Commissione per le petizioni non equivale all’avvio di un procedimento sanzionatorio contro Google, né implica che Bruxelles abbia concluso che la piattaforma violi la legislazione.
Quello deciso è di continuare a esaminare la petizione per verificare se la questione meriti di essere analizzata alla luce del Regolamento sui Servizi Digitali (DSA).
Il DSA obbliga le piattaforme digitali di grandi dimensioni ad analizzare e ridurre determinati rischi sistemici derivanti dai loro servizi.
Se in seguito la Commissione Europea dovesse rilevare una violazione, la legislazione prevede sanzioni fino al 6% del fatturato annuale mondiale del fornitore interessato. Questo percentuale rappresenta il limite massimo previsto dalla legge e non una multa specificamente proposta per questo caso.

Il dibattito va molto oltre una semplice linea sul mapa
L’iniziativa chiede che Google rappresenti i confini di Ceuta e Melilla tramite linee continue a livello internazionale. Per Google, tuttavia, i confini presenti nei suoi mappe non sono soltanto un elemento visivo: riflettono la sua classificazione delle diverse situazioni politiche e territoriali esistenti in tutto il mondo.
Perciò, un eventuale cambiamento potrebbe avere rilevanza anche al di fuori di questo caso specifico. Determinerebbe fino a che punto le norme europee sulle piattaforme digitali possano influenzare anche il modo in cui i grandi servizi cartografici rappresentano confini e dispute territoriali.
Al momento, non si tratta della notizia che l’Europa intenda multare Google Maps, ma di qualcosa di più preciso: il Parlamento Europeo ha accettato di continuare a esaminare una richiesta che potrebbe costringere Bruxelles a prendere una posizione su eventuali incompatibilità tra tale rappresentazione e gli obblighi digitali di Google nell’UE.