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Tecnologia

General Motors integra materiale di batterie riciclato nei veicoli dei clienti

General Motors integra materiale di batterie riciclato nei veicoli dei clienti

General Motors ha costruito per la prima volta veicoli in serie dotati di celle batteriche il cui materiale attivo della catodo è interamente composto da nichel, cobalto e manganese riciclati. Queste materie prime provengono, tra l’altro, da batterie esaurite di veicoli GM e sono state recuperate e trattate dal partner Cirba Solutions.

Assemblaggio di una batteria con materiale catodico riciclato

Foto: General Motors

General Motors, insieme all’azienda di riciclo Cirba Solutions e ad altri partner, ha completato un progetto pilota per un ciclo di riciclo chiuso delle batterie dei veicoli elettrici. In questo progetto sono state riciclate le batterie esaurite dei veicoli elettrici prodotti dall’azienda statunitense, tra cui modelli come Cadillac, Chevrolet e GMC; i materiali recuperati sono stati successivamente utilizzati per la produzione di nuove cellule batteriche. La particolarità è che il materiale attivo della catodo (CAM) delle nuove cellule è composto al 100 percento da nichel, cobalto e manganese riciclati. I primi veicoli elettrici dotati di queste batterie hanno già lasciato gli stabilimenti GM: non si tratta soltanto di veicoli sperimentali interni per verifiche, ma di autoveicoli elettrici normali destinati ai clienti.

General Motors utilizza materiale nei veicoli di serie

La produzione delle nuove cellule è stata affidata a Ultium Cells, la joint venture per le batterie di GM e LG Energy Solution. Successivamente, le cellule sono state montate nei stabilimenti GM Factory ZERO e Spring Hill per essere trasformate in moduli e pacchi batteria. Secondo General Motors, tra i primi veicoli dotati di queste cellule riciclate figurano il Cadillac Lyriq, Lyriq-V, Vistiq, Escalade IQ ed Escalade IQL, nonché il Chevrolet Silverado EV Trail Boss e il GMC Sierra EV AT4. GM sottolinea che, nei test, le cellule hanno mostrato prestazioni paragonabili a quelle ottenute con cellule realizzate da materie prime nuove.

Immagine 2: GMC Sierra EV con batteria dotata di materiale catodico riciclato

GM considera questo progetto pilota anche come un test per una fonte di materie prime destinata a crescere in futuro. Secondo l’azienda, i metodi di riciclo attuali permettono di recuperare fino al 95 percento di nichel, cobalto e manganese, nonché fino all’80 percento di litio, a seconda del processo e della chimica delle cellule. Con l’aumento del numero di batterie di auto elettriche esaurite, aumenterà probabilmente anche la quantità di materie prime secondarie. GM adotta un approccio a più fasi: le batterie devono prima essere utilizzate il più a lungo possibile nell’auto, successivamente riutilizzate o impiegate per sistemi di accumulo fissi, e solo alla fine del loro ciclo di vita vengono riciclate. In collaborazione con Redwood Materials, GM intende ad esempio utilizzare circa 10.000 batterie di veicoli elettrici per applicazioni fisse.

Il ciclo chiuso è interessante non solo dal punto di vista della sostenibilità. Nichel, cobalto e altri materiali grezzi per batterie rappresentano tra i principali fattori di costo e rischio nella produzione delle celle. Se vengono recuperati al termine della vita utile di una batteria e reinseriti nella produzione di celle, ciò può ridurre a lungo termine il bisogno di materiali estratti nuovamente e migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento. Per un produttore statunitense come General Motors è inoltre rilevante la creazione di valore a livello regionale: le batterie vengono lavorate in Nord America e i materiali recuperati vengono nuovamente utilizzati nella produzione locale di celle e veicoli.

Porsche segue un approccio simile

Una sperimentazione molto simile è stata presentata la scorsa settimana da Porsche in collaborazione con l’azienda di riciclo di Aquisgrana Cylib. Anche in quel caso sono state prodotte per la prima volta celle batteriche il cui materiale attivo della catodo è composto al 100 percento da materiali riciclati. A differenza di GM, l’approccio di Porsche include, oltre a nichel, cobalto e manganese, anche litio; i materiali provengono da batterie ad alta tensione ormai obsolete dei propri veicoli Porsche. Tuttavia, Porsche testa per il momento queste celle soltanto su veicoli sperimentali, poiché la loro integrazione nei veicoli dei clienti non è ancora avvenuta.

La differenza fondamentale risiede quindi nel grado di maturità dei due progetti: Porsche si trova ancora nella fase di sperimentazione con le cellule riciclabili e intende utilizzare le conoscenze acquisite come base per un possibile impiego futuro in batterie di serie. Presso General Motors, invece, le cellule riciclabili sono già state integrate nei pacchi batteria delle auto elettriche che lasciano lo stabilimento per essere consegnate ai clienti. Anche Porsche vuole, a lungo termine, chiudere il ciclo fino alla produzione di serie: le vecchie batterie provenienti dai centri Porsche in Germania a partire da maggio 2026 verranno riciclate insieme a Cylib; i materiali ottenuti dovrebbero essere disponibili a partire dal 2028 per nuove cellule batteria.