GAC vuole aumentare la produzione in Europa. In Francia prevede 12 modelli entro il 2030.

L’azienda statale cinese GAC ha iniziato a vendere l’Aion V e l’Aion UT in Francia, con l’intenzione di introdurre fino al 2030 altri 12 modelli elettrici e ibridi in quel paese. Il marchio sta valutando anche di aumentare le capacità produttive in Europa, utilizzando attualmente lo stabilimento Magna Steyr a Graz, in Austria.
GAC è già presente, tra gli altri, in Polonia, Regno Unito, Finlandia, Grecia, Spagna e Portogallo. Tuttavia, la Francia dovrebbe essere uno dei mercati in cui l’azienda non vuole limitarsi a pochi modelli importati.
L’Aion V e l’UT vengono assemblati in Austria
L’Aion V è un SUV elettrico, mentre l’Aion UT è un hatchback compatto. Entrambi i modelli vengono assemblati a Graz secondo il metodo CKD, ovvero con componenti e parti inviate dalla Cina per l’assemblaggio finale in Europa.
Non si tratta di una produzione interamente locale con una catena di approvvigionamento europea. Le carrozzerie, le batterie e la maggior parte dei componenti vengono ancora prodotti in Cina, mentre l’Austria si occupa della fase finale. Tuttavia, un modello del genere potrebbe cambiare il modo in cui vengono calcolate le tariffe doganali dell’Unione sugli auto elettriche provenienti dalla Cina, a seconda della reale quota di valore aggiunto locale e della classificazione doganale dell’auto.
Xpeng già beneficia di un’esperienza simile a quella di Magna, avendo affidato alla fabbrica di Graz il montaggio dei modelli G6 e G9. Per i marchi cinesi si tratta di un percorso rapido per essere presenti in Europa, senza dover costruire da zero una fabbrica che costerebbe diversi miliardi di euro.
Cedric Lacour, vicepresidente esecutivo di GAC France, ha detto a Reuters che l’azienda intende rimanere in Europa a lungo, e questo “significa automaticamente la necessità di disporre di capacità produttive”. GAC sta valutando una collaborazione ulteriore con Magna, ma non esclude altri partner.
200 rivenditori in Francia in quattro anni
Nel frattempo GAC sta costruendo la propria rete di vendita in Francia. Il piano prevede 200 concessionari entro quattro anni, di cui 50 dovrebbero aprire già quest’anno. È un ritmo ambizioso, soprattutto per un marchio che fa il suo debutto appena oltre la Senna.
A titolo di confronto, BYD opera in Francia dal 2024 e secondo Automobile Magazine punta a raggiungere 250 punti di vendita entro la fine dell’anno prossimo. Quindi GAC non parte per primo, ma cerca di recuperare terreno grazie al numero di modelli e alla rete di rivenditori.
L’azienda dispone inoltre di un centro europeo per la ricerca e lo sviluppo a Milano. Nella prima metà dell’anno le esportazioni di GAC sono aumentate del 35,69% su base annua, raggiungendo i 346.000 veicoli. La crescita è stata trainata principalmente dagli Stati Uniti e dal Sud-est asiatico, sebbene in Grecia il marchio abbia occupato il secondo posto tra i produttori cinesi di veicoli elettrici.
Per il cliente polacco ciò che interessa di più non è tanto il piano francese per i centri servizio, quanto piuttosto la possibilità che l’assemblaggio in Europa porti a una migliore disponibilità dei pezzi e a prezzi più ragionevoli per gli Aion. Per ora GAC sta creando soltanto basi operative, non una fabbrica europea a tutti gli effetti. Saranno sufficienti i 12 modelli per farsi strada tra BYD, MG e Xpeng?
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