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Furgoni elettrici, calo dopo picco estivo. Unrae: «Aiuti per colonnine fast»

Furgoni elettrici, calo dopo picco estivo. Unrae: «Aiuti per colonnine fast»

Sui furgoni elettrici si affievolisce l’effetto degli incentivi, condivisi con i veicoli endotermici. Dopo il picco del 7% registrato ad agosto, a settembre la quota di mercato delle immatricolazioni si è fermata al 5,3%. Un dato in lieve flessione anche rispetto al settembre 2025, quando aveva raggiunto il 5,7%. Per sostenere la transizione servono strumenti strutturali: il fondo automotive prevede incentivi fino al 2030. Sul fronte della ricarica, Unrae, per voce del presidente Roberto Pietrantonio, chiede ancora una pianificazione nazionale delle infrastrutture, una riduzione del costo dell’energia e l’introduzione di un credito d’imposta del 50% per gli investimenti privati in colonnine ad alta potenza, superiori a 70 kW.

Un mercato in discesa, non solo l’elettrico

I dati di Unrae dicono che dopo la parentesi estiva caratterizzata dalla flessione di luglio e dal recupero di agosto legato all’avvio degli incentivi, il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri torna a contrarsi a settembre. Le immatricolazioni si fermano a 15.737 unità, in calo del 6,9% rispetto alle 16.899 unità registrate nello stesso periodo del 2025. La quota dei veicoli commerciali elettrici si posiziona al 5,3%, in lieve flessione rispetto al 5,7% di settembre 2025 e su quote più ordinarie dopo il picco del 7% toccato ad agosto con gli incentivi.

«Il dato generale del mercato di settembre e la penetrazione delle alimentazioni a zero emissioni non sembrano influenzati dagli incentivi, i cui effetti residui dovrebbero spalmarsi sul mercato dei prossimi mesi. Si conferma ancora una volta come misure una tantum a rapido esaurimento non siano sufficienti a imprimere una traiettoria di crescita stabile». Parole di Roberto Pietrantonio, Presidente di Unrae.

Per dar decollare l’elettrico servono credito d’imposta sulle colonnine fast ed energia a buon mercato

«Sul fronte nazionale, lo sviluppo della transizione energetica per il trasporto merci richiede condizioni abilitanti concrete: serve estendere ai veicoli leggeri la pianificazione infrastrutturale dedicata già prevista per i pesanti, ridurre il costo dell’energia per la ricarica e introdurre un credito d’imposta al 50% per gli investimenti privati in colonnine ad alta potenza (oltre i 70 kW) nel triennio 2027–29».

furgoni

Questa la ricetta del presidente. Ricordiamo anche la possibilità di accesso ai centri storici che sta subendo una frenata, come dimostra il caso di Roma, eppure nei Paesi Bassi le zone a emissioni zero hanno fatto decollare la logistica a batteria.

Nei nove mesi il plugin cresce del 2,1%, l’ibrido al 13,1 e l’elettrico scende dello 0,6%

Sul fronte delle motorizzazioni, in settembre il diesel flette in volume, scendendo al 75,2% di quota (-5,4 p.p., al 77,7% nel cumulato). Il motore a benzina continua a retrocedere, perdendo 0,4 punti di quota, al 3,5% nel mese e al 3,6% nei 9 mesi. Il Gpl si ferma all’1,2% nel mese e al 2% nel cumulato, i veicoli plug-in salgono all’1,6% di share in settembre e al 2,1% in gennaio-settembre. I veicoli BEV nel mese di settembre scendono al 5,3% (-0,4 p.p.) e al 3,9% nel cumulato, con un calo di 0,6 punti dal 4,5% di un anno fa, mentre i veicoli ibridi nel mese raddoppiano la quota e coprono il 13,1% del totale (10,8% in gennaio-settembre, +3 p.p.).

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