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Francia e Germania vogliono una riduzione del 80% dei CO2. Più motori a combustione interna dopo il 2035

Francia e Germania vogliono una riduzione del 80% dei CO2. Più motori a combustione interna dopo il 2035

Emmanuel Macron e Friedrich Merz avrebbero dovuto concordare una posizione comune il 7 ottobre 2026 prima dei voti sul pacchetto automobilistico dell’Unione Europea. La Francia sosterrà limiti più blandi per le emissioni di CO2, mentre la Germania accetterà requisiti più severi per i veicoli “Made in Europe”.

Alla fine del 2025 la Commissione Europea ha proposto che, a partire dal 2035, i produttori riducano le emissioni medie dei nuovi veicoli del 90% rispetto al 2021, invece di portarle a zero. Ciò corrisponderebbe a un limite di 11 g di CO2/km. Secondo le ipotesi della Commissione, dopo il 2035 i motori a combustione interna potrebbero comunque rappresentare dal 27 al 29% dei nuovi veicoli, inclusi quelli ibridi plug-in e quelli con range extender.

Parigi cede sulla questione CO2, Berlino su quella della produzione

L’accordo dovrebbe prevedere anche un obiettivo per il 2030, ovvero una riduzione del 55% rispetto al 2021. La Commissione aveva proposto di valutarlo su un periodo triennale, ma Macron e Merz desiderano cinque anni, dal 2028 al 2032. In questo modo il produttore potrebbe recuperare le emissioni eccedenti negli anni successivi e evitare una sanzione immediata.

Il prezzo dell’approvazione francese è il sostegno di Berlino a regole più severe per i prodotti “Made in Europe” nell’Industrial Accelerator Act. In precedenza la Germania voleva includere anche la produzione in Turchia, Vietnam e Marocco. La Francia insiste su una definizione più stretta di origine europea, sebbene sia possibile un’eccezione per il Regno Unito.

Il Parlamento europeo ha posticipato la votazione

Al pacchetto è stato aggiunto anche 1,5 miliardi di euro per l’iniziativa Battery Booster e modifiche amministrative che, secondo la Commissione, dovrebbero portare alle aziende un risparmio annuo di 706 milioni di euro. Maggiore flessibilità dovrebbero ottenere anche i produttori di camion.

L’accordo tra Macron e Merz non è ancora stato formalmente confermato e i dettagli rimangono oggetto di negoziazioni. La Commissione continua a sostenere che “il futuro è elettrico”. Tuttavia, con un obiettivo ridotto dal 100% al 90%, e forse addirittura all’80%, il percorso verso questo futuro potrebbe comunque prevedere l’uso di molti più veicoli a combustione.

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Fonte: LovEV.pl