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EVP, S&D e Renew vogliono obiettivi volontari per i veicoli elettrici nelle flotte aziendali a partire dal 2030.

EVP, S&D e Renew vogliono obiettivi volontari per i veicoli elettrici nelle flotte aziendali a partire dal 2030.

I tre maggiori gruppi di centro al Parlamento europeo, ovvero i conservatori (EVP), i socialdemocratici (S&D) e i liberali (Renew), hanno concordato una posizione comune. Secondo l’Automobilwoche, gli Stati membri non riceveranno quote obbligatorie per auto elettriche destinate a grandi flotte aziendali. La Commissione europea le ha incluse nell’Auto Package, mentre il Parlamento le sta ora trasformando in obiettivi senza sanzioni.

Jens Gieseke dell’EVP, presidente della commissione per i trasporti, ha dichiarato al giornale: “Per le flotte aziendali abbiamo trovato, insieme ad altri gruppi, un buon compromesso che protegge gli operatori di flotta da oneri eccessivi”.

Dall’obbligo rimane solo la dichiarazione

Alla fine del 2025 la Commissione ha proposto che, a partire dal 2030, ogni Stato abbia un proprio obiettivo di elettrificazione dei veicoli aziendali, diverso per ciascun paese. La motivazione ufficiale era quella di sostenere l’introduzione di auto a zero o basse emissioni nelle grandi aziende. Come modello è stato preso il sistema fiscale belga sui veicoli aziendali, che ha notevolmente stimolato lì le vendite di auto elettriche.

Dopo un compromesso, gli “obiettivi vincolanti” dovrebbero diventare “obiettivi aspirazionali”. L’Automobilwoche afferma chiaramente che gli obiettivi rimangono volontari e che i paesi non subiranno sanzioni per il loro mancato raggiungimento. La Belgio ha quindi fornito un esempio concreto, mentre il Parlamento ne prende soltanto lo slogan.

CO2 nel 2035: il 95% invece del 100%.

Lo stesso accordo riguarda i limiti di CO2 per le flotte dei produttori. La piattaforma centrale propone che, entro il 2035, le nuove auto debbano ridurre le emissioni del 95% rispetto al 2021, e non del 100%.

C’è anche una deroga. Il produttore può ottenere un ulteriore sconto del 7,5 punti percentuali se utilizza acciaio europeo a bassa emissione. In tal caso l’obiettivo scenderebbe al 87,5% nel 2035. Secondo tre gruppi, ciò lascerebbe spazio per registrare nuove auto a combustione e ibride anche dopo il 2035.

Cosa succederà d’ora in poi

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