Secondo Kempower, le stazioni di ricarica per auto elettriche con più prese vengono utilizzate più spesso.


Secondo nuovi dati nordamericani forniti da Kempower, per quanto riguarda la ricarica pubblica delle auto elettriche, il numero maggiore di prese può rivelarsi molto più importante dei valori elevati di potenza.
Il produttore finlandese di caricabatterie per auto elettriche ha analizzato i punti di ricarica pubblici collegati al suo software cloud ChargEye e ha scoperto che il numero di prese presenta un rapporto con l’utilizzo del sito circa tre volte superiore rispetto alla potenza totale installata per la ricarica.
In parole povere, fornire ai conducenti di auto elettriche più possibilità di collegarsi sembra essere più utile che installare meno caricabatterie dotate però di una potenza elevatissima.
Kempower ha riscontrato una correlazione di 0,63 tra il numero di prese elettriche e l’utilizzo dell’infrastruttura, rispetto a soli 0,228 tra la potenza installata e l’utilizzo effettivo. Nel proprio dataset, le stazioni dotate di otto prese producevano più del doppio di energia rispetto a quelle con quattro prese: 128.342 kWh contro 61.453 kWh.
Questo non significa che la velocità di ricarica non sia importante. Significa semplicemente che installare una grande quantità di potenza che rimane inutilizzata non attirerà automaticamente più automobilisti né aumenterà le vendite di elettricità.
“La ricarica pubblica sta diventando sempre di più una sfida legata all’utilizzo delle infrastrutture, e non soltanto una questione di distribuzione della potenza”, ha affermato Jed Routh, vicepresidente per mercati e prodotti di Kempower North America. “I nostri dati ChargEye dimostrano che consentire a più veicoli di accedere alla ricarica e distribuire dinamicamente la potenza disponibile può aiutare gli operatori a ottenere il massimo dal loro sistema di ricarica.”
Perché condividere l’energia può funzionare meglio
La soluzione di ricarica distribuita di Kempower collega più prese a un’unica unità energetica centrale. Il software successivamente distribuisce l’energia disponibile tra i veicoli a intervalli di 25 kW, in base a quanto ciascun veicolo elettrico può assorbire in tempo reale.
Ad esempio, se la curva di ricarica di un veicolo elettrico scende da 250 kW a 100 kW, il sistema può inviare quella capacità non utilizzata a un altro veicolo invece di lasciarla inutilizzata. Quando c’è abbastanza capacità disponibile, un veicolo può ricevere fino a 320 kW.
Kempower afferma che le stazioni di ricarica pubbliche presenti nei suoi dati, che utilizzano la ricarica distribuita, presentano un tasso di utilizzo in media del 83% superiore rispetto alle stazioni dotate di dispositivi a potenza fissa. La sua analisi indica che circa 100 kW di energia disponibile per presa rappresentano il valore ottimale quando tutti i connettori sono occupati.
Per gli operatori di ricarica, ciò potrebbe significare l’aggiunta di più prese senza dover investire in una capacità della rete sufficiente per garantire la massima velocità dichiarata di ciascuna presa contemporaneamente. Più autoveicoli possono collegarsi, e il sistema distribuisce l’energia disponibile in base alle esigenze effettive dei veicoli.
Tuttavia, c’è un importante caveat: il white paper di Kempower non rivela quante sedi abbia studiato, la durata del periodo di osservazione, come abbia calcolato l’utilizzo, né se abbia tenuto conto di variabili come posizione, traffico, età della sede, prezzi e affidabilità. I risultati mostrano una correlazione – ma non dimostrano che l’aggiunta di prese da sola renda una stazione di ricarica più trafficata.
Tuttavia, i risultati hanno senso pratico. Una stazione di ricarica non ha bisogno di una potenza sufficiente affinché ogni veicolo elettrico possa raggiungere il proprio tasso massimo contemporaneamente, poiché i veicoli elettrici non mantengono tale tasso per tutta la durata della sessione di ricarica. Distribuire la potenza disponibile su più prese potrebbe permettere agli operatori di servire più automobilisti senza dover installare una connessione alla rete eccessivamente grande e costosa.