Le multinazionali europee non sono affatto deboli quando si tratta di elettrificazione. Al livello di Chery e Chang'an. Il Giappone è all’ultimo posto.

Se si considera la quota delle vendite di automobili elettriche nel bilancio complessivo delle aziende, nel 2025 i gruppi europei non erano affatto i più indietro al mondo. In media, stiamo meglio del Nord America senza Tesla e più o meno allo stesso livello di Chery e Chang’an in Cina. Alcune aziende cinesi sono molto avanti, mentre all’ultimo posto si trovano i giapponesi. Anche Nissan, un tempo leader nell’e-mobilità, oggi è in una posizione peggiore rispetto a Ford.
Automobili elettriche tra le auto nuove, i più grandi gruppi mondiali [scala logaritmica]
La classifica è stata preparata da Marco Moller della società Pionix e pubblicata su LinkedIn. Riguarda la quota di veicoli completamente elettrici tra tutti i tipi di propulsori nelle venti maggiori aziende automobilistiche mondiali, secondo le statistiche dell’anno 2025. Vale la pena prestare attenzione alla scala a sinistra per rendersi conto che Geely è più di tre volte superiore al Gruppo Volkswagen, mentre BYD è più di cinque volte superiore a Mercedes. In questa classifica il leader è Tesla, che vende esclusivamente automobili elettriche:
La classifica indica due aziende cinesi che sembrano essere leader anche al di fuori della Cina, ovvero BYD (50%) e Geely (37%). Piuttosto inaspettatamente, vicino a BYD si colloca anche il joint-venture General Motors-SAIC-Wuling (55%), che vende veicoli elettrici di piccole dimensioni – ma bisogna ricordare che alcuni di essi in Europa verrebbero classificati come microauto, cioè veicoli non tradizionali. Il metodo di produzione comporta un livello di sicurezza inferiore, ma permette una notevole riduzione dei prezzi rispetto alle auto normali.

Le Wuling Mini che escono dalla linea di produzione (c) Wuling
Tra i gruppi europei, BMW è in una posizione migliore (18%), mentre il Gruppo Volkswagen (11%) è praticamente alla pari con Chery (12%) e Changan (12%). Tutte e tre le aziende menzionate si basano principalmente sulla vendita di modelli a combustione interna, con l’elettrico che rappresenta appena 1/8-1/9 del volume delle vendite. È sorprendente il fatto che sia Chery che Changan abbiano sviluppato una serie di nuove marche destinate a essere interamente elettriche (ad esempio Avatr). La conclusione potenziale è che i marchi tradizionali hanno ovunque difficoltà a convincere i propri clienti ad acquistare auto elettriche, visto che quelle a combustione interna continuano a funzionare bene.

Il concept Avatr T09 L: proprio questo sarà un ibrido plug-in (EREV).
Hyundai (6,9 percento) si classifica piuttosto male, nonostante l’ampia gamma di modelli offerti da Hyundai e Kia. Dietro di esso si trovano le vecchie marche americane (GM 6 percento, Ford 5 percento) e Stellantis (5,9 percento). In coda alla classifica c’è la cinese Great Wall Motor (marche GWM, Ora, Haval, Wey; 4 percento), seguita da Nissan (3,8 percento). Due volte più indietro si trovano Toyota (1,9 percento) e Honda (1,8 percento), seguite da Mazda (1,5 percento), che inoltre utilizza i prodotti di Changan (Deepal). Suzuki registra esattamente lo 0 percento.

Note della redazione di Elektrowozu: se osserviamo la media delle vendite di treni elettrici nelle aziende europee (~9-10 percento) e in Europa nel 2025 (19,5 percento), noteremo che i due valori differiscono di circa il 100 percento. In altre parole, è emerso un mercato completamente nuovo e le aziende del Vecchio Continente hanno permesso a qualcuno di conquistarne una parte significativa.
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