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L’Europa si trova di fronte a un problema inaspettato: mancano le batterie per tutti questi veicoli elettrici.

L’Europa si trova di fronte a un problema inaspettato: mancano le batterie per tutti questi veicoli elettrici.

L’aumento delle richieste di auto elettriche sta sovraccaricando alcune marche, mentre altre sono costrette ad allungare i tempi di consegna di diversi mesi, una situazione che mette sotto pressione i fornitori di componenti come le batterie. Stellantis è una delle aziende più colpite e prevede di fermare temporaneamente due fabbriche francesi, mentre la produzione europea di batterie cerca di raggiungere il ritmo necessario affinché le marche possano soddisfare le esigenze dei clienti.

Per anni abbiamo sentito dire che la grande sfida dell’auto elettrica fosse convincere i consumatori. Offrire modelli attraenti, adeguare i prezzi e rendere più semplice il passaggio a questo tipo di veicoli. Ma in Francia, alcuni produttori stanno affrontando un’altra difficoltà: gestire le richieste senza che l’attesa esaurisca la pazienza del cliente.

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Un servizio del canale francese TF1 mostra il caso di Stéphanie, un’acquirente che ha appena ritirato l’auto ordinata a maggio. Cinque mesi tra la richiesta e la consegna. La sua esperienza illustra le tensioni causate dall’aumento della domanda per determinate marche e versioni.

In un concessionario Stellantis a Rouen, il suo responsabile, Jean-Charles Beinier, spiega che le auto elettriche rappresentano ormai quasi la metà delle vendite di automobili nuove e circa un terzo delle operazioni su veicoli usati. Si tratta di cifre relative a quell’azienda, non all’intero mercato francese, ma riflettono il cambiamento che si osserva sul campo.

Il reportage collega questo interesse all’aumento dei prezzi dei carburanti, che spinge sempre più automobilisti a cercare alternative. Menziona inoltre tempi di attesa compresi tra tre e cinque mesi per ordinare uno dei modelli Tesla più venduti in Francia, senza specificare la versione esatta né indicare che tale periodo possa essere esteso a tutta la gamma.

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La conseguenza più evidente si manifesta nelle fabbriche. Secondo le informazioni pubblicate da TF1, Stellantis prevede di sospendere per una settimana a ottobre l’attività delle sue sedi di Sochaux e Rennes. Il motivo addotto è la mancanza di batterie per mantenere la produzione al ritmo necessario. TF1 Info

Una parte di questo approvvigionamento dipende da ACC, la cui fabbrica di Douvrin, nel nord della Francia, sta ancora aumentando la propria capacità produttiva. L’azienda ammette di non produrre abbastanza batterie, soprattutto quelle destinate alle versioni con maggiore autonomia. Avere una fabbrica in funzione non significa necessariamente che sia possibile raggiungere immediatamente il volume richiesto dai clienti.

Matthieu Hubert, segretario generale di ACC, spiega nel reportage che l’azienda sta imparando a padroneggiare sia la chimica che il processo di produzione. La sua priorità è aumentare la produzione nel modo più rapido ed efficace possibile. Un compito che ora ha conseguenze dirette sulle catene di montaggio e sui tempi di consegna.

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Questo obbliga a precisare l’entità del problema. Quello descritto da TF1 è una difficoltà nel reperire determinate batterie europee nelle quantità necessarie. Non dimostra una carenza generale di batterie in tutto il mercato, né che tutti i produttori siano soggetti alle stesse restrizioni.

Scegliere fornitori cinesi con maggiore esperienza potrebbe sembrare una soluzione ovvia. Tuttavia, l’origine della batteria influisce anche sull’attrattiva commerciale dell’auto. Il reportage spiega che i maggiori sussidi francesi favoriscono la combinazione di assemblaggio europeo e batteria prodotta in Europa, perciò cambiare fornitore può influire sul prezzo finale per l’acquirente.

François Provost, amministratore delegato di Renault, riconosce questa difficoltà durante il Salone di Parigi. Secondo le sue dichiarazioni a TF1, la sfida consiste nel reperire batterie europee in quantità sufficienti affinché i clienti possano beneficiare di tali incentivi. La capacità di assemblare automobili perde di significato se il componente necessario per venderle nelle condizioni più competitive non arriva in tempo.

Secondo il reportage, gli aiuti possono superare i 9.000 euro per le famiglie a basso reddito qualora siano soddisfatte le condizioni richieste. Tra queste rientrano aspetti come i costi di affitto, ma anche l’origine della batteria.

Il caso francese evidenzia una delle difficoltà legate allo sviluppo di un’industria batterie propria: è necessario coordinare la sua crescita con il lancio delle auto e con le politiche che incentivano l’acquisto di tali veicoli. Se le richieste aumentano prima che le fabbriche raggiungano il ritmo previsto, la pressione finisce per gravare sui rivenditori.

Un progetto a lungo termine che anni fa avrebbe dovuto essere a un livello superiore, e che ora sta causando la perdita di migliaia di potenziali vendite a favore di marchi con maggiore capacità produttiva, come quelli cinesi.