L’Europa inaugura il suo primo grande deposito di CO2 sott’acqua: potrà immagazzinare fino a 8.000.000 di tonnellate all’anno

25/09/2026 16:00
Aggiornato a
25/09/2026 16:00
L’Europa ha appena messo in funzione un’infrastruttura per la quale si stava lavorando da anni. Il progetto Greensand, guidato da INEOS Energy insieme a Harbour Energy e al fondo statale danese Nordsøfonden, ha avviato la fase commerciale nel Mare del Nord, diventando il primo impianto di stoccaggio permanente su larga scala di CO2 nell’Unione Europea.
L’impianto si trova nell’ex giacimento petrolifero Nini West, a circa 250 chilometri dalla costa della Danimarca e a circa 1.800 metri sotto il fondale marino. Nella sua prima fase potrà stoccare fino a 400.000 tonnellate di CO2 all’anno, sebbene il progetto sia stato progettato per raggiungere una capacità potenziale compresa tra 4 e 8 milioni di tonnellate all’anno.

Il CO2 viaggia su strada e in nave prima di essere sepolto
Il funzionamento di Greensand inizia lontano dal mare. In questa prima fase, il CO2 proviene principalmente da impianti danesi di biometano. Lì viene catturato e liquefatto prima di essere trasportato su strada fino a una piattaforma specifica nel porto di Esbjerg.
Da lì, il CO2 viene caricato sul Carbon Destroyer 1, presentato da INEOS come la prima nave dell’UE costruita appositamente per trasportare CO2. La nave conduce il gas liquefatto fino alla piattaforma offshore, da dove viene iniettato nelle formazioni geologiche dell’antico giacimento Nini West per essere immagazzinato in modo permanente.
La cerimonia ufficiale di inaugurazione ha visto la presenza del re Federico X di Danimarca, del presidente di INEOS, Jim Ratcliffe, e del commissario europeo per l’Energia, Dan Jørgensen. Per l’azienda, l’avvio delle operazioni segna il passaggio da anni di prove e pianificazione a una catena commerciale completa per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio del CO2.

Ratcliffe ha sostenuto durante l’inaugurazione che l’Europa deve ridurre le emissioni senza dover abbandonare la propria industria. Secondo il presidente di INEOS, Greensand dimostra che lo stoccaggio del carbonio può già funzionare come attività commerciale e non soltanto come progetto sperimentale.
Da 400.000 a 8 milioni di tonnellate di CO2
La scala iniziale è relativamente contenuta rispetto alle emissioni totali europee, ma la chiave sta nella capacità di crescita. Greensand parte con un volume massimo di 400.000 tonnellate all’anno, sebbene INEOS intenda aumentare questa cifra fino a 4-8 milioni di tonnellate annue man mano che cresce la domanda e si aggiungono nuovi clienti industriali.
Il progetto si basa inoltre su un’esperienza pregressa. Nel marzo 2023, Greensand ha effettuato ciò che i suoi promotori hanno definito la prima iniezione transfrontaliera di CO2 al largo del mondo, dimostrando l’intera catena, dalla cattura fino allo stoccaggio sottomarino. Quella fase pilota ha costituito la base per l’impianto commerciale che ora entra in funzione.

La Commissione Europea considera il deposito geologico del carbonio uno degli strumenti necessari per ridurre le emissioni di settori difficili da elettrificare, come il cemento, l’acciaio o determinati processi chimici. La stessa Commissione stima che l’UE avrà bisogno di circa 250 milioni di tonnellate all’anno di capacità di stoccaggio entro il 2040 per raggiungere i propri obiettivi climatici.
Greensand non sarà quindi una soluzione unica, bensì uno dei primi elementi di un’infrastruttura europea che deve ancora svilupparsi notevolmente. Parallelamente esistono progetti simili in Norvegia, Paesi Bassi, Grecia e Regno Unito, sebbene la struttura danese sia la prima nell’UE ad entrare in funzione su larga scala a scopo commerciale.