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Parlamento UE: Anche la Commissione per l’ambiente vota a favore di una riduzione delle regole sul CO2

Parlamento UE: Anche la Commissione per l’ambiente vota a favore di una riduzione delle regole sul CO2

Nel Parlamento europeo, dopo la Commissione per l’industria e i trasporti, anche la Commissione per l’ambiente ha votato a favore di un allentamento delle restrizioni sui motori a combustione interna. Si prevede che il Parlamento europeo nel suo insieme prenderà una decisione a dicembre. I voti precedenti vengono considerati un importante punto di riferimento.

Immagine: Florian Treiß

Nel Parlamento europeo tre commissioni importanti hanno già votato su una parte centrale del pacchetto automobilistico (in particolare su una cosiddetta bozza di regolamento); a metà di questa settimana ha votato anche la Commissione per l’ambiente. Il risultato: la maggioranza è a favore di un allentamento delle norme sul CO2 per automobili e furgoni, su cui a ottobre si era raggiunta un’intesa interna all’interno della cosiddetta piattaforma di centro. Anche la votazione precedente nella Commissione per l’industria e i trasporti è andata nello stesso modo.

Nel Parlamento europeo si delinea sempre più chiaramente una decisione su questo aspetto importante del pacchetto automobilistico, attraverso la quale si intende allentare la restrizione di fatto prevista per il 2035 riguardo all’uso di nuovi veicoli a combustione interna nell’UE. Le tre fazioni della cosiddetta piattaforma di centro si erano accordate su una posizione circa tre settimane fa. Le votazioni successive nelle commissioni, avvenute il 22 ottobre presso la Commissione per l’industria e i trasporti e il 4 novembre presso la Commissione per l’ambiente, rappresentano ora i primi risultati concreti di questa ricerca di un consenso interno, dopo che i tentativi di definire le posizioni negoziali interne erano trapelati più volte in precedenza.

Le regole sul CO2 dovrebbero essere allentate anche per i furgoni

Nello specifico, mercoledì la commissione per l’ambiente ha approvato all’unanimità una proposta elaborata in precedenza dai negoziatori del partito conservatore EVP, del partito socialdemocratico S&D e del gruppo liberale Renew Europe dopo intense trattative. Per quanto riguarda i limiti di emissione di CO2 per le flotte, questo progetto prevede che i produttori riducano le emissioni di CO2 dei loro veicoli nuovi entro il 2035 soltanto del 95 percento anziché del 100 percento (rispetto al 2021), ma possano abbassarle di ulteriori 7,5 punti percentuali se installano nei loro veicoli acciaio prodotto in Europa in modo ecologico come compensazione. In caso di necessità, quindi, secondo questo progetto l’obiettivo di riduzione potrebbe scendere all’87,5 percento entro il 2035.

Per i veicoli commerciali, i deputati delle tre fazioni menzionate propongono un obiettivo di riduzione del 35 percento entro il 2030, rispetto al 40 percento previsto nel testo di proposta della Commissione e al 50 percento stabilito dalle normative attuali. Secondo l’intenzione della piattaforma di centro, l’obiettivo per il 2035 dovrebbe scendere dal 100 al 80 percento (anche in questo caso sarebbe previsto un credito fino a 7,5 punti percentuali per l’acciaio a basso contenuto di CO2). Pertanto, secondo le tre fazioni, anche dopo il 2035 dovrebbe rimanere spazio per ulteriori immatricolazioni di veicoli a combustione interna e ibridi nei settore delle auto e dei veicoli commerciali.

Per quanto riguarda il periodo fino al 2035, la maggioranza dei membri della commissione per l’ambiente è inoltre favorevole al fatto che anche nel periodo successivo all’entrata in vigore della modifica, fino alla fine del 2034, possano essere applicati crediti per l’acciaio a basso contenuto di CO2. Si tratta di un importo massimo di tre punti percentuali.

48 voti a favore, 30 contrari e due astenuti

Secondo una comunicazione del Parlamento europeo, questa proposta ha ottenuto 48 voti a favore, 30 contrari e due astenuti durante la votazione nella Commissione per l’ambiente. Il progetto di regolamento – parte del pacchetto più ampio sulle automobili – è stato quindi approvato. In precedenza, nella Commissione per l’industria si erano registrati 49 voti a favore, 27 contrari e cinque astenuti. Nella Commissione per i trasporti, secondo il verbale, ci sono stati 27 voti a favore, 18 contrari e un astenuto. Secondo il “Handelsblatt”, nella Commissione per l’industria tutti i deputati del gruppo EVP, S&D e Renew hanno votato a favore di questa proposta, il che indica una forte unità di intenti. Per le altre due commissioni non esistono prove a riguardo. In ogni caso, tutto dipenderà dalla votazione decisiva in plenario, prevista per dicembre.

Il deputato italiano dell’EVP Massimiliano Salini commenta la recente votazione come segue: “La nostra decisione rappresenta un punto di svolta per l’industria automobilistica europea. La messa in commercio di veicoli a motore a combustione senza obblighi di compensazione rimarrebbe possibile, garantendo così la libertà tecnologica e ripristinando le prospettive per l’intera catena di approvvigionamento.” Infatti: “La decarbonizzazione non significa imporre una sola tecnologia – riconosciamo anche veicoli privi di emissioni che funzionano esclusivamente con carburanti rinnovabili conformi alla direttiva sulle energie rinnovabili, analogamente ai veicoli elettrici.” Inoltre, l’acciaio a basso contenuto di CO2 prodotto in Europa potrebbe essere utilizzato immediatamente, il che premia la produzione europea e rafforza l’autonomia strategica dell’Unione.

La bozza iniziale della Commissione UE andava oltre

Per contestualizzare: alla fine del 2025 la Commissione UE ha accolto le preoccupazioni dell’industria automobilistica con il suo “pacchetto automobilistico”, secondo cui il mantenimento del divieto de facto sui veicoli a combustione interna per le nuove auto a partire dal 2035 avrebbe aggravato la crisi del settore. Questa iniziativa è stata presa anche sotto pressione da parte della Germania. Nella proposta della Commissione è stato fissato come nuovo obiettivo per le emissioni di CO2 una riduzione del 90 percento rispetto al 2021, il che corrisponde a un livello di emissioni di 11 grammi per chilometro, invece di zero grammi. Nella sua bozza, la Commissione non ha più indicato una data per l’obiettivo del 100 percento.

Importante: Bruxelles insiste nel proprio progetto affinché i restanti dieci percento vengano completamente compensati attraverso l’uso di acciaio verde e carburanti meno inquinanti. Il compromesso della piattaforma di centro menziona anch’esso l’acciaio verde come strumento di compensazione, ma non va oltre la richiesta di una compensazione totale fino al 100 percento.

Di recente, come è noto, anche il Cancelliere federale Friedrich Merz e il Presidente francese Emmanuel Macron hanno raggiunto un accordo su una posizione comune riguardo all’abbandono dei motori a combustione interna. In tale accordo si parla di una riduzione del 90% delle emissioni di CO2 entro il 2035 – senza compensazioni. Questo compromesso tra Germania e Francia è considerato dal “Spiegel” “pilastro per la decisione del Consiglio degli Stati membri dell’UE”. Il Consiglio deve votare a seguito del voto del Parlamento; modifiche sono sempre possibili in questa fase decisionale.

Si avvicina la votazione al Parlamento europeo e al Consiglio

Ricordiamo: all’inizio di ottobre il Comitato per i trasporti del Parlamento europeo aveva posticipato la sua votazione sul “pacchetto automobilistico” di due settimane e mezza. Questa votazione avrebbe dovuto tenersi il 5 ottobre. Già in quel momento fu indicato come motivo il fatto che la piattaforma di centro avesse bisogno di più tempo per raggiungere un accordo.

Per far approvare il pacchetto, dunque, è necessario innanzitutto il consenso del Parlamento europeo (dove il gruppo EVP è il più grande), seguito poi dai paesi membri nel Consiglio dell’UE. Nel Parlamento europeo basta una semplice maggioranza, mentre nel Consiglio dell’UE è richiesta una cosiddetta “maggioranza qualificata”. Sarebbe quindi necessario il consenso di almeno 15 paesi che insieme rappresentino almeno il 65 percento della popolazione dell’UE.

Nel processo di consultazione, diversi gruppi di interesse potrebbero cercare di modificare la bozza a proprio vantaggio. In questo contesto, il “pacchetto automobilistico” dovrebbe essere stato concepito dalla Commissione fin dall’inizio in modo ampio, al fine di offrire qualcosa al maggior numero possibile di paesi. Oltre alla Germania, come è noto, altri sei paesi dell’UE (tutti con una percentuale piuttosto bassa di auto elettriche tra le nuove immatricolazioni) si sono schierati a favore di un allentamento degli obiettivi di CO2 e a sostegno dei motori a combustione interna. Ora, però, sembra che la Francia, finora avversaria di questa politica, abbia cambiato schieramento. Tuttavia, non senza chiedere concessioni in altri ambiti: si dice che in cambio la Francia riceva dal Germania sostegno per quanto riguarda le cosiddette norme “Buy European”.