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Normative

Pacchetto automobilistico dell’UE: la commissione vota per allentare le norme sul CO₂

Pacchetto automobilistico dell’UE: la commissione vota per allentare le norme sul CO₂

Nel Parlamento europeo, le commissioni permanenti hanno votato sul pacchetto automobilistico. Questi voti vengono considerati un indicatore per capire se e in che misura verrà allentata la cosiddetta restrizione sui motori a combustione interna nell’UE. Il risultato: una maggioranza delle commissioni per l’Industria e i Trasporti è a favore di un allentamento delle regole sul CO2, decisione già concordata internamente dalla cosiddetta piattaforma centrista poco prima.

Immagini: BMW / Montaggio: electrive

Nel Parlamento europeo si sta definendo una decisione riguardante il pacchetto automobilistico dell’UE, grazie al quale l’effettivo divieto sui nuovi veicoli a motore a combustione interna nell’UE a partire dal 2035 dovrebbe essere allentato. Le tre fazioni della cosiddetta Piattaforma di Centro hanno concordato una posizione la scorsa settimana. I primi voti della commissione, previsti per giovedì 22 ottobre, rappresentano ora il primo risultato concreto di questo processo di costruzione di una maggioranza interna, dopo che i contrasti sulle posizioni negoziali ancora in fase di definizione erano stati spesso divulgati.

In particolare, giovedì le commissioni per l’Industria e i Trasporti hanno votato in sessioni separate a favore di una proposta precedentemente elaborata dai negoziatori del gruppo conservatore EPP, del gruppo socialdemocratico S&D e del gruppo liberale Renew Europe, nonostante negoziazioni difficili. Per quanto riguarda i limiti per le emissioni di CO₂ dei veicoli, questa bozza prevede che i produttori riducano le emissioni di CO₂ dei loro nuovi automobilisti soltanto del 95 percento anziché del 100 percento (rispetto al 2021) entro il 2035. Tuttavia, potranno ottenere una riduzione aggiuntiva del 7,5 punti percentuali se installeranno nei loro veicoli acciaio ecologico prodotto in Europa come compensazione. Nel peggiore dei casi, l’obiettivo di risparmio potrebbe quindi scendere all’87,5 percento entro il 2035 secondo questa bozza. Secondo la volontà delle tre fazioni, rimarrebbe quindi spazio per nuove registrazioni di veicoli a motore a combustione interna e ibridi anche dopo il 2035.

La piattaforma di centro mostra un fronte unito

Secondo quanto riportato dal _Handelsblatt_, tutti i membri del gruppo EPP, S&D e Renew nel Comitato per l’Industria hanno votato a favore di questa proposta. Il gruppo di destra dei Conservatori e Riformisti Europei, la famiglia di partiti populisti di destra Europa delle Nazioni Sovrane, l’alleanza di estrema destra Patrioti per l’Europa, la Sinistra e i Verdi/EFA hanno votato contro. Il risultato: 49 voti a favore, 27 contrari e cinque astenuti. Una situazione simile si è verificata anche nel più piccolo Comitato dei Trasporti: secondo le minute, ci sono stati 27 voti a favore, 18 contrari e un astenuto.

Secondo informazioni fornite dal _Spiegel_, il prossimo passo sarà la votazione da parte del Comitato per l’Ambiente all’inizio di novembre, con la sessione plenaria probabile a dicembre.

Per contesto: alla fine del 2025 la Commissione europea ha risposto alle preoccupazioni dell’industria automobilistica con il suo “Auto Package”, affermando che il mantenimento del divieto di fatto sui nuovi veicoli a motore a combustione interna a partire dal 2035 avrebbe aggravato la crisi del settore. Anche la Germania ha esercitato pressioni su questa iniziativa. Nella proposta della Commissione, l’obiettivo per le emissioni di CO₂ dei nuovi veicoli era fissato a una riduzione del 90 percento rispetto al 2021, equivalenti a 11 grammi di emissioni di CO₂ per chilometro – invece che zero grammi. La bozza della Commissione non specificava più una data per l’obiettivo del 100 percento.

È importante sottolineare che Bruxelles insiste nel proprio progetto per un’indennizzo completo del 10 percento rimanente attraverso l’utilizzo di acciaio verde e combustibili ecologici. Sebbene la proposta di compromesso della Piattaforma Centrale menzioni anch’essa l’acciaio verde come mezzo di compensazione, non va fino a richiedere un indennizzo totale pari al 100 percento.

Di recente, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Presidente francese Emmanuel Macron hanno concordato su una posizione congiunta riguardo al divieto dei motori a combustione interna. Questa prevede una riduzione del 90 percento delle emissioni di CO₂ entro il 2035 – senza indennizzo. Secondo _der Spiegel_, questo compromesso tra Germania e Francia è considerato “rivoluzionario per la votazione nel Consiglio degli Stati membri dell’UE”. Il Consiglio deve votare dopo il Parlamento, e durante questo processo sono sempre possibili modifiche.

Votazioni al Parlamento europeo e al Consiglio imminenti

Ricordiamo che, già all’inizio di ottobre, la Commissione per i trasporti del Parlamento europeo aveva posticipato di due settimane e mezza la votazione sul pacchetto Auto. Questa votazione era stata inizialmente programmata per il 5 ottobre. La motivazione fornita all’epoca era che la Plateforme Centrale aveva ancora bisogno di tempo per raggiungere un accordo.

Per far approvare il pacchetto, il Parlamento dell’UE deve prima darne l’approvazione (dove il EPP è il gruppo più grande), seguito dai Stati membri nel Consiglio dell’UE. Al Parlamento dell’UE basta una semplice maggioranza, mentre al Consiglio dell’UE è richiesta una cosiddetta “maggioranza qualificata”. Ciò significa l’approvazione di almeno 15 paesi che rappresentino almeno il 65 percento della popolazione dell’UE.

Nel corso del processo di consultazione, è probabile che vari gruppi di interesse tentino di modificare la bozza a proprio vantaggio. In questo contesto, si dice che la Commissione abbia intenzionalmente strutturato il pacchetto Auto fin dall’inizio per offrire vantaggi il più possibile a un gran numero di paesi. Oltre alla Germania, altri sei paesi dell’UE (tutti con una percentuale relativamente bassa di auto elettriche tra le nuove immatricolazioni) hanno sostenuto un allentamento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ e a favore dei motori a combustione interna. Tuttavia, con la Francia – un precedente oppositore di questa politica – che ora sembra cambiare schieramento, sebbene non senza richiedere concessioni altrove: si dice che la Francia stia ricevendo sostegno dalla Germania in cambio dei cosiddetti requisiti “Buy European”.