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Questo radar, chiamato ‘sorpassómetro’, non è progettato soltanto per rilevare la velocità dei veicoli, ma è anche in grado di individuare gli sorpassi illegali.

Questo radar, chiamato ‘sorpassómetro’, non è progettato soltanto per rilevare la velocità dei veicoli, ma è anche in grado di individuare gli sorpassi illegali.

29/10/2026 10:30

Aggiornato a

29/10/2026 10:30

I radar stradali da tempo non si concentrano più esclusivamente sul controllo della velocità, ma rilevano anche altri comportamenti illegali come l’uso del cellulare alla guida o il mancato utilizzo della cintura di sicurezza. Tuttavia dall’Italia arriva una nuova evoluzione: un dispositivo noto come “sorpassometro”, che permette di monitorare un’altra delle manovre più pericolose alla guida, ovvero gli sorpassi vietati.

Il sistema, identificato come SV3, utilizza telecamere e sensori per individuare infrazioni in tratti stradali dove superare un altro veicolo può rappresentare un rischio elevato, soprattutto su strade tradizionali con scarsa visibilità o traffico in entrambe le direzioni, zone dove si registra la maggiore concentrazione di incidenti.

radar dgt mulltas

Un radar che analizza gli sorpassi illegali

Il dispositivo ha iniziato a funzionare ad agosto 2025 ad Acquappesa, un comune della Calabria, nel sud dell’Italia, e la sua installazione risponde a un problema frequente sulle strade a doppio senso, dove alcuni conducenti invadono la corsia opposta per sorpassare nonostante l’esistenza di una linea continua, la mancanza di visibilità o la vicinanza di altri veicoli.

Il sistema può registrare un intervallo di circa 15 secondi intorno all’infrazione, in modo che le immagini permettano di visualizzare il sorpasso e di verificare le circostanze in cui esso è avvenuto, invece di affidarsi esclusivamente a una fotografia isolata del veicolo, cosa che potrebbe non essere sufficiente per sostenere la denuncia relativa alla manovra illegale.

Il funzionamento è piuttosto semplice. L’asfalto è dotato di sensori posizionati nelle zone con linea continua che potrebbero risultare particolarmente pericolose in caso di sorpasso non autorizzato. Non appena i sensori rilevano che le gomme del veicolo hanno attraversato la linea continua, si attiva la telecamera che registra per 15 secondi tutto il movimento. Successivamente, è l’intelligenza artificiale a determinare la posizione esatta del tratto stradale e a identificare sia il veicolo che la sua targa. Con tutte queste informazioni si procede a una verifica umana, dopodiché viene applicata la sanzione.

Sorveglianza delle zone potenzialmente pericolose

L’obiettivo di questo tipo di dispositivi è rilevare manovre che possono risultare particolarmente pericolose quando vengono eseguite in zone a scarsa visibilità, curve, cambi di pendenza o tratti in cui, proprio per questi motivi, la segnaletica vieta esplicitamente di sorpassare. In queste situazioni, occupare la corsia opposta costringe i veicoli che viaggiano in senso contrario a frenare bruscamente o ad effettuare manovre evasive, con i rischi che ne derivano.

La particolarità del SV3 è che non è così visibile come i radar di velocità, quindi la sua funzione dissuasiva è maggiore: infatti, su tratti di strade secondarie, dove il conducente non è sicuro che ci sia o meno un tale dispositivo, potrebbe pensarci due volte prima di effettuare un sorpasso che potrebbe rivelarsi pericoloso.

L’uso del dispositivo è soggetto a requisiti di autorizzazione, tra cui l’intervento dell’autorità provinciale competente; pertanto la sua implementazione dipende dal quadro normativo del paese e della regione. Al momento esistono solo registrazioni del suo utilizzo in Italia e non ci sono notizie riguardo a un possibile arrivo in Spagna, ma tra i paesi europei questo tipo di sistemi di controllo viene spesso copiato, e è possibile che la Direzione Generale di Tráfico ne abbia tenuto conto per introdurlo in un futuro prossimo.

Al momento, l’unica tecnologia di controllo simile presente nel nostro paese sono i radar che vigilano affinché le auto non superino la linea continua; ce ne sono in totale quattro, posizionati negli ingressi delle autostrade A-1, A-2, A-6 e A-42.