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Gli Stati Uniti vietano le auto BYD in una delle loro principali basi militari per motivi di sicurezza.

Gli Stati Uniti vietano le auto BYD in una delle loro principali basi militari per motivi di sicurezza.

L’espansione internazionale di BYD ha appena incontrato un nuovo ostacolo, questa volta legato alla sicurezza militare. Gli Stati Uniti hanno deciso di vietare l’ingresso dei veicoli del produttore cinese nella base aerea di Kadena, situata sull’isola giapponese di Okinawa, per timore che la loro tecnologia possa rappresentare un rischio per le strutture e le operazioni militari.

La decisione, annunciata questo venerdì 23 ottobre, entrerà in vigore lunedì prossimo e riguarderà tutti i veicoli del marchio, indipendentemente da chi li utilizzi. Il divieto comprende automobili private dei dipendenti della base, taxi, veicoli commerciali e unità utilizzate da aziende appaltatrici.

Questa misura arriva in un momento particolarmente delicato per BYD, che continua ad espandere la propria presenza internazionale nonostante aumentino le tensioni commerciali e tecnologiche tra Cina e Stati Uniti. Il produttore è già stato incluso quest’anno in un elenco del Pentagono di aziende che, secondo Washington, mantengono legami con le forze armate cinesi.

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Gli Stati Uniti temono che le auto BYD raccolgano informazioni sensibili

Il divieto riguarda la base aerea di Kadena, considerata una delle installazioni militari statunitensi più importanti al di fuori del proprio territorio. Situata a Okinawa, svolge un ruolo strategico nel dispiegamento delle forze aeree degli Stati Uniti nel Pacifico e nelle operazioni di sicurezza sviluppate nell’Asia orientale.

Secondo quanto riportato da Reuters, la tenente colonnello Alli Stormer, portavoce della base, ha giustificato la decisione con una dichiarazione particolarmente dura: “Questi veicoli rappresentano un rischio inaccettabile e impossibile da mitigare per il nostro personale e la nostra missione”, ha affermato.

Anche se la portavoce non ha specificato i motivi tecnici precisi del divieto, l’agenzia sudcoreana Yonhap, citando funzionari militari statunitensi di stanza in Giappone, afferma che una delle principali preoccupazioni riguarda le telecamere e i sensori presenti negli automobili.

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Le autorità temono che tali dispositivi possano raccogliere informazioni sensibili sulle installazioni militari e che alcuni sistemi di connettività possano permettere di trasmetterle all’estero. Si tratta di un rischio potenziale indicato dalle autorità statunitensi, non di un’attività di spionaggio dimostrata da BYD.

La restrizione inizierà ad essere applicata lunedì 26 ottobre. Da quel momento, i controlli di accesso di Kadena impediranno l’ingresso dei veicoli interessati, sia che appartengano a privati sia che siano destinati ad attività commerciali o professionali.

BYD era già sotto l’occhio del Pentagono

La decisione non è isolata. Lo scorso giugno, il Dipartimento della Difesa statunitense ha inserito BYD nella sua lista di aziende ritenute collegate all’esercito cinese. In essa figurano anche compagnie tecnologiche come Alibaba e Baidu, oltre a un altro produttore di automobili, NIO.

BYD DOLPHIN G

BYD ha rifiutato quindi tale classificazione e ha annunciato l’intenzione di ricorrere a vie amministrative e legali per difendere i propri interessi. L’inclusione nella lista deriva da una valutazione del governo statunitense e non costituisce di per sé una prova di collaborazione militare.

Il nuovo veto coincide con la strategia di espansione del produttore cinese, che nel 2025 ha superato Tesla nelle vendite mondiali di automobili completamente elettriche. Anche il Giappone fa parte dei suoi obiettivi commerciali, con un portfolio di prodotti pensato per adattarsi alle particolarità di uno dei mercati automobilistici più competitivi e dominati da marchi nazionali.

Non è la prima volta che un’automobile diventa protagonista di una disputa legata alla sicurezza nazionale. Anche la Cina ha imposto restrizioni su determinati veicoli Tesla nelle strutture ufficiali nel 2021, a causa di preoccupazioni riguardo alle loro telecamere e alla possibile raccolta di informazioni. Tali limitazioni sono state eliminate nel 2024, dopo che il marchio statunitense ha ottenuto il sostegno di un’importante associazione del settore automobilistico cinese.

Per il momento, il divieto statunitense è confermato per la base di Kadena. Alcuni media sudcoreani ipotizzano che possa estendersi ad altre strutture militari in Asia, anche se non esiste ancora una decisione ufficiale che confermi questa eventualità.

L’episodio mostra fino a che punto la crescente digitalizzazione dell’automobile abbia introdotto nuove preoccupazioni nel campo della sicurezza. Telecamere, sensori, connessioni a Internet e sistemi di aggiornamento remoto, progettati per migliorare le funzioni del veicolo, stanno anche entrando nel dibattito sulla protezione delle installazioni strategiche.