La Spagna intendeva investire più di 1.000.000.000 di euro nelle sue strade, ma il piano è rimasto in sospeso a causa di problemi giudiziari.

La Spagna si trova di fronte a una paradosso sulle proprie strade: mentre il deterioramento dei marciapiedi, dei ponti e degli elementi di sicurezza richiede maggiori investimenti per la manutenzione, uno dei principali programmi previsti per il 2026 è rimasto paralizzato.
Il Ministro dei Trasporti, Óscar Puentes, aveva preparato contratti per un valore di 1.006 milioni di euro, escluso IVA, ma le ricorsi presentate contro le condizioni d’appalto hanno costretto a interrompere la procedura.

1.006 milioni e 3.670 chilometri in gioco, paralizzati in un momento delicato
Il programma ideato dal Governo prevedeva 29 lotti destinati alla manutenzione e all’esercizio della Rete Stradale Statale. Le opere riguardavano quasi 3.670 chilometri, tra cui 2.261 chilometri di autostrade, in 20 province appartenenti a dieci comunità autonome.
L’obiettivo non era soltanto riparare l’asfalto. I contratti includevano sorveglianza e gestione degli incidenti, manutenzione stradale invernale, manutenzione delle strutture, comunicazioni e diverse attività volte a migliorare la sicurezza stradale e le condizioni di circolazione.
Il problema è emerso a causa del modello di gara. L’Associazione delle Imprese per la Conservazione ed Esplorazione di Infrastrutture (Acex) ha presentato ricorsi contro le condizioni di gara, ritenendo che il sistema attribuisse un peso eccessivo al prezzo e potesse trasformare le gare in una sorta di asta. A questi ricorsi si sono aggiunte contestazioni da parte di organizzazioni sindacali e aziende riguardo a determinati lotti.
Il Tribunale Amministrativo Centrale per i Recorsi Contrattuali (TACRC) ha sospeso la procedura e il Ministero ha deciso di paralizzarla. Pertanto, i 1.006 milioni non scompaiono dal bilancio, ma la loro destinazione rimane in sospeso in attesa di una risoluzione del conflitto contrattuale e dell’elaborazione di una nuova soluzione.
La paralisi assume particolare importanza perché lo Stato è sul punto di ampliare in modo significativo la rete stradale che dovrà gestire direttamente.
Nel 2027 è previsto che circa 1.000 chilometri di strade passino sotto la gestione statale, a seguito della liberalizzazione di diversi tratti attualmente soggetti a modelli di concessione e comunemente definiti pedaggi occulti. Inoltre, alcuni contratti storici di concessione termineranno a breve, il che richiede la preparazione delle attività di manutenzione non appena le strade passeranno sotto gestione pubblica.
Pertanto, il calendario è particolarmente impegnativo: lo Stato deve disporre di contratti per la manutenzione pronti prima di assumersi la gestione di queste nuove infrastrutture, al fine di evitare periodi di transizione senza una pianificazione adeguata.
Tra le alternative disponibili vi è l’utilizzo di contratti d’emergenza per interventi particolarmente urgenti o la proroga temporanea dei contratti attualmente in vigore mentre si procede alla nuova gara d’appalto.
La Spagna affronta un deficit di manutenzione
Il problema va oltre questa gara d’appalto. L’Associazione Spagnola delle Strade (AEC) stima che il deficit accumulato in termini di investimenti necessari per ripristinare lo stato adeguato delle strade spagnole sia di circa 13.000 milioni di euro. Acex, invece, sostiene che sarebbero necessari circa 5.000 milioni di euro all’anno per correggere le carenze esistenti. Si tratta di stime settoriali e non corrispondono al bilancio ufficiale dello Stato.
I dati ufficiali mostrano inoltre che gli investimenti nelle strade non riguardano soltanto l’Amministrazione centrale. Nel 2024 sono stati destinati 5.040,9 milioni di euro alle strade, sommando l’Amministrazione Generale dello Stato, le comunità autonome, le giunte provinciali, i consigli comunali e altri enti. Di questa somma, la Direzione Generale delle Strade ha investito 2.281,4 milioni.
La manutenzione costituisce inoltre una parte sempre più rilevante della spesa statale. Nel 2024, il programma di manutenzione e utilizzo delle strade della Direzione Generale delle Strade ha raggiunto i 1.459,6 milioni di euro, rispetto ai 821,9 milioni destinati al programma per la creazione di nuove infrastrutture.

Il governo prepara una strategia di manutenzione preventiva
La sospensione di questi contratti non significa che sia stata abbandonata l’investizione nella manutenzione. Ad aprile 2026, il Ministero ha presentato un piano da 1.629 milioni di euro per migliorare 5.000 chilometri di strade tra il 2027 e il 2031.
La strategia mira a cambiare l’approccio tradizionale: passare da un intervento principalmente in caso di problemi a una manutenzione preventiva che consenta di prolungare la vita utile delle strade. Secondo il Ministero, il piano potrebbe generare un impatto di circa 1.200 milioni di euro sul PIL e 18.500 posti di lavoro, oltre a ridurre il consumo di carburante legato allo stato precario della strada.
Ora la questione è come integrare questi investimenti nelle esigenze immediate di manutenzione e nell’ampliamento della rete che lo Stato dovrà assumersi.