La Spagna spreca sempre più energia rinnovabile mentre aumenta l’uso del gas: i surplus elettrici sono aumentati del 55% in un anno.

31/10/2026 17:30
Aggiornato a
31/10/2026 17:30
Lo studio sull’impatto macroeconomico delle energie rinnovabili in Spagna 2025, redatto da Deloitte e presentato dall’Associazione delle Imprese di Energie Rinnovabili (APPA), ha rivelato una conclusione preoccupante: la Spagna spreca una quantità sempre maggiore di energia rinnovabile man mano che aumenta la produzione elettrica a base di gas.
Secondo il rapporto, le emissioni del sistema elettrico peninsulare hanno raggiunto i 19,69 terawattora (TWh) nel 2025, il 55,2% in più rispetto all’anno precedente; di conseguenza, l’aumento dell’energia che non viene sfruttata coincide con una crescita dell’appena l’1% della produzione rinnovabile, mentre la produzione elettrica a base di gas registra un aumento superiore al 16%. 
Un’energia rinnovabile che viene sprecata perché non può essere sfruttata
I dati evidenziano una contraddizione nello sviluppo del sistema energetico spagnolo: nel 2025 il paese ha registrato un record di installazione di nuova capacità rinnovabile, con 12.520 megawatt (MW) in più, ma tale sviluppo non si è tradotto in un aumento equivalente di elettricità rinnovabile prodotta. Secondo APPA, l’aumento delle scorie ha limitato l’utilizzo della capacità installata, mentre la produzione a base di gas ha assunto un ruolo sempre più importante per soddisfare le esigenze del sistema.
Cosa sono queste perdite? Si verificano quando una parte della produzione disponibile non può essere inserita nel sistema elettrico o deve essere ridotta a causa delle condizioni operative della rete. Un loro aumento indica difficoltà nell’integrare e sfruttare tutta l’elettricità che le installazioni esistenti possono produrre; per questo motivo l’associazione sottolinea l’importanza di allineare la crescita delle energie rinnovabili a miglioramenti nelle reti elettriche, nella conservazione dell’energia, nelle interconnessioni e nella gestione della domanda. Altrimenti, una parte sempre maggiore della capacità rinnovabile installata rimarrà inutilizzata.
Santiago Gómez Ramos, presidente di APPA Renovables, ha dichiarato: “Le energie rinnovabili rappresentano un vantaggio competitivo per la Spagna: generano attività economica, creano posti di lavoro e permettono alle nostre aziende di disporre di energia a prezzi competitivi, con una minore dipendenza dai combustibili fossili importati. La sfida consiste nel consolidare questo vantaggio attraverso una politica energetica e industriale stabile, che colleghi lo sviluppo delle energie rinnovabili all’elettrificazione della nostra economia e al rafforzamento della nostra catena di valore”.
Un problema energetico che è anche economico
Il problema è molto rilevante per diversi motivi, tra cui i benefici economici che le energie rinnovabili possono apportare all’economia spagnola. Il rapporto stima un risparmio di 7.589 milioni di euro nel mercato elettrico giornaliero nel 2025 grazie all’uso di queste tecnologie, il 8,8% in più rispetto al 2024. La riduzione stimata è stata di 60,71 euro per megawattora (MWh) commercializzata, poiché il prezzo medio di mercato giornaliero si è attestato a 65,28 euro/MWh, rispetto ai quasi 126 euro/MWh che, secondo lo studio, si sarebbero registrati in assenza di energie rinnovabili.
Non solo, secondo l’APPA, le energie rinnovabili hanno evitato l’importazione di 24,9 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, per un valore economico stimato in 14.814 milioni di euro. Il rapporto stima inoltre che queste fonti abbiano evitato l’emissione di 69,2 milioni di tonnellate di CO2, il che avrebbe comportato un risparmio di 5.115 milioni di euro in tasse sull’inquinamento.
Lo studio indica inoltre che il contributo del settore rinnovabile al prodotto interno lordo spagnolo ha raggiunto i 17.501 milioni di euro nel 2025, equivalenti al 1,04% dell’economia nazionale, mentre i posti di lavoro correlati sono arrivati a 140.621, il 5,6% in più rispetto all’anno precedente.
José María González Moya, direttore generale dell’Associazione, afferma: “Raggiungere i 140.621 posti di lavoro, con una crescita del 5,6%, è un segnale positivo di recupero. La costruzione di nuove strutture ha un ruolo importante in questa evoluzione. Per mantenere questi livelli abbiamo bisogno di un portafoglio di progetti continuativo e di una catena del valore che preservi le attività di produzione, ingegneria, gestione e manutenzione; sarà inoltre fondamentale nei prossimi anni lo sviluppo delle energie rinnovabili legate alla bioenergia, come il biometano e i biocarburanti”.