Camion elettrici in offensiva. T&E: già oggi superano i diesel, e l’IAA spiega il perché

In sintesi:
L’aumento dei prezzi del carburante sta iniziando a modificare l’economia dei trasporti stradali
Il costo totale di possesso dei camion elettrici (TCO) in sei dei nove principali mercati analizzati nell’UE è inferiore a quello dei loro equivalenti con motori diesel, secondo un’analisi di T&E
I produttori sono pronti per una piena commercializzazione: l’autonomia dei loro veicoli raggiunge già i 700 km
La concorrenza proveniente al di fuori del Vecchio Continente entra sempre più audacemente nel mercato europeo
I camion elettrici sono stati, e probabilmente lo sono ancora, percepiti principalmente come una soluzione per il trasporto urbano e regionale. Oggi entrano sempre più chiaramente nel segmento dei trasporti su lunghe distanze, e l’argomento a favore non è solo l’aspetto ecologico, ma soprattutto il vantaggio economico. La prova? L’ultimo rapporto di Transport & Environment e le sue conclusioni dimostrano che i camion elettrici offrono un costo totale di possesso (TCO) più basso in sei dei nove principali mercati analizzati nell’UE.
Questi paesi sono responsabili del 46% delle vendite di nuovi camion pesanti nell’Unione. Secondo i calcoli dell’organizzazione, i trasportatori in Germania potrebbero risparmiare fino a 85.000 euro nell’arco di cinque anni di utilizzo di un camion elettrico, mentre nei Paesi Bassi il risparmio potrebbe arrivare fino a 100.000 euro. Con i prezzi attuali elevati del diesel, i risparmi potrebbero aumentare rispettivamente a 106.000 e 123.000 euro.
“I trasportatori europei si trovano in prima linea di fronte alla crisi legata al carburante per veicoli. Non c’è mai stato un momento migliore per passare dal diesel all’alimentazione elettrica”, ha affermato Stef Cornelis, direttore per i trasporti merci e le flotte presso T&E. Secondo lui, produttori e governi dovrebbero sostenere questo processo sviluppando infrastrutture di ricarica, connessioni alla rete elettrica e esentando i camion elettrici dalle tasse stradali.
Obiettivo: mantenere l’obiettivo di emissione dell’Unione
T&E ritiene che entro il 2030 i camion elettrici possano risultare più economici in tutti e nove i paesi analizzati. L’organizzazione chiede inoltre di mantenere l’obiettivo dell’Unione di ridurre le emissioni di CO₂ dei camion del 43% entro il 2030, di ampliare il sistema di tasse stradali basate sulle emissioni e di continuare a sostenere gli investimenti nelle stazioni di ricarica presso le basi dei trasportatori.
A chi si riferiscono queste raccomandazioni? Tra gli altri, alla Polonia! T&E suggerisce esplicitamente: “Ampliamento del sistema di tasse stradali basate sulle emissioni di CO2: Italia, Francia, Spagna e Polonia devono attuare la direttiva relativa all’eurovinia e esentare al 100% i veicoli commerciali a zero emissioni dalle tasse stradali entro il 2031, e in un periodo successivo – al 50-75%”.
Una valanga di novità
Il rapporto è apparso in un momento particolare. Infatti, alla fiera IAA Transportation 2026 di Hannover i produttori hanno dimostrato quanto velocemente si stia sviluppando la tecnologia dei veicoli commerciali elettrici.
Hanno suscitato il maggior interesse le nuove soluzioni proposte da MAN e Scania. Entrambi i produttori hanno presentato trattori elettrici per lunghi percorsi con un’autonomia dichiarata di 720 km. MAN ha adottato una nuova generazione di batterie con maggiore capacità utile e una migliore aerodinamica, mentre Scania ha aumentato la capacità energetica grazie a pacchetti aggiuntivi di batterie posizionati dietro la cabina. In entrambi i casi è prevista la compatibilità con il sistema di carica da un megawatt MCS.

Anche Renault Trucks si è unita alla gara per le lunghe distanze. Il modello E-Tech T 780 dovrebbe permettere di percorrere fino a 660 km con una sola carica, mantenendo al contempo tutte le funzionalità di un classico autocarro a cabina. Volvo, invece, ha puntato ad aumentare il peso totale dei veicoli.
Il nuovo FH Electric è stato progettato per funzionare con carichi fino a 80 tonnellate, mentre la versione FH Aero Electric Extended Range dovrebbe offrire un’autonomia di 700 km.
Mercedes-Benz ha ampliato la famiglia eActros con una versione Lowliner destinata al trasporto di carichi voluminosi con semirimorchi di tipo mega. DAF, invece, ha puntato sulla diversificazione delle applicazioni, ampliando notevolmente l’offerta di configurazioni per assi e telai dei veicoli elettrici.
Offerte al di fuori del Vecchio Continente
Tuttavia, un segnale altrettanto importante proveniente da Hannover era la crescente pressione dei produttori cinesi. BYD ha presentato il trattore ETT 44 dotato di batteria Blade Battery con capacità di 651 kWh e possibilità di carica fino a 1,5 MW. MAXUS è entrato nel segmento dei trattori elettrici da 42 tonnellate, FOTON ha presentato la piattaforma CAVAN BEACON, mentre SANY ha portato ben cinque modelli di camion a batteria destinati al mercato europeo. Parallelamente, Dongfeng promuoveva la tecnologia a idrogeno e Skyworth i camion autonomi progettati per operare nei porti e nei terminali logistici.

No, c’è anche Tesla con il tanto atteso modello Semi, che dopo quasi un decennio dal suo clamoroso debutto oltre oceano entra finalmente in Europa. Il camion elettrico della società di Elon Musk vuole convincere i clienti grazie a una potenza di 1088 CV, a un raggio d’azione di 550 km e al fatto che, con una ricarica di mezz’ora, il veicolo potrà recuperare 330 km di autonomia.
Inoltre, durante la fiera IAA Transportation 2026 a Hannover, Dan Priestley, responsabile del programma Tesla Semi, ha rivelato i dettagli riguardanti l’espansione europea di questo camion elettrico nonché delle infrastrutture di ricarica dedicate. Tesla intende avviare in Europa una rete di 21 punti pubblici dotati complessivamente di oltre 100 posti di ricarica secondo lo standard MCS (Megawatt Charging System).
Conclusione
L’aumento del livello di concorrenza può rivelarsi uno dei fattori più importanti che accelerano la trasformazione del mercato. T&E sottolinea inoltre che i camion competitivi per prezzo provenienti dalla Cina e dagli Stati Uniti esercitano già oggi pressione sui produttori europei. Secondo l’organizzazione, invece di cercare di allentare le normative climatiche, l’industria europea dovrebbe concentrarsi sull’aumento dell’escala di produzione e sulla riduzione dei costi dei veicoli elettrici nazionali.
Oskar Włostowski