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Il Tesla Cybercab presenta un problema: non può viaggiare sull’autostrada, rendendo i viaggi molto più lunghi.

Il Tesla Cybercab presenta un problema: non può viaggiare sull’autostrada, rendendo i viaggi molto più lunghi.

Il problema? Sebbene l’app di Tesla indichi in anticipo il prezzo stimato del viaggio (in questo caso, 20 dollari), non fornisce una stima del tempo necessario per completarlo. Pertanto, l’utente non si rende conto che il veicolo dovrà fare un lungo giro fino a quando non sale a bordo. In ogni caso, è possibile interrompere il servizio in qualsiasi momento per evitare itinerari indesiderati. La persona interessata ha condiviso la sua esperienza su Reddit.

Questa è una delle maggiori differenze tra il sistema di guida autonoma di Tesla e quello di Waymo, poiché l’azienda Alphabet (Google) offre già viaggi completamente autonomi sulle autostrade. La proposta di Tesla è attualmente meno avanzata e si limita a zone urbane a bassa velocità, il che evidenzia i limiti di una tecnologia che, sebbene sia stata presentata come totalmente autonoma, non è ancora matura.

Sembra che anche Tesla ne sia consapevole, visto che per il momento non ha condiviso alcun calendario per l’avvio della commercializzazione del Cybercab (in precedenza era stato annunciato che sarebbe stato messo a disposizione dei clienti privati). Sebbene tutto indichi che presto arriverà in altre città grazie al servizio di robotaxi di Tesla, per ora non sembra pronto per una diffusione su larga scala.

Il Tesla Cybercab presenta un problema: non può viaggiare sull’autostrada, rendendo i viaggi molto più lunghi

Il Tesla Cybercab, oggetto di indagine da parte della NHTSA

Il Cybercab ha attirato un’enorme attenzione dei media al momento del suo lancio poiché è privo di volante e pedali, fatto che tuttavia ha spinto la NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration degli Stati Uniti) a avviare un’indagine su come Tesla abbia autocertificato un veicolo con tali caratteristiche.

Questo non è l’unico fronte su cui l’azienda sta attualmente lavorando, poiché si sta anche indagando se il suo sistema FSD (Full Self-Driving), basato sull’uso di telecamere e che non utilizza sensori redundanti come radar o LiDAR, garantisca un funzionamento sicuro in scenari di scarsa visibilità (nebbia, abbaglianti, ecc.).

Tesla Cybercab robotaxi (3)

Tesla, scommettendo tutto sulla sua visione, cerca un sistema di guida autonoma economico e facilmente scalabile; tuttavia, non pochi esperti mettono in dubbio che sia possibile raggiungere una guida autonoma totale in modo sicuro senza soluzioni di ridondanza. Nonostante i robotaxi di Tesla dispongano di operatori remoti per evitare incidenti, attualmente presentano un tasso di incidenti notevolmente superiore a quello di un conducente umano.