Il piano Auto+ ha già consumato il 71% dei suoi fondi: i produttori temono che le agevolazioni finiscano, lasciando le auto elettriche senza sostegni per mesi.

20/10/2026 15:00
Aggiornato a
20/10/2026 15:00
Il prossimo governo dovrà decidere se mantenere gli sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici in Spagna, una questione che preoccupa particolarmente i produttori alla prospettiva che il 2027 inizi senza incentivi pubblici. La celebrazione di elezioni generali il 29 novembre complica l’approvazione di nuove misure economiche e minaccia di lasciare per diversi mesi senza aiuti un mercato che continua a dipenderne per stimolare le iscrizioni.
L’avviso elettorale, formalizzato con il Decreto Reale 806/2026, arriva in un momento in cui il Programma Auto+ dispone ancora di budget per esaminare nuove richieste, sebbene il suo finanziamento per l’esercizio successivo non sia garantito. Secondo quanto riportato da Cinco Días, fonti del settore ritengono che le negoziazioni per formare il governo e la successiva preparazione dei bilanci potrebbero ritardare l’attivazione di nuovi incentivi fino a metà 2027.

Il settore teme di rimanere senza sovvenzioni per gran parte del 2027
Il calendario politico rappresenta ora la principale fonte di preoccupazione per le marche, che valutano persino la possibilità di perdere l’intero primo semestre dell’anno prossimo in assenza di un programma di aiuti operativo. Lo stesso giornale riporta che fonti del governo riconoscono le difficoltà nel garantire la continuità degli incentivi a causa dell’assenza di una dotazione di bilancio approvata, situazione che lascia qualsiasi nuova call in attesa delle decisioni dell’esecutivo che scaturiranno dalle elezioni.
Questa incertezza è in contrasto con gli obiettivi del Piano España Auto 2030, elaborato insieme al settore industriale per favorire l’elettrificazione delle automobili nei prossimi anni. Sebbene la normativa del Programma Auto+ stabilisca una scadenza fino a dicembre 2030, gli aiuti dipendono da bandi specifici e dalla disponibilità di crediti; pertanto, l’esistenza del programma non garantisce automaticamente la presenza di fondi per nuove acquisti a gennaio 2027.
La mancanza di continuità ha inoltre evidenziato le divergenze tra i rappresentanti del settore, poiché le associazioni dei rivenditori Faconauto e Ganvam chiedono un programma di ammodernamento del parco automobilistico che consenta di sovvenzionare anche determinati veicoli a combustione interna, una soluzione che non trova il sostegno dei produttori. In ogni caso, le precedenti interruzioni degli aiuti finanziari non hanno impedito ad alcuni acquirenti di proseguire con le loro transazioni, grazie alla speranza che vengano infine approvati nuovi incentivi.
Meglio di 280 milioni richiesti e ancora spazio fino a dicembre

Queste cifre indicano che rimangono circa 116 milioni di euro disponibili tra le due linee di finanziamento, di cui poco più di 91 milioni spettano a acquirenti privati. La situazione è diversa da quella registrata con il Moves III, che ha richiesto un aumento straordinario di 400 milioni di euro per soddisfare le richieste pendenti, mentre il sistema attuale centralizza la gestione dei sussidi presso il Ministero dell’Industria e del Turismo, mantenendo fondi non richiesti a poco più di due mesi dalla chiusura.
I bandi ufficiali consentono di presentare domande fino alle 14:00 del 31 dicembre 2026, purché sia disponibile un budget; le sovvenzioni possono raggiungere i 4.500 euro per le auto e i 5.000 euro per i furgoni che soddisfano i requisiti. L’importo esatto dipende da caratteristiche come il prezzo, la tecnologia di propulsione e l’origine di produzione del veicolo e della sua batteria, criteri volti a favorire anche la produzione europea.
Di conseguenza, la situazione attuale non indica necessariamente un esaurimento delle risorse esistenti, bensì una possibile interruzione dei sussidi al termine dell’anno fiscale. La formazione del nuovo governo e la disponibilità di finanziamenti determineranno quando potrà essere indetta un’altra gara, mentre i produttori chiedono stabilità per evitare che l’incertezza sugli incentivi influenzi le decisioni di acquisto nei primi mesi del 2027.