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Il motore a combustione interna non “morirà” nel 2035: la Germania dispone di forti sostegni in Europa per continuare a vendere auto diesel e a benzina.

Il motore a combustione interna non “morirà” nel 2035: la Germania dispone di forti sostegni in Europa per continuare a vendere auto diesel e a benzina.

19/10/2026 17:00

Aggiornato a

19/10/2026 17:00

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ritiene che la cosiddetta fine dei motori a combustione entro il 2035 sia ormai superata dal punto di vista politico, a seguito dell’accordo raggiunto tra Germania e Francia. La proposta prevederebbe comunque una riduzione del 90% delle emissioni di CO2 dei nuovi veicoli rispetto al 2021, ma permetterebbe di non compensare il restante 10%, aprendo maggiori possibilità per auto ibride, ibride ricaricabili e determinati veicoli a combustione dopo il 2035. Merz afferma che l’iniziativa sta ricevendo un ampio sostegno tra gli Stati membri e che anche l’Italia sarebbe “ampiamente d’accordo”.

La frase utilizzata da Merz dopo il Consiglio europeo di Bruxelles non lascia molto spazio a interpretazioni: “Lo dirò in modo molto semplice: il divieto dei motori a combustione è ormai storia”.

Germania sostiene l’Europa per ritardare il divieto dei motori a combustione nelle auto 1

Tuttavia, dal punto di vista giuridico non è ancora così. La legislazione attualmente in vigore prevede comunque una riduzione del 100% delle emissioni di CO2 delle auto nuove a partire dal 2035. Quello che esiste al momento è un accordo politico franco-tedesco che dovrà essere integrato nella revisione legislativa in corso di negoziazione tra Consiglio e Parlamento europeo.

Il cambiamento sta in quei 10% che non dovrebbero più essere compensati

La Commissione Europea aveva già proposto in precedenza di ridurre l’obiettivo del 2035 dal 100% al 90%. Tuttavia, il suo approccio prevedeva che il 10% rimanente dovesse essere compensato tramite meccanismi di compensazione legati, tra gli altri elementi, a materiali a basso contenuto di carbonio e combustibili alternativi.

Germania e Francia vogliono eliminare tale obbligo. Merz ha confermato che l’accordo congiunto propone di mantenere la riduzione del 90%, ma di permettere che il 10% rimanente non venga compensato, introducendo inoltre più flessibilità per i biocombustibili e altre tecnologie.

Germania sostiene l’Europa per ritardare il divieto dei motori a combustione nei veicoli

Nella pratica, ciò fornirebbe ai produttori molto più spazio per continuare a immatricolare, dopo il 2035, automobili che emettono gas di scarico, sempre entro i futuri limiti medi stabiliti per le loro gamme.

Merz afferma che anche l’Italia è d’accordo

La seconda novità riguarda il sostegno politico. Il cancelliere tedesco dichiara di aver sentito durante la cumbre commenti favorevoli da altre delegazioni, menzionando specificamente l’Italia: “Da quanto sento dalla delegazione italiana, anche i nostri amici italiani sono ampiamente d’accordo”.

L’Italia da anni difende una maggiore neutralità tecnologica e chiede che i biocarburanti abbiano un posto all’interno delle regole europee; pertanto il suo approccio alla proposta franco-tedesca è in linea con le posizioni che Roma aveva già presentato formalmente a Bruxelles.

Germania sostiene l’Europa per ritardare il divieto dei motori a combustione nei veicoli 3

I veicoli elettrici rimangono al centro del piano

L’accordo non implica nemmeno che Francia e Germania intendano abbandonare l’elettrificazione. Nel loro comunicato congiunto, entrambi i governi ribadiscono di voler aumentare la produzione europea della prossima generazione di veicoli elettrici, rafforzare le catene di approvvigionamento e utilizzare incentivi per favorire investimenti e produzione all’interno dell’Europa.

La differenza sta nel fatto che vogliono che l’opzione elettrica non sia l’unica soluzione tecnologica disponibile. Il Consiglio Europeo ha inoltre chiesto di accelerare le negoziazioni sul pacchetto automobilistico e di cercare di concluderle entro la fine del 2026.

Pertanto, Merz può affermare politicamente che la “fine del motore a combustione” è ormai alle spalle, ma rimane un passo fondamentale: trasformare l’accordo tra Francia e Germania in una maggioranza sufficiente nel Consiglio e ottenere successivamente il sostegno del Parlamento europeo.