Il Leapmotor B10 inizia a essere prodotto in Spagna e ha un obiettivo chiaro: evitare le tariffe doganali di Bruxelles

Leapmotor sta andando molto bene: un esempio sono i buoni risultati ottenuti dal suo modello di punta, il B10, che in Spagna è vicino a entrare nel prestigioso club dei primi 10, con 1.927 unità vendute finora quest’anno, molto vicino al BYD Seal che occupa l’ultimo posto tra i dieci migliori.
Ora, il marchio cinese ha avviato la preproduzione del B10 nelle strutture di Stellantis a Figueruelas, Saragozza; questa mossa permetterà di svolgere una parte importante del processo produttivo in Spagna e di evitare la tariffa combinata del 30,7% che grava sugli automobili elettriche Leapmotor importate dalla Cina.
L’operazione rappresenta un ulteriore passo nella strategia di localizzazione europea del marchio. Invece di limitarsi a inviare automobili prodotte in Cina per un assemblaggio finale in Europa, il B10 prevede a Saragozza processi industriali più importanti, il che permette di avvicinare la sua produzione ai requisiti necessari affinché l’auto possa essere considerata di origine europea ai fini doganali.
Stampaggio, saldatura e verniciatura locali per ridurre l’impatto delle tariffe

L’impianto aragonese di Stellantis, dove vengono prodotti modelli come l’Opel Corsa, il Peugeot 208 e il Lancia Ypsilon, si occuperà di una buona parte dei processi centrali del B10. Tra questi figurano la piegatura, la saldatura e la verniciatura delle carrozzerie, oltre all’assemblaggio successivo dell’auto.
La differenza rispetto ai sistemi di assemblaggio che utilizzano kit di componenti importati dalla Cina è significativa. Questo tipo di operazioni potrebbe non avere un impatto industriale sufficiente per modificare l’origine doganale del veicolo. Leapmotor cerca invece proprio il contrario: aumentare il valore aggiunto realizzato in Europa e ridurre così l’impatto delle tariffe doganali.
La decisione presenta inoltre un evidente aspetto economico. L’importazione del B10 dalla Cina è soggetta a una tariffa complessiva del 30,7%, costituita dal 10% della tariffa convenzionale e dal 20,7% aggiuntivo applicato a Leapmotor. La produzione europea permette di eliminare questo costo, anche se ciò non significa necessariamente che il risparmio venga trasferito direttamente al prezzo finale.
In realtà, Leapmotor sta ancora valutando cosa fare con questo margine aggiuntivo. Anche i costi di trasporto tra Asia ed Europa sono aumentati notevolmente negli ultimi mesi, perciò l’azienda potrebbe utilizzare parte del risparmio derivante dalla produzione locale per compensare l’aumento dei costi logistici, invece di ridurre i prezzi del B10.

Questo passo avviene in un periodo di forte crescita per Leapmotor in Europa. Da gennaio a luglio, il marchio ha registrato 65.193 immatricolazioni, un aumento del 508% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati di Dataforce citati dall’azienda. Il B10 è inoltre diventato uno dei modelli principali della gamma, con 16.664 unità consegnate in Europa.
La gamma del B10 dispone di due soluzioni meccaniche. Da un lato c’è la versione elettrica, dotata di una batteria da 56,2 kWh e di un’autonomia homologata di 361 chilometri nella configurazione base per l’Europa. La seconda opzione è equipaggiata con un pack da 67,1 kWh che garantisce 435 km secondo i criteri WLTP.
Dal canto suo compare il B10 con estensione dell’autonomia (EREV), che mantiene la propulsione tramite un motore elettrico e aggiunge un motore termico il cui compito è produrre energia elettrica quando necessario. Questa seconda opzione consente un’autonomia di 86 km in modalità elettrica e una distanza totale vicina ai 900 chilometri.
La risposta del mercato è diversa a seconda dei paesi. In Italia, le versioni con estensione dell’autonomia hanno ottenuto un’alta accettazione, mentre in Francia le tasse legate al peso delle auto a motore termico stanno spingendo gran parte della domanda verso la versione elettrica.
Il B10 diventa così un elemento particolarmente importante all’interno della strategia europea di Leapmotor. La produzione a Saragozza non solo riduce la sua esposizione alle tariffe doganali, ma avvicina anche il marchio al mercato europeo e gli permette di fare affidamento direttamente sull’infrastruttura industriale di Stellantis.
La collaborazione tra le due aziende è nata nel 2023, quando Stellantis ha annunciato un investimento di circa 1.500 milioni di euro per acquisire circa il 20% di Leapmotor. Da quell’operazione è emersa anche Leapmotor International, una società joint venture controllata al 51% da Stellantis e al 49% da Leapmotor, con diritti esclusivi per produrre, esportare e vendere le auto del marchio al di fuori della Cina.
Ora quell’alleanza fa un ulteriore passo avanti con la produzione del B10 a Figueruelas. Stellantis fornisce le capacità industriali e la rete europea, mentre Leapmotor offre una gamma di auto elettriche ed EREV sviluppate in Cina. Il risultato è una soluzione che permette al marchio cinese di produrre più vicino ai propri clienti europei e, allo stesso tempo, di ridurre l’impatto delle barriere commerciali di Bruxelles.