Il governo chiude la possibilità di esenzioni nelle zone a basse emissioni: i comuni non potranno più evitare le multe.

04/11/2026 19:00
Aggiornato a
04/11/2026 19:00
Le differenze tra le restrizioni al traffico applicate dalle città spagnole potrebbero ridursi notevolmente grazie all’ultima decisione del Governo. Finora, alcuni comuni avevano scelto di permettere la circolazione di praticamente qualsiasi veicolo all’interno delle loro Zone a Basse Emissioni (ZBE), mentre altri avevano stabilito periodi di adattamento senza sanzioni. Questa situazione cambierà con la riforma normativa approvata il 3 novembre dal Consiglio dei Ministri, che rende più severe le obbligazioni comunali.
L’obiettivo è garantire che queste aree abbiano effetti concreti sulla circolazione dei veicoli più inquinanti. Per raggiungerlo, i comuni dovranno dimostrare che le loro restrizioni funzionano e che le violazioni vengono punite con le multe corrispondenti. La misura mira inoltre a impedire la delimitazione di zone in aree dove il traffico era già limitato, una pratica che ha permesso di rispettare formalmente la normativa senza introdurre cambiamenti significativi nella mobilità.

I comuni dovranno dimostrare che le loro ZBE funzionano
La nuova normativa introduce modifiche al Real Decreto 1052/2022, che dettaglia gli obblighi previsti dalla Legge sul Cambiamento Climatico del 2021. Tra le principali richieste vi è l’eliminazione dei periodi transitori che ritardano indefinitamente l’applicazione delle sanzioni. Inoltre, i comuni dovranno dimostrare l’entrata in vigore delle limitazioni riguardanti l’accesso, la circolazione e il parcheggio, nonché il corretto funzionamento dei sistemi incaricati di controllarne il rispetto.
Questa decisione riguarda in particolare le città che avevano introdotto restrizioni di natura simbolica. Vigo, ad esempio, ha sostenuto un modello senza sanzioni economiche, mentre Ciudad Real ha proposto di permettere l’accesso a tutti i veicoli, indipendentemente dalla loro classificazione ambientale. Anche a Madrid sono state approvate eccezioni per determinate auto senza marchio ambientale residenti nella capitale, mentre la ZBE di Valladolid è stata annullata dal Tribunale Superiore di Giustizia di Castiglia e León.
Secondo le informazioni pubblicate dal Ministero per la Transizione Ecológica, la riforma mira anche a rafforzare la sicurezza giuridica dei comuni e a semplificare la valutazione dei risultati di ciascuna zona. Queste informazioni potranno essere utilizzate come riferimento per determinati strumenti di finanziamento pubblico finalizzati a migliorare i trasporti urbani e ridurre le emissioni.
Un obbligo in sospeso dal 2023 che riguarda più di 150 città
La realizzazione delle ZBE registra un significativo ritardo rispetto al calendario iniziale. La legislazione prevedeva che i comuni con più di 50.000 abitanti dovessero disporre di queste aree entro la fine del 2022, un obbligo che riguarda 151 località spagnole. Tuttavia, l’attuazione è avanzata in modo disomogeneo: alcune città stanno ancora elaborando le relative normative, mentre altre hanno ricorso a moratorie o eccezioni per posticipare le restrizioni.

La modifica normativa riguarda anche i territori insulari e i comuni con più di 20.000 abitanti che superano i limiti legali di inquinamento atmosferico. Tuttavia, ciascuna amministrazione locale continuerà ad avere la competenza per determinare il perimetro della propria ZBE e le condizioni specifiche di circolazione, purché vengano rispettate le esigenze statali e i limiti siano proporzionati al livello di emissione dei veicoli.
Dopo la sua approvazione dal Consiglio dei Ministri, resta da pubblicare la modifica sul Bollettino Ufficiale dello Stato per conoscere la sua formulazione definitiva e l’entrata in vigore. La riforma non prevede un divieto generale di circolazione per tutti i veicoli senza etichetta ambientale, ma impone che le restrizioni comunali corrispondenti vengano applicate in modo efficace e che esista un regime sanzionatorio operativo.