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Il governo ha modificato il testo che regola le condizioni dei data center, introducendo una soluzione alternativa che riduce dal 80 al 60% il loro consumo di energia da fonti rinnovabili.

Il governo ha modificato il testo che regola le condizioni dei data center, introducendo una soluzione alternativa che riduce dal 80 al 60% il loro consumo di energia da fonti rinnovabili.

30/10/2026 13:30

Aggiornato a

30/10/2026 13:30

Il governo ha completato la revisione della normativa che stabilirà le condizioni per l’installazione e il funzionamento di centri di dati in Spagna; la principale novità è che consentirà ad alcune di queste strutture di ridurre temporaneamente dal 80 % al 60 % la percentuale di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili da utilizzare durante le ore di massimo consumo.

Questo cambiamento è stato introdotto dopo aver ricevuto più di 600 proposte e richieste da diversi settori e dopo aver esaminato le raccomandazioni della Commissione Nazionale per i Mercati e la Concorrenza (CNMC). Il Ministero per la Transizione Ecologica ha già inviato il nuovo testo al Consiglio di Stato, passo preliminare alla sua approvazione definitiva.

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Un adempimento più flessibile fino al 2031

La normativa stabilisce che i data center devono, in linea di principio, coprire almeno l’80 % del loro consumo elettrico con energia rinnovabile. Tuttavia, coloro che non riescono a soddisfare questo requisito fin dall’inizio avranno la possibilità di adeguarsi gradualmente entro il 2031.

Il calendario sarà il seguente:

Fino alla fine del 2028, dovranno utilizzare almeno il 60 % di energia rinnovabile durante le ore di massima domanda elettrica.

A partire dal 2029, questa percentuale aumenterà al 70 % durante le ore di punta e sarà richiesta anche durante le ore di consumo intermedio.

L’obiettivo generale rimarrà comunque quello di raggiungere l’80 % di approvvigionamento da fonti rinnovabili.

Questa flessibilità avrà una condizione importante: i data center che ne faranno uso dovranno accettare che Red Eléctrica possa ridurre o addirittura interrompere temporaneamente il loro approvvigionamento elettrico quando necessario per evitare problemi nella rete.

Inoltre, non riceveranno alcuna compensazione economica per tali interruzioni. In questo modo, il Governo intende impedire che l’elevato consumo di elettricità da parte di queste strutture danneggi gli altri consumatori, come famiglie e aziende.

Maggiori facilitazioni per attestare l’uso di energie rinnovabili

La nuova bozza introduce inoltre modifiche riguardo al modo in cui i data center possono dimostrare di utilizzare energia pulita. Da un lato, allunga da 18 a 36 mesi la durata massima di alcune installazioni rinnovabili che possono essere utilizzate per giustificare tale fornitura. Nel caso dell’energia solare, si apre una possibilità aggiuntiva: potranno essere conteggiate le installazioni fotovoltaiche già in funzione, indipendentemente dal momento in cui sono state avviate, purché la loro produzione non sia compromessa da contratti a lungo termine con altri acquirenti.

Anche la durata minima dei contratti a lungo termine per l’acquisto di elettricità rinnovabile, noti come PPA, viene ridotta da 10 a 6 anni. Inoltre, la normativa riconosce esplicitamente l’uso di batterie per immagazzinare energia. Grazie a questi cambiamenti, i data center avranno più opzioni per dimostrare di utilizzare elettricità proveniente da fonti rinnovabili.

Un’altra modifica importante riguarda le dimensioni delle strutture che dovranno soddisfare i principali requisiti della normativa. Il limite di potenza a partire dal quale vengono applicate queste obbligazioni passa da uno a dieci megawatt. Ciò significa che i data center più piccoli potrebbero rimanere al di fuori della maggior parte dei requisiti stabiliti nel decreto. Vengono inoltre adeguati alcuni criteri di efficienza energetica al clima di ciascuna zona, pur mantenendo i requisiti più rigorosi relativi al consumo d’acqua.

I cambiamenti sono stati introdotti dopo che diverse associazioni del settore tecnologico e energetico avevano avvertito che condizioni eccessivamente stringenti avrebbero potuto aumentare i costi dei progetti e rendere la Spagna meno attraente per le aziende che desiderano costruire data center. Il governo, invece, sostiene che sia necessario regolamentare queste strutture poiché consumano grandi quantità di elettricità e acqua, e che la loro crescita debba essere organizzata per evitare problemi di approvvigionamento.