Il futuro ID. Golf potrebbe disporre di tecnologie sviluppate con Xpeng: Volkswagen valuta un altro cambiamento di strategia

Volkswagen potrebbe modificare uno degli elementi chiave della sua strategia per l’auto elettrica. Dopo aver puntato su Rivian per lo sviluppo dell’elettronica e del software dei suoi prossimi modelli occidentali, all’interno del gruppo prende piede un’altra alternativa: sfruttare il lavoro già svolto in Cina. Una proposta che riguarda direttamente le sue auto più prodotte e che riporta all’ordine del giorno una questione delicata per i produttori europei: quanto costa sviluppare tecnologie competitive e quanto tempo ne occorre per farlo.
Secondo le informazioni pubblicate da Manager Magazin, il responsabile del marchio Volkswagen, Thomas Schäfer, intende utilizzare l’architettura cinese CEA nella maggior parte dei futuri modelli europei di Volkswagen, Skoda e Cupra. L’ambito potenziale è enorme: circa tre quarti dei futuri veicoli di questi marchi. Per il momento si tratta di una proposta interna, non di una decisione approvata né di una rottura annunciata con Rivian.
L’argomento principale è di natura economica. I calcoli interni riportati dalla rivista tedesca indicano un risparmio complessivo compreso tra 4.000 e 5.000 milioni di euro qualora il gruppo adottasse questa soluzione nel suo segmento a maggior volume. Tra i modelli interessati figurerebbero le future generazioni di ID. Golf, ID. Passat o Skoda Enyaq. Si tratta cioè di automobili destinate a sostenere una parte importante dell’attività elettrica del produttore in Europa.
La pressione per ridurre i costi aiuta a comprendere questa dinamica. Secondo le stesse informazioni, il gruppo di marchi Core, che comprende Volkswagen, Skoda, Seat/Cupra e Volkswagen Vehículos Comerciales, dovrebbe migliorare i propri risultati di oltre 12.000 milioni di euro entro il 2030 rispetto alle previsioni attuali. Allo stesso tempo, dovrebbe ridurre gli investimenti previsti di quasi 15.000 milioni. Con tali esigenze, la scelta dell’elettronica per le prossime auto non è più una questione esclusivamente tecnica.
Una tecnologia sviluppata in Cina che Volkswagen produce già

La CEA nasce dalla collaborazione tra Volkswagen, Xpeng, il centro di sviluppo VCTC e Cariad China. Non si tratta semplicemente di acquistare un programma e installarlo nelle auto europee: stiamo parlando dell’architettura che organizza l’elettronica dell’auto e permette di integrarne le funzioni digitali. Secondo il reportage, Volkswagen dispone inoltre dei diritti di proprietà intellettuale della soluzione sviluppata, un argomento con cui i suoi sostenitori la presentano come tecnologia propria del gruppo.
La sua esistenza e il suo ingresso in produzione sono effettivamente stati confermati ufficialmente. Volkswagen ha annunciato a gennaio 2026 l’inizio della produzione del primo modello dotato di CEA, l’ID. UNYX 08. Si tratta di un’architettura a zone, con un processore centrale ad alte prestazioni e capacità di aggiornamento remoto, progettata per essere utilizzata su diverse piattaforme e tipi di propulsione. Il produttore afferma di aver passato dal concetto alla produzione in 18 mesi.

Per coloro che sostengono il trasferimento in Europa, tale maturità rappresenta un vantaggio significativo. La tecnologia è già in uso nelle auto di produzione e fornisce una base su cui proseguire i lavori. Il reportage contrappone questa situazione ai dubbi di alcuni dirigenti di Volkswagen riguardo al tempo necessario per far sì che la soluzione di Rivian copra l’intera prossima generazione elettrica SSP. Si tratta di valutazioni interne raccolte dal media, non di un riconoscimento ufficiale dei ritardi da parte della società congiunta.
Ci sono anche differenze di costo che alimentano il dibattito. Secondo le comparazioni interne citate, un’ora di sviluppo nell’azienda congiunta con Rivian costa approssimativamente quattro volte di più rispetto al centro VCTC di Hefei. L’articolo evidenzia inoltre una differenza vicina agli 8.000 euro per un modello come il Tiguan elettrico sviluppato e prodotto in Europa rispetto allo sviluppo in Cina. Quest’ultimo valore deriva da una comparazione più ampia dell’auto; non deve essere interpretato come un risparmio attribuibile esclusivamente al software.
La proposta di Schäfer riguarderebbe le varianti SSP31 f e h della futura piattaforma del gruppo. Per quanto riguarda la gamma, l’approccio includerebbe automobili elettriche di dimensioni superiori a quelle del Polo, compresa la famiglia Tiguan. Lo stesso articolo indica che Volkswagen al momento non prevede un’architettura completamente nuova per i modelli a benzina e diesel delle sue marche generaliste, ma intende continuare a modernizzare quelle esistenti.
Tuttavia, questo cambiamento incontra opposizione all’interno dell’azienda. Alcuni dirigenti avvertono che adattare la CEA alle esigenze europee comporterebbe anche costi e rischi. Il fatto che un’architettura funzioni in Cina non significa necessariamente che la sua implementazione in altri mercati avvenga immediatamente. Inoltre, se i modelli di maggior volume smettessero di utilizzare la tecnologia di Rivian, lo sviluppo dovrebbe essere distribuito su un numero inferiore di automobili, il che potrebbe danneggiare i risultati finanziari delle marche che continuassero a investire in essa.
Fino ad ora, la strategia descritta dai media prevedeva di riservare la tecnologia cinese a quel mercato e alla sua espansione in altre regioni, mentre Europa e Stati Uniti rimanevano legati a Rivian. Schäfer vuole modificare questa distribuzione. La questione è ancora aperta e Volkswagen ha rifiutato di commentare l’informazione, pertanto non si può ancora affermare con certezza quale architettura verrà adottata per ogni futuro modello.
Per l’acquirente europeo, ciò che conta è se questa disputa si traduca in automobili più economiche, dotate di migliori tecnologie e capacità di guida autonoma. Un passo chiave che determinerà il futuro del gruppo, già sconfitto sul mercato cinese e ora a rischio di perdere anche quello europeo.