Il produttore dell’iPhone investe 657.000.000 € per acquistare il 50% di Mitsubishi Electric al fine di produrre automobili elettriche.

20/10/2026 14:30
Aggiornato a
20/10/2026 14:30
Alternatori, motori di avviamento, bobine di accensione e sensori radar. È questo che produce soprattutto la filiale automobilistica di Mitsubishi Electric, settore in cui ha deciso di entrare Foxconn, il gigante taiwanese che assembla una buona parte dei prodotti Apple in tutto il mondo. La sua società di investimento, Lin Yin International Investment, ha firmato l’accordo definitivo per acquisire il 50% di Mitsubishi Electric Mobility per 115.000 milioni di yen, circa 647 milioni di euro.
È importante non confondere i nomi: Mitsubishi Electric è il gruppo specializzato in elettronica e ingegneria, non il produttore di automobili Mitsubishi Motors. Questa operazione è particolarmente significativa perché Foxconn da anni cerca di farsi un posto nel settore delle auto elettriche senza riuscire davvero a decollare, e ora cerca un accesso diretto ai produttori giapponesi. In passato ha già tentato qualcosa di simile cercando di entrare nel capitale sociale di Nissan dopo la crisi del produttore.
Una divisione al 50% prevista per il 2027

Le due aziende gestiranno la filiale in parti uguali, come una società consortile. L’accordo stima il valore dell’azienda in circa 1.800 milioni di euro, mentre considerando solo il capitale il valore è di circa 1.294 milioni di euro. La chiusura è prevista per il 1° ottobre 2027, una volta ottenuto l’ok dalle autorità competenti.
L’operazione segue un memorandum d’intesa firmato ad aprile di quest’anno. Mitsubishi Electric Mobility opera come azienda indipendente da aprile 2024, quando il gruppo ha separato la sua divisione dedicata ai componenti per l’automotive.
Cosa contribuisce ciascuna parte

Il piano prevede di combinare la tecnologia di Mitsubishi Electric nei sistemi di propulsione elettrica, nel software e nel controllo del veicolo con la capacità di Foxconn di produrre rapidamente e in grandi quantità. Con questo obiettivo vogliono sviluppare in Giappone piattaforme per auto elettriche, ovvero la base tecnica su cui un marchio potrà successivamente realizzare il proprio modello.
I primi clienti sarebbero i produttori giapponesi. Successivamente seguirà la vendita nel resto del mondo sotto l’etichetta “Made in/by Japan”. L’obiettivo dichiarato è raggiungere un fatturato di almeno 5,6 miliardi di euro nell’esercizio che inizia ad aprile 2030.
Un business più classico di quanto sembri
Mitsubishi Electric Mobility non è un’azienda di auto elettriche, bensì un fornitore tradizionale di componenti. Il suo catalogo è incentrato principalmente su parti per motori a combustione, mentre la sezione dedicata alle propulsioni elettriche è più ridotta. Inoltre, tutto indica che Foxconn non acquisterà i semiconduttori ad alta potenza di Mitsubishi Electric, un componente chiave negli inverter delle auto elettriche.
Il vecchio sogno elettrico di Foxconn

Nell’ottobre 2020, il presidente di Foxconn, Young Liu, si era prefisso l’obiettivo di fornire componenti o servizi per il 10% delle auto elettriche mondiali, circa tre milioni di unità, tra il 2025 e il 2027. Questa cifra è ancora lontana dall’essere raggiunta.
Il suo passo più evidente con un marchio giapponese è stato un altro: Foxtron, la sua società joint venture con la taiwanese Yulon, ha firmato nel 2025 un accordo con Mitsubishi Motors per sviluppare e produrre un’auto elettrica destinata all’Australia e alla Nuova Zelanda, con un lancio previsto per la seconda metà del 2026.
Avere in possesso la metà di un fornitore giapponese già dotato di clienti rappresenta un modo più diretto per entrare in quell’industria rispetto a progettare automobili da zero. Quello che resta da vedere è quanto di questo business legato ad alternatori e motori di avviamento possa effettivamente trasformarsi in piattaforme elettriche di successo entro il 2030.